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Ci si salva a suon di pareggi? Cosa risponde l'X di Napoli

Ci si salva a suon di pareggi? Cosa risponde l'X di Napoli
Atalanta 25 Marzo 2015 ore 09:00

Ci sono punti e punti, pareggi e pareggi. Dopo l’1-1 conquistato sul terreno di gioco del San Paolo, l’Atalanta può affrontare la sosta di campionato con tanta fiducia e con un vantaggio sulla serie B che è aumentato da 4 a 5 punti. La Dea a Napoli ha strappato un pareggio che lascia sensazioni positive, almeno quanto aveva deluso lo 0-0 di Parma.

Avanti piano, ma avanti. Nelle prime tre uscite in panchina con l’Atalanta, il tecnico goriziano Edy Reja ha ottenuto altrettanti pareggi. Lo 0-0 di Parma aveva spaventato parecchio i tifosi nerazzurri, la squadra giocò senza mordente, riuscendo nell’impresa di collezionare zero tiri in porta pericolosi contro una formazione in disarmo. Una settimana più tardi, al Comunale, ecco lo 0-0 contro l’Udinese al termine di una partita decisamente diversa che è riuscita comunque a muovere la classifica. Ora siamo di fronte ad un 1-1 in casa del Napoli che ha una storia tutta particolare: anche al San Paolo la Dea ha giocato con un uomo in meno per quasi un tempo, ma la tenuta mentale dei giocatori è stata da applausi e ha permesso di tornare a Bergamo con un altro risultato positivo.

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Pochi successi quest'anno. L’Atalanta vince pochissimo in questo campionato, solo le tre squadre che la seguono in classifica hanno conquistato meno volte l’intera posta in palio. Per questo motivo, la differenza la fanno i pareggi e la Dea è addirittura terza nel computo totale della serie A: Empoli (15 volte “X”) e Sampdoria (12 volte “X”) sono davanti ad Atalanta, seguita poi da Roma, Milan, Palermo e Sassuolo in questa speciale classifica.

Punto d’oro, prestazione di platino. Se il punto è d’oro per la classifica, la prestazione della Dea è da incorniciare. Sia dal punto di vista del singolo che da quello corale, il gruppo nerazzurro ha risposto presente nella serata in cui tanti temevano la sconfitta. Parliamoci chiaro: il Napoli ha avuto occasioni importanti ma non ci è quasi mai arrivato con una manovra corale. Le individualità degli azzurri sono superiori ma è servita una zuccata di Zapata all’89esimo per evitare la sconfitta interna.

Difesa di ferro. Detto che Calvarese ha sbagliato, in pochi hanno sottolineato la grandissima prova difensiva della Dea: per oltre 40 minuti effettivi la retroguardia nerazzurra ha tenuto testa al Napoli con una coesione e uno spirito di sacrificio che sono la garanzia migliore per il prossimo futuro. Da Sportiello (superlativo) a Denis (buonissima la sua prova) ci sono applausi da distribuire un po’ per tutti. Certo, se Gomez non si fosse fatto cacciare per una clamorosa ingenuità forse avremmo visto un secondo tempo diverso ma è inutile rimuginare: conta il risultato da qui alla fine, quindi anche questo punto bisogna prenderlo e metterlo in cascina, come il buon fieno estivo per le fredde giornate invernali.

Reja intelligente, cambi decisivi. Solo sette giorni prima, qualcuno aveva criticato le scelte del nuovo allenatore. Siamo in un momento delicato, il tecnico deve conoscere al meglio il gruppo e la sosta sarà importantissima anche da questo punto di vista. I cambi del tecnico però sono stati molto importanti e le sue scelte tattiche si sono adeguate alla partita come solo uomini esperti e abituati a stare sul campo sanno fare.

Le scelte in corso d'opera. Inizialmente, l’Atalanta ha sorpreso il Napoli. Con Zappacosta e Gomez altissimi, la squadra di Benitez si è vista aggredita fin dai difensori e non è mai riuscita a cambiare passo. Quando De Guzman ha bucato un paio di volte a sinistra, ecco che Reja ha rimodulato i suoi chiedendo di aspettare il Napoli per poi ripartire. In chiusura di primo tempo, dalla panchina è arrivata proprio l’indicazione di coprire il campo e tenere palla.

L'espulsione di Gomez. Dopo l’intervallo, l’espulsione di Gomez poteva essere decisiva e invece Reja è stato molto bravo: subito è passato al 5-3-1 con il chiaro obiettivo di contenere i primi minuti di pressione azzurra, poi spazio al 4-4-1 con sostituzioni mirate come Baselli, Pinilla ed Emanuelson. I tre hanno risposto presente e la squadra ha portato a casa il risultato.

Il mister chiama e il gruppo risponde. Daniele Baselli non aveva ancora giocato con Reja. È entrato a freddo per rinforzare il centrocampo e dopo l’ingresso di D’Alessandro è stato bravo a dividersi tra il centrocampo e la fascia destra in appoggio a Bellini. Lo spirito di sacrificio, in questi momenti, può essere determinante, e il fatto che il nuovo tecnico abbia chiamato in causa il giovane centrocampista nerazzurro è sintomatico della voglia di valorizzarlo.

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L'ingresso di Pinilla. Quando è entrato Pinilla subito la Dea ha avuto un punto di riferimento importante in avanti. Gol a parte, Pinilla ha preso almeno 5 punizioni fondamentali e al 93esimo, se Inler non lo avesse steso, si sarebbe lanciato in porta. Certo, quel fallo su Callejon poteva evitarlo così come il cartellino, però se nelle ultime due stagioni un po’ tutti se la sono presa con il numero 7 spagnolo (ricordate Cigarini l’anno scorso?) forse è pure un po’ colpa sua.

D'Alessandro, serviva uno di gamba. Per ultimo, Marco D’Alessandro. Il suo ingresso per Zappacosta sullo 0-1 è un segnale chiarissimo. In quel momento serviva uno di gamba e che allungasse la squadra in avanti per allentare la pressione: forse inserendo Cherubin quel pallone non sarebbe arrivato a Zapata ma accettare gli ultimi 15 minuti rintanati in area era un grandissimo rischio. Reja non ha voluto correrlo e ha fatto bene, D’Alessandro su una ripartenza ha pure cercato il gol del raddoppio e nel complesso è un giocatore preziosissimo. Nelle prossime due partite in casa, anche la sua carta si può giocare con fiducia.

Quindici giorni decisivi, poi Torino e Sassuolo. Edy Reja si presenta alla sosta con un gruppo che ha più consapevolezza e una classifica migliore. Le avversarie che l’Atalanta dovrà affrontare da qui alla fine sono quasi tutte nel limbo della tranquillità e la differenza di motivazioni è fondamentale. Il Torino e il Sassuolo sono salve ma non possono puntare all’Europa, Empoli e Genoa più o meno sono nella stessa situazione così come il Palermo, il Chievo e il Milan. Restano la Roma e il Cesena in trasferta e la Lazio a Bergamo: 3 partite su 10 con avversari che hanno obiettivi reali e concreti. L’Atalanta ha tutti i mezzi per darsi continuità e arrivare alla tanto agognata salvezza.

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