Atalanta

«Ce ne andiamo in Europa... ce ne andiamo in Europa, olè»

«Ce ne andiamo in Europa... ce ne andiamo in Europa, olè»
Atalanta 02 Aprile 2019 ore 08:33

«Io, bergamasco che son io, atalantino che non sono altro...».

Il Bepo è impazzito. Arrivo al solito bar per il caffè, c’è il sole ma fanno sempre 8-9 gradi al mattino prima delle 7.30, eppure lui è in piedi che canta come se fosse ancora al Tardini. E si scopre il petto.

«Bepo, set mat? A che ma ensit negot amo (sei pazzo? Non abbiamo ancora vinto niente)».

«Fabio, noi abbiamo già vinto!».

«Eh? Sa cöntet sö? (che cosa racconti)».

«L’Atalanta gioca a pallone, sempre e contro tutti. Andiamo in giro per l’Italia e ci divertiamo come matti regalando a tutti pillole di bel gioco. Anche a Parma è successa la stessa cosa, abbiamo vinto otto partite fuori e segnato sessanta gol come la Juve. Ma ghet present? (ti rendi conto?)».

«Pota Bepo, l’è isse (è così). Tra l’altro abbiamo anche risolto il problema del portiere».

«Direi anche alla grande, bravo Gollo».

«Qualcuno lo ha definito un cantante che gioca a pallone, altri si sono affrettati a bocciarlo, ma il ragazzo ha tempra da vendere e si è riscattato alla grande. Ha fame il ragazzo, me ne sono accorto a Sarajevo».

«A Sarajevo? Non ha giocato Fabio e abbiamo vinto 8-0...».

«Dopo la partita in uno stadio che in Italia non li vedi nemmeno in Promozione, siamo passati dal campo e Gollo stava facendo allenamento con il preparatore. Mangiava l’erba, eppure non l'hai mai sentito andare sopra le righe. Grande professionista, da applausi».

 

 

«Ecco, Fabio: queste cose noi non le sappiamo e sentirle oggi hanno un grande peso...».

«Guarda Bepo, ti confesso una cosa: non siamo sempre molto attenti noi giornalisti. Si parla troppo di Ilicic, Zapata e Gomez e troppo poco di altri che sono dei pilastri dello spogliatoio. Ogni tanto sarebbe sacrosanto esaltarli, le partite le vinceva da solo Maradona e forse ci riesce ogni tanto Messi, ma in tutti gli altri casi conta la squadra».

«A Parma ho visto Mancini, Freuler, de Roon e Reca molto bene...».

«Tutto giusto ma a Masiello cosa puoi dire? A Palomino? Agli esterni? Son tutti giocatori di enorme affidamento, quando li metti in campo sai che loro ti daranno il massimo. Certo, una giocata del Papu cambia il risultato e con Zapata così in palla è normale che si parli di loro, ma il segreto di Gasperini è in un gruppo di grande livello».

«E adesso sotto con il Bologna».

«Contano solo i tre punti, non la posizione... Vest Bepo? So cresit! (hai visto, sono cresciuto)».

«Brao Fabio, oggi bisogna ragionare solo così. Perché noi giochiamo a pallone, gli altri litigano o fanno pena».

«Inter, Roma e Milan sono in una valle Bepo...».

«Lo vedo anche io, sono anziano ma mia (non) scemo. Però hanno sette vite come i gatti, noi andiamo più forte e giochiamo benissimo, ma non bisogna abbassare la guardia e puntare quella quota non guardando la posizione. Qualcuno resta indietro per forza».

 

 

«Bepo alla marcia per il Bocia ci sarai?».

«Per forsa, ogni atalantino dovrebbe esserci perché è una questione troppo importante. Per il Claudio e per tutti».

«Io spero che quel giorno ci sia Bergamo bloccata in modo pacifico da diecimila atalantini. Non importa se sei ultras o il contestatore della Ubi. Conta esserci».

«Esatto Fabio, come c’eravamo a Parma: che spettacolo siamo stati?».

«Durante la gara da urlo, dopo il fischio finale da sballo. E poi quella canzone sparata a tutto volume, “Come nelle favole” di Vasco Rossi...».

«Desmet Fabio! (smettila Fabio)».

Nel bar irrompe il baffo ribelle di Giacomo Mayer. Amico e collega di tante trasferte, anche al Tardini è stato ottimo compagno di viaggio e la sua convinzione è totale.

«Giacomo, sa ghet? (cos'hai?)».

«Bepo, dighel po a te (diglielo anche tu): le favole sono inventate, l’Atalanta è una splendida realtà. Li prendiamo per sfinimento, facciamo mille milioni di passaggi e arriviamo sempre in porta. Pazzesco».

«Ciao Giacumì! Sono giovani questi ragazzi... noi ci ricordiamo la polvere da dove veniamo...».

«Bepo, Giacomo: facciamo un ultimo coro?».

«Dai, spara. Pronto Giacomo?».

«Certo Bepo!».

«Ce ne andiamo in Europa, ce ne andiamo in Europa, ce ne andiamo in Europa olèèèè!!».

«Fabio, basta!!!! Porta sfiga... meglio questo: tri ponc de che, tri ponc de là e l’Atalanta in coppa va!».

«Fabio, Bepo: ma oter si macc».

Giacomo ha ragione, a Bergamo siamo tutti matti...