Biava e Cherubin due mastini a guardia della Dea

Biava e Cherubin due mastini a guardia della Dea
20 Agosto 2014 ore 16:39

Giorno importante in casa Atalanta. A Zingonia, il direttore generale PierPaolo Marino ha presentato alla stampa i due nuovi difensori arrivati alla corte di Colantuono, Giuseppe Biava e Nicolò Cherubin.

«Sono tornato a casa – attacca Biava davanti ai giornalisti-. Dopo tre anni in cui ho vissuto da solo a Roma, con mia moglie e mia figlia che erano a Bergamo, volevo fortemente l’Atalanta. In carriera, sembra incredibile, non avevo mai vestito la maglia della mia città e per me si avvera un sogno che avevo fin da bambino: finora è stata una grande emozione giocare con i colori nerazzurri e cercherò di mettere tutta la mia esperienza a disposizione del gruppo. Scetticismo e freddezza nei miei confronti? In ogni piazza in cui sono arrivato, all’inizio, c’è sempre stato qualche dubbio sul mio rendimento, ma poi il campo ha detto altrecose e sono sempre andato via con una considerazione completamente diversa. Sono convinto, e spero, di fare bene anche qui».

 

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Giuseppe Biava ha 37 anni, ma mentre parla di Atalanta gli si illuminano gli occhi. Si capisce subito che l’arrivo a Bergamo è stata per lui una scelta di vita, si percepisce immediatamente come lui sia figlio di un calcio probabilmente un po’ passato, ma certamente ancora molto utile agli allenatori.

«Sono un marcatore, quando ho iniziato a giocare (le prime stagioni con i dilettanti dell’Albinese risalgono al 1995/96, ndr) si insegnava molto a controllare l’avversario. Era un calcio fisico, fatto tutto di duelli corpo a corpo. Ora giocatori come Ibrahimovic li fermi con l’organizzazione di squadra. E’ cambiato molto, ma io cerco di dare il mio contributo anche dal punto di vista umano ad un gruppo che, per filosofia societaria, è improntato sui giovani. Colantuono lo conosco bene, a Palermo ho già lavorato con lui e so bene cosa vuole. In campo sto imparando anche io al meglio i movimenti che richiede e ora sono curioso di iniziare a giocare le partite che contano».

Biava ha finora messo nelle gambe 358 minuti in 7 amichevoli, un risultato importante che completa quello di un reparto finora imbattuto. «E’ calcio d’agosto ma intanto è sempre molto piacevole chiudere senza gol subiti le partite. Cerchiamo di continuare su questa strada che è davvero quella giusta».

 

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Da un veterano dei campi di serie A (sono oltre 270 le presenze di Biava nel massimo campionato con le maglie di Lazio, Genoa e Palermo) ad un ragazzo che dopo la retrocessione con il Bologna arriva a Bergamo per cercare un rilancio. Nicolò Cherubin, nato a Vicenza il 2 dicembre 1986, è molto contento della sua nuova avventura e spiega subito il perché ha scelto Bergamo.

«Nei mesi scorsi ho ricevuto la telefonata di mister Colantuono, per me una simile dimostrazione di stima e considerazione è stata sufficiente per decidere. C’erano voci di un interessamento del Palermo, non ho mai avuto dubbi. Ho scelto il 33 perché il 3 è il mio numero preferito, a Bologna era occupato e presi poi il 21 perché 2+1 fa 3. Anche qui ho optato per il doppio 3 vista la situazione dei numeri già scelti dai compagni. Sono uno che ama poco parlare, preferisco che sia il campo a dire ogni cosa e l’obiettivo è quello di far parte in modo importante del gruppo dando il mio contributo alla causa».

Cherubin ha un discreto curriculum in serie A, 79 presenze per lui tra Reggina e Bologna. Prima della parentesi felsinea, il centrale mancino dal piede delicato ha vissuto stagioni da protagonista con il Cittadella. In maglia rossoblù si è presto guadagnato i galloni di titolare e, a parte un problema al piede patito l’estate del 2013 e qualche scaramuccia contrattuale con il presidente del Bologna Guaraldi, ha sempre giocato da titolare inamovibile. Piccola curiosità: Nicolò Cherubin, sposato con Laura dal 2012, segna un gol in serie A da tre stagioni consecutive.

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