Troppa confusione tattica ma un cuore grande così

Troppa confusione tattica ma un cuore grande così
22 Dicembre 2014 ore 13:07

Confusione tattica e grande cuore. Il 3-3 strappato contro il Palermo ha messo in evidenza tutti i limiti di organizzazione che l’Atalanta palesa in questa fase del campionato. E sottolineando come il punto sia benedetto (ricordiamoci che la salvezza passa dal conteggio matematico dei punti conquistati sul campo e non dall’astrazione del bel gioco, delle emozioni e dello spettacolo) bisogna dire con grande franchezza che, tatticamente parlando, così non si può andare avanti. Resettiamoci, mangiamo il panettone e ripartiamo dalla certezza assoluta: l’Atalanta deve giocare con il 4-4-2. Non ci sono altre vie, non ci sono altri moduli in grado di garantire equilibrio difensivo e attacco alla porta.

Il 4-4-2: l’unica via tattica da percorrere. La prima conferma che il modulo arcirodato sia l’unica via tattica da percorrere si trova nei numeri. In campionato l’Atalanta ha segnato 11 gol, buona parte di questi sono arrivati con lo sviluppo del gioco sulle fasce laterali. Lo 0-1 di Cagliari firmato Estigarribia su cross di Dramè, l’1-0 di Denis con il Napoli su cross di Raimondi, l’1-0 contro la Roma di Maxi su cross basso di Raimondi e i 3 gol di ieri contro il Palermo (il cross del rigore, i due cross da cui sono nate le reti di Maxi e Denis) sono tutti figli di manovre dalle corsie esterne. Considerando che da calcio piazzato l’Atalanta non fa troppo male (solo il gol di Stendardo contro il Cesena è figlio di una punizione di Cigarini incornata da Bianchi) e che da fuori area si calcia pochissimo (la rete di Boakye contro il Parma è stata propiziata da un tiro di Cigarini, la traversa di Baselli contro la Roma è arrivata con un destro in corsa dal limite) diventa indispensabile sfruttare la corsa degli uomini che partono da dietro e le sovrapposizioni per far male agli avversari.

E’ vero, non ci sono tante alternative e il mercato dovrà forzatamente risolvere la questione ma piuttosto che regalare uomini e minuti agli avversari forse sarebbe stato meglio sfruttare Spinazzola, Molina e D’Alessandro. Intendiamoci: snaturare Carmona e Cigarini in un 4-3-1-2 come visto contro il Palermo è più logico che schierare D’Alessandro a destra, Maxi a sinistra libero di inventare e Boakye con Denis? E ancora, perché insistere con Baselli ragionando sul centrocampo a 3 del Palermo quando la Dea ha dimostrato anche in passato di non riuscire a proporre gioco con un simile schieramento?

Colantuono deve ripartire dalle certezze. Mister Colantuono deve ripartire dalle certezze. La furia della ripresa è un bel segnale, il gruppo ha qualità ma deve giocare con logica. Quindi 4-4-2 con un esterno e una punta nuovi a gennaio, Maxi libero di inventare e Carmona e Cigarini con più opzioni. Certo, i due titolari di centrocampo devono darsi una svegliata perché certi errori individuali non sono accettabili, ma è vero anche che non ci sono alternative di pari valore sul mercato a cifre da Atalanta. Quindi il numero 17 e il numero 21 facciano quello che sono capaci di fare e se qualcuno ha pensieri strani legati al mercato e al futuro se ne riparli a fine stagione. Nel dopo partita, il tecnico ha dichiarato: «in panchina ero impegnato a pensare come cambiare la squadra, come intervenire per fare qualcosa». Bene, mister Colantuono, forse la soluzione è più semplice del previsto: non cambi più. Si parta con il 4-4-2 e via, senza troppi fronzoli. C’è un dato che è incredibile: l’Atalanta in 16 partite ha cambiato 16 volte la formazione iniziale. La confusione, negli uomini e nel modulo, è palese.

Grande cuore nerazzurro. Chiudiamo con il cuore, facciamo un paio di domande al gruppo. In casa, nelle ultime due uscite si è vista una squadra timorosa all’inizio e capace di reagire solo dopo aver preso schiaffoni pesanti. Come è possibile giocare un primo tempo da agnelli e un secondo da leoni? Cosa c’è in quel tè caldo dello spogliatoio? Qualche pozione magica? Vero che manca la spinta forte della Curva, vero che alcuni episodi sono stati sfortunati, ma non è possibile vedere ragazzi che nel primo tempo giocano la palla solo indietro e nella ripresa bruciano di rabbia l’erba sotto i piedi. Nel primo tempo si vedevano zero leader in campo, nella ripresa almeno 7-8. Perché? Tante domande, poche risposte che possono arrivare dal mercato. Quindi vanno cercate e trovate nelle quattro mura dello spogliatoio. Guardandosi negli occhi e cercando una soluzione. Per il bene dell’Atalanta.

 

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