Ecco Bianchi e Boakye Rolando: «Mai esultato contro»

Ecco Bianchi e Boakye Rolando: «Mai esultato contro»
21 Agosto 2014 ore 17:52

Rolando Bianchi e Richmond Boakye si sono presentati a Zingonia. I due nuovi attaccanti di Stefano Colantuono hanno già timbrato il cartellino, Boakye addirittura è il cannoniere del precampionato ed entrambi hanno dimostrato anche davanti ai giornalisti di avere una gran voglia di lasciare il segno. Il puntero bergamasco parte subito cercando di chiarire alcuni episodi del passato, le sue parole sono tanto ferme quanto chiare.

«L’esultanza? Facile da spiegare. – attacca Bianchi – Con il Torino ho segnato a Bergamo due gol che mi hanno fatto entrare nella storia del club granata, con il Bologna sono andato in gol nella passata stagione dopo tre mesi difficilissimi. Ho esultato solo e soltanto per i miei tifosi, mai contro l’Atalanta. E credo sia giusto, normalissimo, gioire dopo un gol. Ora sono a Bergamo e sono felice di indossare nuovamente questa maglia, se facessi gol contro il Torino esulterei di certo. Sono un professionista».

Spiega così Rolando Bianchi le sue esultanze del passato. Qualche tifoso ha storto il naso al momento del suo annuncio, ma il numero 9 di Albano Sant’Alessandro fa spallucce e tira dritto.

«Ho voluto fortemente tornare a Bergamo, c’è stata anche in passato la possibilità di farlo, ma non si è mai concretizzata. Ora sono qui, so di avere caratteristiche diverse rispetto agli altri compagni ma sono anche convinto che il nostro pacchetto avanzato sia davvero ben assortito. Partiamo con l’obiettivo di salvarci, poi vedremo strada facendo cosa sarà possibile fare».

 

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Il suo rapporto con Colantuono è ottimo, nel suo passato ci sono 27 gol in una stagione con il tecnico romano al timone del Torino, ma anche un’esperienza a Manchester e il miracolo centrato con la Reggina.

«Tecnicamente il mister mi conosce bene e il suo gioco per me è ottimale. Voglio essere utile, importante e dare una mano. Posso giocare con tutti i miei compagni, di Richmond (Boakye) mi ha colpito l’umiltà e il grande spirito di abnegazione. In passato ho vissuto una bellissima esperienza al Manchester, lasciai a Gennaio da capocannoniere della squadra per tornare in Italia e giocarmi le carte in Nazionale. A Reggio Calabria abbiamo ottenuto una salvezza partendo da -15: sono cittadino onorario di Reggio  e questo mi rende orgoglioso. Sono un bergamasco nel mondo – chiude Bianchi – , ora voglio lasciare il segno anche qui a casa: ci tengo a guadagnarmi la conferma anche per il futuro visto che sono in prestito».

 

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Con Rolando Bianchi è stato presentato anche Richmond Boakye. Il ragazzo ghanese ha confermato tutto quanto di buono si dice di lui. Umile, ma molto sicuro dei suoi mezzi, il numero 99 nerazzurro è felice del precampionato, ma ha una spiegazione molto spirituale di quello che ha fatto vedere. «A volte segno dei gol senza nemmeno ben sapere  come ho fatto. (ride, ndr) Credo tantissimo in Dio e nel destino, se riesco a fare quello che vedete non è merito mio. Mi alleno e lavoro per essere importante nel gruppo, da compagni come Bianchi e Denis ho tantissimo da imparare e per questo lavoro ogni giorno dando il 100%»..

Boakye ha giocato nella Liga l’anno scorso, ma conferma che in Italia il campionato è adatto alle sue caratteristiche. «In Spagna c’è un bel torneo, io mi trovo benissimo qui e voglio essere importante. Lavoro per l’Atalanta e voglio fare bene qui. La Nazionale? Vedremo, se Dio vorrà.. Il mio modello è Samuel Eto’o. Mi piace molto ballare, ora vedrò come festeggiare i prossimi gol. Lavoro e cerco di fare il massimo per aiutare la mia famiglia, papà e mamma non sono mai venuti in Italia mentre mio fratello e mia sorella sì. Appena finito il campionato sono io che scappo in Ghana, a casa mia».

Chiusura con la solidarietà per Richmond Boakye, recentemente protagonista di una doccia gelata in favore della SLA. «Sono molto amico del fratello di Balotelli, mi ha proposto di fare questa cosa in favore della SLA e non mi sono di certo tirato indietro. Anche Beckham lo ha fatto in passato. E’ giustissimo così».

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