La maglia sudata sempre

Come motivarsi per queste ultime giornate? Chi non ce la fa non merita l’Atalanta

Dalla classifica ci si aspetta poco, ormai. Ma questo non significa che bisogna alzare bandiera bianca. La piazza non lo accetterebbe mai

Come motivarsi per queste ultime giornate? Chi non ce la fa non merita l’Atalanta

Con la posizione di classifica attuale, con la Dea sostanzialmente in mezzo tra l’Europa e il nulla, le ultime quattro giornate di campionato possono sembrare un lento avvicinamento al termine del campionato, con solo la finale di Coppa Italia da osservare da spettatori a determinare se sarà Conference League o meno.

Ma chi indossa la maglia dell’Atalanta non può accontentarsi di questo. Perché ogni partita è un’occasione che regala la possibilità a chi scende in campo di essere protagonista. E non è mai un dettaglio.

Palladino dovrà essere bravo a scegliere chi dimostra di aver dentro quel fuoco che non può mai mancare quando giochi con la maglia della Dea. Sembrano discorsi scontati, ma non lo sono affatto. Soprattutto in una piazza dove storicamente il risultato viene dopo molto altro.

Della brutta prova di Cagliari, ad esempio, si contesta in particolare il modo in cui è arrivata la sconfitta, non il semplice risultato. È molto diverso.

Che siano giovani di belle speranze o elementi d’esperienza che hanno ormai poco da dimostrare non importa: l’atteggiamento è decisivo e chi non gioca con quello giusto si merita di stare a guardare i compagni. Anche se i gol e i punti che saranno conquistati non miglioreranno la classifica. Anche se non dovessere servire vincerle tutte.

L’Atalanta, anche da questo punto di vista, è un “premio” che ti devi meritare. Giorno per giorno, allenamento dopo allenamento. Anche per l’esempio che dai ai ragazzi del settore giovanile.