Tante indicazioni positive

Cinque cose su Atalanta-Pafos 3-1: bell’esordio della Dea in Conference League

Mister e giocatori possono essere più che soddisfatti del risultato e della prestazione. Ora testa subito al Milan

Cinque cose su Atalanta-Pafos 3-1: bell’esordio della Dea in Conference League
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Foto di Atalanta.it

Le partite facili non esistono, si fanno diventare tali

Tra Venezia e Pafos – di certo non Barcellona e Real Madrid, ma nemmeno due compagini di Serie C -, l’Atalanta ha segnato 6 gol, colpito un palo e costruito occasioni per fare almeno altrettante reti con i portieri avversari di gran lunga i migliori in campo. Fare tutto questo cambiando una sfilza di titolari e facendo a meno di sei uomini infortunati è un grande merito. Perché le partite facili, a questi livelli, non esistono. Ci sono gare che sei bravo tu a far diventare facili.

Regola decisiva: la palla è una sola, va gestita bene

Dopo la sfida al Venezia, si è detto che l’Atalanta non ha saputo gestire i momenti della gara. Dopo una prima mezz’ora all’arrembaggio, il 3-1 subito in chiusura di primo tempo ha messo la squadra in una strana condizione di paura. Ieri sera (15 ottobre), per tutta la partita i nerazzurri sono stati incisivi e bravi ad andare in verticale, ma anche a rallentare e far girare il pallone. Non è la stessa cosa. Il discrimine è il possesso del pallone: se lo controlli tu, gli altri corrono.

Quattro cambi, Zappacosta in mezzo e Obric trasparente

In difesa, con fuori tre centrali su quattro, Sarri ha scelto Kolasinac e lo ha fatto giocare 90′. Vicino a lui ha risparmiato a Kristensen 10′ (giustissimo, inutile evitare rischi), ma ha chiuso con quattro cambi e senza inserire Obric. Questo dimostra quali sono le sue sensazioni in questo momento. Idele a destra ha fatto spostare Zappacosta difensore centrale e questo significa che per conquistarsi spazio bisogna fare tanto, probabilmente Obric non sta raggiungendo quegli standard richiesti dal mister.

Il cammino in Conference non è lungo

Fatta la prima, ne mancano cinque. E la prossima è già molto pesante, perché l’Atalanta è a quota 3 mentre l’Ajax, avversario dei nerazzurri la prossima settimana ad Amsterdam, ha perso a Spalato 2-1 contro l’Hajduk. In una corsa che mette le 36 partecipanti a confronto e la classifica viene decisa da quanto si ottiene in seigare e non otto (come in Champions ed Europa League), è chiaro che le distanze sono più corte. Ristrette. Servono punti un po’ ovunque.

Scelte intelligenti, la mano di Sarri è importante

Con tanti assenti e la necessità di essere competitivi anche col Milan e nelle successive partite, il tecnico della Dea ha rivoluzionato la squadra dando fondo, soprattutto, a quelle soluzioni offensive che la rosa gli offre. Nemmeno a tutte, per la verità. Eppure la squadra ha risposto alla grande. Diversi elementi hanno fatto una partita di altissimo livello, mentale prima che tecnico: Zappacosta e Pasalic ad esempio, che troppo spesso vengono considerati riserve.