No, non saranno difficoltà (attese) a cambiare la valutazione sull’Atalanta che abbiamo fatto al termine del mercato.
I nerazzurri hanno una rosa forte, sono andati via due giocatori che l’anno scorso hanno inciso poco (Ahanor) o nulla (Palestra), hanno lasciato partire Djimsiti e De Roon, non è andato via nessun big e sono arrivati giocatori – almeno sulla carta – forti e costosi come mai prima. Vedi i 40 milioni per Rowe.
Per questo motivo pensavamo e pensiamo che l’obiettivo stagionale dell’Atalanta non possa che essere la permanenza in una competizione europea.
Si arriva da un settimo posto, non da un 15°. L’accesso al tabellone di Conference ha aperto un nuovo scenario e presto ci sarà pure la Coppa Italia. Servirà tempo per crescere, inutile ignorarlo. Ma il valore c’è e quando uno come Sarri si mette al lavoro c’è da scommettere che i risultati arriveranno e l’Atalanta tornerà al posto che le compete. Perché alla lunga i valori vengono fuori.
Il peggior alleato, in questo momento, è la sfiducia. Ma anche la superficialità e la poca carica agonistica sono due alleati pessimi se vuoi correre per alti obiettivi.
Diciamo cose che abbiamo già sottolineato, ma è bene ribadirle per non perdere la misura. Questa volta verso il basso. L’Atalanta ha giocatori di valore che sono da considerare come uno tra i primi gruppi del campionato, l’ansia del risultato dopo cinque giornate è ingiustificata e la fiducia, anche se la sosta ti logora, non deve venire a mancare.