C'era una volta il Sassuolo ma oggi c'è la nostra Dea

C'era una volta il Sassuolo ma oggi c'è la nostra Dea
Atalanta 07 Aprile 2017 ore 10:00

Atalanta-Sassuolo è la sfida tra chi ce l’ha fatta e chi sta cercando di farcela. In campo, sarà il confronto a distanza tra il campioncino atteso al varco e quello che nessuno si aspettava così forte, ma anche tra due situazioni di animo, guida tecnica e motivazioni che sono diametralmente opposte. Tutto questo avrà un unico denominatore: la voglia degli atalantini di continuare a sognare.

 

 

Un sogno diventato realtà con soli tre punti in più. La classifica finale della passata stagione ha visto il Sassuolo centrare il sesto posto, l’ultimo utile per andare in Europa, a quota 61 punti. L’Atalanta, con altre otto partite da giocare, è già salita a 58 e se da un lato la soddisfazione è massima per il livello mai raggiunto prima, dall’altro c’è preoccupazione perché questa volta rischiano di non bastare nemmeno 70 punti per conquistare l'Europa League. La società del patron Squinzi ha una struttura e delle potenzialità economiche molto diverse rispetto all’Atalanta. Con in più uno stadio già a norma, che è stato acquistato per pochi spiccioli (si fa per dire: tre milioni di euro) ad un’asta fallimentare. Squinzi (mister Mapei, società con oltre due miliardi di fatturato annui), ha iniziato la stagione con una rosa che ben presto si è rivelata insufficiente per ripetere l’avventura dello scorso anno e anche se in Europa sono arrivati ottimi risultati (qualificazione e partecipazione al girone), il campionato è stato normale, con più bassi che alti. Qualcuno sottolinea che partecipare all’Europa League sia pericoloso per la salvezza, ma tornare a viaggiare 27 anni dopo l’ultima volta val bene una stagione con il rischio di fare un po’ più fatica.

 

 

Berardi la delusione, Gomez la sorpresa. Sul prato del Comunale si sfideranno due giocatori di grande qualità che hanno avuto finora un impatto molto diverso nel campionato italiano. Il classe 1994 degli emiliani, Domenico Berardi, ha giocato ad oggi solo 14 partite ed è stato condizionato a lungo da un brutto infortunio. La sensazione che potesse tornare presto a disposizione è stata per settimane forte nell’ambiente del Sassuolo, ma solo dalla prima gara del 2017 il ragazzo ha ritrovato stabilmente una maglia da titolare, realizzando un gol e quattro assist per i compagni. Il fantasista atalantino Papu Gomez, invece, sta vivendo un’annata strepitosa, la migliore per lui (e per noi). In campionato i gol sono 14 (battuto il suo record personale) e nel 2017 il numero 10 argentino ha già segnato due doppiette e una tripletta, portandosi a casa il pallone nella sfida giocata dai nerazzurri contro il Genoa. Sabato i due si muoveranno probabilmente nello stesso modo, partendo larghi e rientrando per cercare la giocata con il piede preferito (Gomez il destro, Berardi il sinistro), cercando coso così la stoccata vincente.

 

 

Gasperini, Di Francesco e le motivazioni. Contenuti tecnico-tattici a parte, la gara contro il Sassuolo vivrà tantissimo sugli stati d’animo dei protagonisti. I due allenatori, ad esempio, vivono una situazione molto diversa. Per Gasperini ci sono molte voci che circolano, ma tutte le indiscrezioni di prima mano che abbiamo raccolto confermano la sua volontà di rimanere a Bergamo, cosa che trova riscontro anche nelle strategie di mercato che la società (sia sui giovani che sulle alternative di livello) sta portando avanti. Di Francesco, invece, a fine stagione potrebbe veramente salutare i neroverdi. I giocatori che scenderanno in campo, dal canto loro, sanno benissimo che la partita è importante, la designazione arbitrale di Rizzoli non fa che confermare che anche a livello generale la considerazione del match è alta. Petagna e compagni hanno una voglia matta di continuare a sognare, Gasperini ha allenato i suoi per vincere ancora e anche se Di Francesco non ha nessuna voglia di mollare è normale che il suo pensiero, con la Fiorentina che sembra sempre più la sua prossima destinazione, possa già iniziare a spostarsi verso altri scenari.