Atalanta

Cigarini, Denis e l’asticella

Cigarini, Denis e l’asticella
Atalanta 15 Settembre 2014 ore 18:06

Dopo la vittoria di Cagliari, sofferta ma molto più importante dei 3 punti conquistati in classifica, in casa Atalanta c’è grande entusiasmo. E nei giorni scorsi sono arrivate parole che ora, con 4 punti in 2 partite e sfide come Fiorentina, Inter e Juventus all’orizzonte, fanno riflettere. «Dopo i 50 punti dell’anno scorso, farne di meno sarebbe un fallimento». Firmato Luca Cigarini. «Pensiamo a fare 40 punti, poi puntiamo ai 50, ma mi piacerebbe davvero arrivare più in alto». Firmato German Denis.

Si è parlato tanto di quali obiettivi può avere la nuova Atalanta di Stefano Colantuono, giornalisti e tifosi per tutta l’estate hanno fantasticato su cosa davvero può combinare la squadra nerazzurra, ma queste dichiarazioni dimostrano una consapevolezza importante: il gruppo ci crede.

Se due pedine come Luca Cigarini e German Denis si sbilanciano così, significa che dentro allo stanzone di Zingonia c’è la convinzione che alzare l’asticella non sia solo un proposito, ma un obiettivo concreto. Stefano Colantuono non lo dirà mai apertamente, lo stesso presidente Antonio Percassi tiene sempre un profilo molto basso, ma la strategia è quella del silenzio. Dalle parti di Zingonia non si vuol rischiare di promettere per poi doversi ricredere. Meglio provare a sognare lavorando e crescendo giornata dopo giornata.

4 foto Sfoglia la gallery

Cigarini e Denis lavorano sul campo. Scendono in campo. Uno è finalmente tutto dell’Atalanta e nel rettangolo verde si muove davvero da leader. L’altro ha confermato un contatto con la Juventus proprio a fine mercato, ma ha scelto di concerto con la società di restare a Bergamo. Punta al record di gol in serie A di Doni (Denis è fermo a 44, l’ex numero 27 a quota 69) e con tre anni di contratto gli servirebbero stagioni da 8-9 gol. «Ne ho fatti circa 14 l’anno, posso farcela» ha dichiarato il Tanque a L’Eco di Bergamo. Convinto e gagliardo.

C’è un dato oggettivo che accomuna i pensieri di Cigarini e Denis: il valore delle alternative. Tante volte si pensa ai grandi nomi, si fantastica magari su un giocatore che nelle passate stagioni ha fatto grandi cose senza pensare che un gruppo è fatto di equilibri e di dettagli. Di caratteristiche e di complementarietà tra le risorse a disposizione. E a Cagliari si è visto come un paio di pedine nuove, schierate ragionando anche sulle peculiarità dell’avversario, abbiano dato soluzioni molto importanti al tecnico.

L’Atalanta con Boakye e Bianchi ha aumentato le opzioni senza spaccare gli equilibri. Fosse arrivato Quagliarella, tanto per fare un nome, sarebbe stato più difficile gestire la cosa. A centrocampo sono arrivati esterni giovani che sanno di dover aspettare. E’ uscito Bonaventura ed è arrivato Gomez. Dietro, ogni ruolo ha un doppione come in passato non è mai successo. In attesa del Papu, ecco D’Alessandro che all’esordio non ha forse dato troppa qualità, ma ha speso tutto quello che aveva: il recupero da cui è nato il primo gol merita solo applausi.

Per questo, le parole dei due leader del gruppo sono davvero importanti. A Cagliari è stata superata una prova di maturità delicata, si è vinto contro un avversario ostico e lo si è fatto in trasferta. Le motivazioni devono arrivare da dentro, serve la convinzione che l’asticella alzata passi da questi successi ottenuti facendo gruppo e sudando tutti insieme. Perché i punti contro le big, anche l’anno scorso come in passato, sono arrivati e arriveranno, grazie a vittorie storiche o a pareggi strappati con i denti. Inter e Roma docet. Ma filotti negativi come quelli dell'anno scorso contro Parma, Verona e Sassuolo (0 punti in 6 partite) non sono da ripetere. Si chiama continuità. E dalla continuità acquisisci la fiducia necessaria per provare a sognare.

 

Resta sempre aggiornato sulle notizie del tuo territorioIscriviti alla newsletter