Dea, 4 occasioni preziose (adesso van buttate dentro)

Dea, 4 occasioni preziose (adesso van buttate dentro)
Atalanta 21 Ottobre 2017 ore 10:07

Adesso serve trovare dentro le motivazioni che giovedì sono arrivate dalla magica atmosfera dell’Europa League, dalla classifica e dalla voglia di farsi vedere al top in tutto il continente. Sarà fondamentale l’aspetto mentale, perché in campionato una squadra scintillante come l’Atalanta non può vivacchiare al dodicesimo posto con solo quattro punti di vantaggio sulla zona retrocessione: è un'offesa al calcio, ma anche la logica conseguenza di chi gioca bene e conclude troppo spesso male. I dettagli, mai come in questo momento, sono decisivi e la sottile differenza tra un gol fatto e uno appena fallito è troppo importante per non essere messa al centro di tutto.

Arriva il Bologna, avversario pericoloso. Domenica allo stadio di Bergamo arriva il Bologna del bergamasco Donadoni. Con 4 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte, i felsinei sono al settimo posto in classifica e un po’ a sorpresa stanno vivendo settimane di fibrillazione visto che i sogni di potersela giocare nei posti che contano per l’Europa stanno iniziando a prendere piede tra i tifosi. I numeri non mentono mai e quindi è giusto che la piazza ci creda, la squadra ha una sua fisionomia e quando presenti la quinta difesa del torneo (solo otto gol subiti, uno a partita) è chiaro che davanti basta il minimo indispensabile per vincere.

Paradossalmente, nonostante non sia molto prolifico, è l’attacco il reparto più pericoloso della squadra rossoblù. Con Verdi, Di Francesco e Palacio, Donadoni ha a disposizione diverse scelte con quel pizzico di imprevedibilità che spesso decide le gare. In attesa di Destro, centravanti mai definitivamente sbocciato in serie A, la zona gol è affidata all'esperienza dell’argentino ex Inter che questa estate a più riprese è parso vicino proprio all'Atalanta.

 

 

Dipende tutto dall’Atalanta. Nonostante il rispetto che si deve sempre all'avversario, il risultato di domenica pomeriggio dipende totalmente e completamente dall’Atalanta. E lo stesso discorso vale per la sfida di mercoledì con il Verona, per quella di domenica prossima a Udine e della domenica successiva contro la Spal. Gasperini ha tra le mani un gruppo che ha già regalato nelle prime undici gare ufficiali di questa stagione sprazzi di ottimo gioco e tantissime occasioni da rete. La squadra orobica segna troppo poco e la considerazione vale in senso relativo e non assoluto: le reti complessive tra campionato e coppa sono 20, rapportandole però alle occasioni create, la statistica si sgonfia.

Ora che la classifica in Europa League è stata puntellata, i giocatori sanno benissimo che è necessario rimpinguare quella di serie A. Giocando da Atalanta e cercando di correggere gli errori, la squadra orobica ha tutte le caratteristiche per tornare al successo e per iniziare una serie positiva importante con l’obiettivo di arrivare alla sosta di novembre avendo in tasca il passaggio del turno europeo e una posizione in serie A almeno nelle prime otto.

 

 

Ilicic, Petagna e il turnover. In questo momento, con il Papu a mezzo servizio per un piede malconcio, tutte le azioni d’attacco passano dall’estro di Ilicic. Lo sloveno giovedì sera ha letteralmente fatto ammattire i ciprioti, quando è in giornata diventa un lusso per la Dea e anche domani sarà in campo dall’inizio. Il centravanti Petagna ha fatto gol e potrebbe trovare continuità. Per entrambi vale più che mai la regola della testa giusta: se sono “dentro” la partita con forza e determinazione, diventano decisivi.

Visto che parliamo comunque di ragazzi e non di robot, è normale considerare il turnover come un alleato prezioso per la squadra di Gasperini. Il tecnico ha puntato forte su molti elementi che stanno giocando con continuità, ma alcuni cambi, anche preventivi per evitare guai fisici, si possono mettere in conto. Toloi potrebbe rientrare mercoledì con il Verona, ma intanto c’è il giovane Mancini che scalpita in mezzo al campo, Castagne a destra potrebbe far rifiatare Hateboer e poi ci sono i vari Haas, Orsolini, Vido e Kurtic che rappresentano comunque opzioni da valutare. Per volare in alto, serve l’aiuto di tutti.