Dea, dieci giorni per salvarsi e dare un senso alla stagione

Dea, dieci giorni per salvarsi e dare un senso alla stagione
24 Aprile 2015 ore 10:59

Dieci giorni decisivi in ottica salvezza, 48 ore d’attesa per una gara che potrà dire in anticipo a cosa andrà incontro l’Atalanta nelle prossime settimane. Dopo una settimana di polemiche legate a questioni extra-calcistiche, la Dea domenica sarà in campo contro l’Empoli, primo step di un periodo che definirà con sempre più chiarezza il bilancio nerazzurro per la stagione 2014-15. Importante quindi sarà ritrovare concentrazione e cattiveria, azzerando, da una parte, le controversie sulla vicenda ultrà e, dall’altra, le soddisfazioni per le belle prove contro Sassuolo e Roma.

Battere l’Empoli per la tranquillità. Dopo settimane in cui Denis e compagni potevano scendere in campo sapendo già il risultato di Cesena e Cagliari, domenica succederà l’esatto opposto. Atalanta-Empoli si giocherà alle 12.30, Genoa-Cesena alle 15 e Fiorentina-Cagliari alle 18: tralasciando il valore degli avversari, è indubbio che un eventuale passo falso della Dea darebbe un significato completamente diverso alle gare di romagnoli e sardi. Statisticamente, le gare giocate a mezzogiorno e mezzo portano punti importanti in dote alla Dea. In caso di successo sui toscani, la settimana che porterà allo scontro diretto contro il Cesena (mercoledì 29 aprile, ore 20.45) inizierebbe come meglio non si potrebbe. Battendo l’Empol la Dea si porterebbe a 33 punti con un vantaggio sul Cesena che sarebbe di almeno 7 punti nel caso peggiore e addirittura di 10 in caso di successo del Genoa. Inoltre, per quanto la corsa sui bianconeri rimanga l’obiettivo più concreto, è importante non dimenticare come l’Atalanta in questo finale di stagione ha una grandissima occasione per ribaltare completamente le opinioni sulla sua annata. Occorre confermarsi squadra che vale i 40 punti salvezza, magari cercando di mandare per la quarta volta consecutiva in serie A in doppia cifra il suo miglior marcatore, Denis.

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I 40 punti obiettivo reale. Ormai è appurato che rispetto al recente passato il gruppo non ha avuto la forza di ripetere gli exploit in termini numerici che si sono verificati nelle ultime tre stagioni. La realtà dice che, oggi, l’Atalanta non vale più i circa 50 punti che sembravano diventati un must con Stefano Colantuono. I detrattori, tuttavia, insistono nel sostenere che la squadra si salverà perchè le ultime tre sono clamorosamente peggiori delle altre: in termini numerici, una quota salvezza così bassa era impensabile. Guardandosi indietro, poi, c’è da dire che nelle ultime 10 stagioni di A solo due volte sono serviti almeno 40 punti per rimanere in A: nel 2004/2005 il Parma spareggiò con il Bologna a quota 42, e nel 2006/2007 il Cagliari si salvò proprio a quota 40. In tutte le altre circostanze, ci si sarebbe salvati anche con meno.

Sette partite per valutare il futuro. Una volta messe da parte le esigenze di classifica, sarà il momento di fare bilanci sulla stagione e il gruppo, giudizi che inevitabilmente terranno conto anche di queste ultime sette gare in programma. Il condottiero sarà ancora Edy Reja (lo dice il contratto, lo ha ribadito Marino in una recente intervista e non arrivano segnali contrari dallo stesso tecnico), la squadra andrà rivalutata alla luce delle prove viste quest’anno, con la certezza che, se si dovesse davvero arrivare a 40 punti, l’obbiettivo minimo sarebbe stato raggiunto. Superato lo scoglio Cesena, è molto facile che Reja darà ampio spazio agli esperimenti, proprio per capire chi può far parte del gruppo del prossimo ciclo. I vari Grassi, Baselli, D’Alessandro e Boakye dovranno essere provati con un minimo di continuità mentre per gente come Bellini, Scaloni, Del Grosso e Bianchi le valutazioni saranno probabilmente sia anagrafiche che strettamente legate al peso nel gruppo.

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Tutti con Denis. Da qui a fine maggio si giocherà anche un’altra, importantissima, partita. German Denis (classe 1981) è a soli 3 gol dal record assoluto che non è mai riuscito a nessun nerazzurro: andare quattro volte consecutive in doppia cifra in serie A. Per farcela, oltre ad una condizione fisica che appare molto buona e ad una condizione mentale finalmente di piena serenità, il Tanque avrà l’aiuto di compagni e pubblico. Il risultato finale sarà importante ma la sua stagione non potrà essere rivalutata in modo completo e, soprattutto, le scelte future dovranno essere chiarissime. L’Atalanta ha in rosa Mauricio Pinilla (classe 1984): quello che il centravanti cileno ha fatto vedere è stato importante e la scelta in estate dovrà essere forzatamente decisa. Se Reja punta su un centravanti di quelli in rosa, il prescelto dovrebbe essere Pinilla semplicemente per ragioni di età. Se Denis, dopo quattro stagioni importanti e la bellezza di 51 reti segnate, accetta a 34 anni compiuti di essere l’alternativa di lusso in una squadra come l’Atalanta, è ovvio che ogni scelta sarebbe molto più facile.

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