Cinque semplici domande sul possibile esonero del Gasp

Cinque semplici domande sul possibile esonero del Gasp
23 Settembre 2016 ore 10:06

Cambiarlo o non cambiarlo? Questo è il dilemma. All’indomani della sfida persa sul filo di lana con il Palermo, l’Atalanta si lecca le ferite e l’ambiente si interroga su cosa sia meglio fare per invertire subito la tendenza di un avvio di stagione ai limiti del terrificante. Cinque partite, quattro sconfitte e una vittoria stiracchiata contro il Torino: è crisi Atalanta.

Dopo la gara contro i rosanero, nella pancia dello stadio c’è stato un confronto molto schietto, diretto e senza fronzoli, tra i dirigenti e il tecnico Gasperini. E giovedì pomeriggio, a Zingonia, la squadra è tornata in campo agli ordini del tecnico davanti a pochi intimi e in un clima quasi ovattato. Una sorta di calma apparente con il direttore generale Umberto Marino e il direttore tecnico Giovanni Sartori a seguire le operazioni, ma senza i Percassi. Né il presidente Antonio né il figlio Luca si sono visti al Centro Bortolotti. Nonostante alcune voci che vorrebbero Gasperini in bilico o addirittura già alla porta, a Pescara contro il Crotone toccherà ancora a lui guidare la squadra orobica e non c’è dubbio che, per ora, l’Atalanta continuerà con il tecnico di Grugliasco. I tifosi, sui social e per strada, sono spaccati ed anche se la rabbia per lo 0-1 subito dal Palermo condiziona i giudizi, è giusto fermarsi un attimo e analizzare il nocciolo della questione: in questo momento, con questa squadra e con queste potenzialità, sarebbe giusto esonerare Gasperini?

 

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Perché è meglio cambiare subito allenatore. Il “partito dell’esonero” imputa a Gasperini una grande confusione tattica, una gestione delle partite spesso errata e una fase difensiva quantomeno rivedibile. I numeri sono impietosi (6 gol fatti e 11 subiti) per una squadra che in 5 gare ha raccolto pochissimo contro avversari alla portata (Sampdoria, Torino, Cagliari e Torino) e molto meno di quanto preventivabile contro una Lazio certamente non irresistibile. Gasperini ha lavorato in ritiro, per settimane, sul modulo preferito (il 3-4-3), salvo poi snaturarsi completamente quando è arrivato il momento delle partite ufficiali saltando da un modulo all’altro come se nulla fosse. Questo cambio di rotta e questa variazione così netta destabilizzano l’ambiente. Del resto parliamo di un allenatore che è sì conosciuto come un insegnante di calcio, ma che ha sempre avuto dei paletti fissi cui aggrapparsi sia nello schieramento tattico che nella preparazione atletica. Al mister di Grugliasco viene anche imputata una gestione discutibile della questione Sportiello: secondo molti tifosi e addetti ai lavori le sue parole dopo il Bortolotti hanno condizionato il rendimento del portiere orobico, già molto scosso dalle continue voci di mercato e protagonista di un avvio di stagione zeppo di errori. In questo contesto, la squadra non ha ancora una sua identità e non si intravedono nemmeno spiragli di luce in fondo al tunnel, soprattutto dopo le gare con Cagliari e Palermo in cui sono arrivati zero punti. Per tutti questi motivi, considerando che è più facile colpirne uno (il mister) che educarne 27 (i giocatori), la soluzione più semplice, scontata e ovvia sarebbe quella di sostituire il tecnico con un altro allenatore, nella speranza che il gruppo reagisca nel modo giusto e ritrovi magicamente quelle certezze che sono necessarie nella corsa salvezza.

 

Atalantas Italian coach Gian Piero Gasperinis disappointment after Sampdorias Paraguayan midfielder Edgar Osvaldo Barreto's goal during the Italian Serie A soccer match Uc Sampdoria vs Atalanta Bergamasca Calcio at Luigi Ferraris Stadium in Genoa, Italy, 28 August 2016 ANSA/SIMONE ARVEDA

 

Perché è giusto tenere duro e continuare con Gasp. Dall’altra parte della barricata ci sono invece quelli che continuano a ritenere Gasperini un tecnico su cui si può davvero costruire un progetto di valore e che dunque non vorrebbero cambiare la guida tecnica. Secondo i sostenitori di Gasp, lavorare con un gruppo incompleto e senza eccellenze di particolare valore nei reparti di attacco e centrocampo è molto difficile, soprattutto quando viene stravolto il sistema di gioco rispetto al passato. L’ex allenatore del Genoa allena questo gruppo ormai da tre mesi e la sua valutazione dei valori, delle caratteristiche tecniche e di quelle fisiche, è completa. Se viene spesso cambiato modulo, probabilmente è perché il mister non ha ancora identificato la formula che permetta di fare bene la fase difensiva, sostenere la manovra al centro e dare una mano all’attacco a creare occasioni da gol. I tifosi pro-Gasperini chiedono pazienza, hanno la convinzione che per la prima volta dopo anni a Bergamo ci sia un mister che può davvero contribuire a cambiare la mentalità del calcio orobico e quindi sia necessario trovare una soluzione a breve e a medio termine. Tradotto in parole povere: da qui a gennaio pronti alla battaglia su ogni campo e contro ogni avversario, nel mercato di riparazione dentro 2-3 alternative di valore e a fine stagione un profondo ragionamento sulla rosa con tutti i correttivi necessari da apportare. Per tutti questi motivi, per una nuova idea di calcio e per un campionato di Serie A che soprattutto nei bassifondi necessita di tanta grinta, tanta corsa e offre pochissima qualità, è giusto continuare con un tecnico capace, che a Bergamo si sta giocando tantissimo (dovesse fallire, sarebbe la terza volta consecutiva lontano dal Genoa) e che non ha nessuna intenzione di mollare. Gasperini ha grinta e personalità da vendere, magari per certe abitudini nostrane è perfino troppo diretto ma con qualche correttivo può essere una grande risorsa.

 

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Cinque domande per capire davvero cosa fare. Abbiamo analizzato la situazione, abbiamo ascoltato pareri di tifosi e addetti ai lavori e abbiamo provato a farci un’idea di cosa è meglio fare. Non siamo riusciti a trovare una posizione netta, la bilancia delle motivazioni sembra in perfetto equilibrio e allora vi proponiamo domande su 5 concetti che per noi sono decisivi. Nelle risposte, forse c’è la strategia giusta o forse no. Difficile saperlo, probabilmente una risposta risolutiva non esiste e ogni strada che verrà intrapresa ha comunque dei pro e dei contro da valutare. Tanti concetti, tante domande e tante possibili risposte. L’unica certezza? Sarà durissima e nessuno probabilmente immaginava tanto.

  1. Le alternative: esonerando Gasperini oggi, che alternative ci sarebbero sul mercato? Pioli (sotto contratto con la Lazio fino a giugno con uno stipendio residuo da 1,3 milioni netti), Reja (71 anni, con una volontà di tornare tutta da verificare), Prandelli o Colantuono (reduce da due esoneri, probabilmente disposto al ritorno) sembrano i candidati principali. Possono fare meglio con questo gruppo?
  2. Il gruppo: nel gruppo ci sono 27 giocatori, quanti sono quelli decisivi? Quanti uomini possono dare garanzie sotto il profilo della continuità tecnica, fisica, mentale e di temperamento? Se si toglie dalla panchina Gasperini, la responsabilità ricadrà interamente sui giocatori. Ci sono uomini in grado di sopportare il peso di una decisione simile dando massimo contributo al nuovo tecnico?
  3. Il modulo: questa squadra ha un modulo base? E se non ce l’ha, è colpa del tecnico che non si decide oppure dei giocatori che non sono all’altezza? Oppure della società che non ha messo a disposizione tutto quello che serviva? Mercato, milioni, voci e smentite stanno a zero quando inizia la partita. L’Atalanta ha una struttura, un equilibrio, un’organizzazione in grado di gestire più moduli durante il match?
  4. La classifica: alla vigilia della sfida di Crotone (ultimo a quota 1 punto), la classifica è deficitaria: da qui alla riapertura del mercato mancano 13 partite, con questo allenatore e questi giocatori (che non si possono cambiare) c’è la concreta possibilità di avvicinarsi a quota 20 per provare a girare in media salvezza? Sono 4 vittorie e 5 pareggi, è necessario cambiare guida tecnica per provare ad ottenerli perché Gasperini non sta capendo che ci sono risorse nel gruppo oppure meglio farlo lavorare alla ricerca di una quadratura del cerchio?
  5. Le concorrenti: anche quest’anno la Dea dovrà puntare alla salvezza. Per i 3 posti che valgono la B, ci sono in lizza 8-9 squadre tra cui l’Atalanta. Le altre come sono messe? Sono più forti dal punto di vista tecnico, tattico e fisico o ce la giochiamo alla pari? La paura che c’è oggi riguardo una squadra che rischia di non essere in grado di svoltare trovando equilibrio si risolve con un cambio di allenatore?
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