Caldara out e l’enigma davanti Peta al posto di Papu o Ilicic?

Caldara out e l’enigma davanti Peta al posto di Papu o Ilicic?
10 Marzo 2018 ore 11:14

Probabilmente senza Caldara, ma con tanta voglia di vincere, consapevoli che un successo sarebbe fondamentale per mettere pressione a quelle davanti tenendo a distanza chi insegue e nella speranza che qualche passo falso possa aiutare in una rincorsa possibile. Bologna-Atalanta è una partita interessante, la squadra orobica punta forte al bottino pieno per aumentare le possibilità di tornare in Europa e la sensazione che dalle parti di Zingonia ci sia tutto quello che serve per farcela è molto forte.

 

 

Caldara out, pronti Palomino e Mancini. L’unica notizia degna di nota che arriva da Zingonia è purtroppo negativa e riguarda le condizioni fisiche di Caldara. Il difensore di Scanzo convive da inizio stagione con un fastidio alla schiena, il problema è stato valutato sia dallo staff orobico che da quello della Juventus (il cartellino è di proprietà bianconera) ma quando pareva addirittura che ci potesse essere qualcosa di serio (era circolata una voce, rivelatasi poi assolutamente infondata, della necessità di un intervento) ecco il numero 13 in campo a Dortmund con il Borussia. Ora, però, ecco il riacutizzarsi del problema. Il tecnico Gasperini, a più riprese, ha sottolineato come sia Palomino che Mancini possano giocare in quella zona al centro della difesa senza problemi e in effetti, pur riconoscendo il massimo impegno e l’assoluto valore di Caldara, va detto che la Dea è ampiamente coperta in una zona di campo delicata per gli equilibri tattici. Al Dall’Ara, Caldara mancherà di nuovo e il ballottaggio è aperto: Palomino è molto più tosto sull’uomo mentre Mancini è bravissimo nella lettura delle situazioni tattiche e sulle linee di passaggio. Vedremo cosa deciderà il Gasp.

Il Bologna vivacchia, campionato già finito. Rispetto alle ultime gare giocate, il Bologna rappresenta un avversario praticamente privo di stimoli legati alla classifica. Piazzato in una posizione tranquilla e troppo distante sia dal treno europeo che dalle zone pericolose, l’undici di Donadoni è ormai rassegnato a un finale di campionato anonimo, con gli unici stimoli che possono essere per i singoli che puntano a farsi vedere per costruirsi, magari, un pezzo di futuro radioso. Forse è un po’ prematuro dirlo, ma al 10 marzo sembra già che la squadra felsinea abbia la mente proiettata al futuro. Infortuni e squalifiche hanno falcidiato il gruppo rossoblù: senza Palacio, Poli, Gonzalez e Orsolini il tecnico bergamasco Donadoni non ha molte opzioni per cambiare volto al 3-5-1-1 che vive delle invenzioni di Verdi e delle accelerazioni di Di Francesco, con il centravanti Destro che dopo l’incredibile gol fallito al 93’ a Ferrara punta al riscatto. Nessuno dei giocatori citati sta comunque confermando le tante aspettative del passato e non è escluso anche qualche colpo di scena sul mercato visto il valore di questi ragazzi e un progetto, quello dei felsinei, che non accenna a decollare.

 

 

Dentro Petagna e fuori uno tra Gomez e Ilicic? In casa Atalanta, l’unico vero grande dubbio di formazione riguarda Petagna. Il centravanti triestino è stato l’ultimo nerazzurro a segnare in Serie A, nell’1-1 contro la Fiorentina a Bergamo. Il suo impiego è molto probabile, con Cristante alle spalle a uno tra Ilicic e Gomez a sostegno. La situazione dei due fantasisti è diversa: il Papu è chiamato al riscatto dopo alcune prestazioni positive ma con la palla “decisiva” fallita, mentre Ilicic non si discute ma va valutato dal punto di vista morale perché la scomparsa di Astori lo ha colpito tantissimo. Già contro la Sampdoria settimana scorsa si vociferava di scelte del tecnico in questa direzione, e ora, considerando la settimana con tre impegni consecutivi in trasferta, è chiaro che un po’ di rotazione vada messa in conto. A ciò si aggiunga che pare più logico presentarsi a Torino mercoledì con lo stesso schieramento visto in Coppa Italia (Cristante-Ilicic-Gomez in campo assieme senza centravanti) per provare a strappare un risultato positivo a chi in Italia ha preso solo un gol nelle ultime 18 partite ufficiali. Per il resto, con Berisha tra i pali e la difesa che va completata con uno tra Palomino e Mancini vicino a Toloi e Masiello, non ci sono grossi dubbi: la linea di mezzo dovrebbe essere composta da Hateboer, Freuler, de Roon e Spinazzola.

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