Xavier Jacobelli

Si può cambiare il prefisso orobico: chiamate Bergamo 5-0 5-0

Dove eravamo rimasti? Che cosa aveva scritto BergamoPost dopo il 5-0 al Milan prima di Natale? Che questa Atalanta procura a chi la ama una gioia infinita.

Bergamo, 07 Gennaio 2020 ore 22:34

Dove eravamo rimasti? Che cosa aveva scritto BergamoPost dopo il 5-0 al Milan prima di Natale? Che questa Atalanta procura a chi la ama una gioia infinita. Passeranno i giorni, passeranno i mesi, passeranno gli anni, ma questa gioia non passerà mai.

Ecco, infinita suona proprio bene come aggettivo in calce a quest’altro, pazzesco 5-0 di cui stavolta ha fatto le spese il Parma di D’Aversa che, alle spalle, si era lasciato due vittorie di fila nelle ultime due trasferte del 2019: a Ferrara e a Napoli. Un’altra partita entusiasmante, come se in mezzo non ci fossero state le due settimane di sosta, come se all’inizio del nuovo anno la Dea avesse voluto avvisare tutti che, anche nel nuovo anno, suonerà questa musica che manda alle stelle i bergamaschi.

Ha perfettamente ragione Gasp quando, su Sky, commentando la prestazione del suo gruppo, sottolinea testualmente: «Sono straconvinto che ognuno di questi giocatori farebbe bene in qualunque altra grande squadra». Occhio agli aggettivi indefiniti usati dal tecnico, come a dire che questa Atalanta non ha nulla da invidiare a nessuno. Per il valore assoluto dei suoi interpreti, certo. Ma soprattutto, e questo lo diciamo noi, per la grandezza di chi la guida.

Oggi dopo il 5-0, dopo avere saltato con la curva, dopo avere applaudito la gente che l’applaudiva, a Gian Piero brillavano gli occhi nello stesso modo in cui brillano a chi firma un capolavoro e il capolavoro rimira, consapevole di averlo creato.

Nei giorni scorsi, in diversi si sono chiesti come mai Dejan Kulusevski, classe 2000, ceduto dall’Atalanta alla Juve per 45 milioni di euro dopo essere stato pagato dall’Atalanta circa 120 mila euro, non avesse trovato spazio da titolare nell’Atalanta di Gasperini. La risposta l’ha data l’allenatore: «Perché non è facile trovare posto in questa Atalanta”.

È così. E bene ha fatto la società a chiudere un’operazione che si è consegnata di diritto ai manuali del calciomercato, confermando ancora una volta che cosa significhino la programmazione, l’organizzazione, nonché la valorizzazione del settore giovanile. Il che vuol dire anche costruire una rete di osservatori, ramificata in Italia e all’estero, pronta a segnalare in società un sedicenne che gioca nel Brommapojkarna, con sede a Bromma, quartiere occidentale di Stoccolma, Svezia, perché questo sedicenne venga ingaggiato quando è ancora un talento in erba, soffiandolo alla concorrenza.

Anche in questo modo, si può cambiare il prefisso orobico. Chiamate Bergamo 5-0 5-0.

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