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Ci siamo, inizia l’avventura in Conference League della Dea: si può fare molto bene

La squadra di Sarri è testa di serie della competizione e ha l'obiettivo di arrivare fino in fondo. Partire col piede giusto è fondamentale

Ci siamo, inizia l’avventura in Conference League della Dea: si può fare molto bene
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No, la valutazione non parte dal ranking (l’Atalanta è la migliore di tutte le 36 squadre partecipanti), ma dai valori. Quelli che il gruppo nerazzurro può esprimere da stasera (15 ottobre) in Conference League.

Per il momento si parla solo di potenziale, perché il gruppo è ancora in crescita e deve entrare negli automatismi di Sarri, ma la competizione è lunga e guai a considerarla una coppa di basso livello. Certo, coinvolge realtà lontane sia dalla conoscenza che dalla valutazione completa e oggettiva di chi segue il calcio, ma è una coppa che nelle fasi finali propone anche sfide importanti.

L’Atalanta gioca per la prima volta in Conference, che è pur sempre una competizione europea. Il programma prevede sei sfide per la fase a campionato, al termine della quale le prime 8 saranno qualificate direttamente agli ottavi, che si giocano poi a metà marzo.

Non è come finire a fine gennaio e fare i play-off a febbraio. Ecco perché bisogna cercare di partire subito con il piede giusto, accettando la sofferenza ed evitando che sfide contro squadre inferiori – almeno sulla carta – diventino complicate.

Pensare che l’Atalanta debba per forza vincere tutte e sei le gare è sbagliato, nel calcio si parte da 0-0 e poi devi essere bravo a far valere le tue qualità. Nessuno ti regala punti. Credere che la Dea possa arrivare fino in fondo è invece sacrosanto. L’ambizione dev’essere quella di vincere il trofeo, perché non è come in Champions dove giochi per fare bella figura (incassando milioni a ogni vittoria) consapevole che non vincerai mai o in Europa League, dove puoi puntare ad arrivare alle fasi decisive, ma è tostissima.

La Conference va giocata, con umiltà, per provare a vincerla. E l’Atalanta ha le doti per scendere in campo con questo pensiero, cercando di arrivarci con dedizione e applicazione.