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C'è un atalantino in Irlanda Così si è innamorato Conor

C'è un atalantino in Irlanda Così si è innamorato Conor
Atalanta 04 Novembre 2015 ore 09:24

Dopo Alessandra, bergamasca in Australia conosciuta quindici giorni fa, il viaggio di Bergamo Post a incontrare i tifosi atalantini in giro per il mondo vira dritto verso l'Irlanda, dove vive Conor. La sua passione per il calcio, in una terra dove il pallone non sempre è la prima scelta, gli è stata trasmessa dal padre ed è poi cresciuta al fianco della squadra locale; quella per il giornalismo lo ha portato a scrivere di calcio italiano per un portale on-line. E poi c'è quella per l’Atalanta, scoppiata nel 2013, e che lo ha portato anche alcune volte in Italia.

Conor, iniziamo dalla domanda più semplice: perché tifi Atalanta?

È un amore nato in modo un po’ casuale. Sono sempre stato appassionato di calcio italiano, scrivo di sport e la mia speranza e quella di potermi costruire una carriera parlando proprio di quello. Attualmente collaboro con un paio di siti web, uno di questi si chiama ForzaItalianFootball.com e cerchiamo di venire in Italia almeno un paio di volte l’anno per raccontare le emozioni delle partite dal vivo. Durante il mio primo viaggio a Bergamo, era l’ottobre del 2013, ho seguito al Comunale Atalanta-Lazio. Quel giorno ha piovuto tantissimo, dal punto di vista meteo fu una giornata orribile ma l’atmosfera che ho respirato mi ha lasciato a bocca aperta. Vinse l’Atalanta 2-1, segnarono Denis e Cigarini e grazie ad un amico riuscii a vivere la gara in Curva Pisani. Al mio ritorno in Irlanda diventai corrispondente per l’Atalanta di FIF, giorno dopo giorno e pezzo dopo pezzo ho sentito aumentare la passione per i colori nerazzurri: ricordo che a San Valentino la società pubblicò su Instagram un’immagine con scritto “Amore dal primo minuto", è lo slogan della mia storia.

 

 

Dove vivi tu, in Irlanda, come si segue il calcio?

Io vivo a Bray, Irlanda. Si tratta di una graziosa città a sud di Dublino, nella contea di Wicklow. La maggior parte delle persone qui in Irlanda sostengono squadre della Premier League, quasi tutti qui sono fan del Manchester United o del Liverpool. Mio padre è tifoso del Chelsea e così da bambino ero un tifoso del Chelsea pure io. È difficile confrontare il calcio irlandese con qualsiasi altra lega di livello superiore, come ad esempio la Serie A. Il campionato qui ha un sacco di problemi e la maggior parte delle squadre non ha molti fan. La squadra della mia città è il Bray Wanderers, ci sono pochissimi sostenitori e di solito combatte per evitare la retrocessione. Non tutti i club qui sono professionisti per come intendete voi il calcio in Italia, ci sono una manciata di sodalizi che rappresentano l’eccezione e i loro giocatori sono i migliori. Le realtà che invece sono definite “semi-professionistiche” possono allenarsi solo un paio di sere la settimana, perché i giocatori lavorano durante il giorno. È un peccato che ci sia questo poco supporto al calcio irlandese, personalmente sono stato un abbonato al Bray Wanderers da quando avevo quattro anni, vedo alcune somiglianze tra il Bray e la Dea. Forse, anche per questo, mi sono innamorato dell’Atalanta.

Sconfitta di Bologna a parte, questo è un grande momento per l'Atalanta. Pensi che la qualificazione per l'Europa è possibile?

Sto cercando di non esaltarmi troppo, prima dell’inizio della stagione ero preoccupato ma è innegabile che il gruppo e mister Reja stiano facendo ottime cose. L’Atalanta ha una buona organizzazione di gioco, davanti con Moralez e Gomez abbiamo tante soluzioni quindi ci sono motivi per sperare e per sognare. Sono scaramantico, l’ultima volta che ho pensato in grande come nel campionato 2013/2014 sono rimasto scottato. Non voglio avere un’altra delusione, vivo alla giornata e seguo le partite con grande trasporto.

 

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Quante volte hai visto l'Atalanta dal vivo in Italia?

In totale ho visto 13 partite della vostra Serie A ma solo in 3 occasioni ho potuto assistere a match dell’Atalanta. Come detto, l’esordio è stato contro la Lazio in casa (vittoria per 2-1 nel 2013) mentre poi ho visto la sconfitta per 3-1 contro la Roma allo Stadio Olimpico (segnò Migliaccio di testa). in questa stagione ero presente alla prima partita in casa quando la Dea ha vinto 2-0 contro il Frosinone. Spero di tornare presto, credo di poterci essere tra gennaio e febbraio magari per una trasferta nel sud Italia.

Giocatore preferito di oggi e di sempre?

Ce ne sono tanti. Da Luca Cigarini a Marco Sportiello senza dimenticare Denis, ci sono veramente parecchi giocatori che meritano menzione. Al momento però mi sta impressionando de Roon. È nuovo ma ha già fatto vedere ottime cose, mi piace il suo modo di proteggere il pallone e allo stesso tempo cerca di far ripartire l’azione con tocchi di palla semplici ma efficaci. Poi non dimentico Alberto Grassi, un altro giovane che ha stupito tutti. Allargando il discorso a tutti i tempi, dico Angelo Domenghini, Piero Gardoni e Gaetano Scirea. Pur non avendoli visti dal vivo. Oltre a loro, quando ero molto piccolo c’era gente come Donadoni, Inzaghi e Caniggia. Per la mia storia personale voglio tornare a parlare di due che stanno ancora battagliando per l’Atalanta come Denis e Raimondi. Lui, in particolare, è semplicemente fantastico per tutto quello che mette in campo.

 

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Ultima curiosità, sei molto attivo su Twitter e parli spesso di Dea: come fai a vedere le partite dall’Irlanda?

Come tutti i tifosi esteri mi affido a tv e streaming. Qui in Irlanda ci sono sempre gare di Serie A alla televisione e se l’Atalanta è in programma sono a posto. In caso contrario, vado su Internet e cerco una soluzione. Purtroppo io lavoro sempre nei fine settimana, quindi magari non riesco a vedere ogni volta le gare per intero. Fortunatamente riesco a trovare sempre le informazioni che mi servono e leggo tantissimo per restare aggiornato. Guardo le pagelle, confronto le cronache e provo attraverso gli highlights a rivedere quello che è accaduto.

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