Reja: «Conquistare Bergamo? Dura, siete come noi friulani»

Reja: «Conquistare Bergamo? Dura, siete come noi friulani»
12 Dicembre 2015 ore 15:26

Chi si ferma è perduto. L’Atalanta è lanciata ed Edy Reja non vuole più vedere frenate brusche e inattese. Con il Chievo bisogna allungare la striscia d’oro iniziata a Roma, c’è poco altro da dire. Il tecnico ripete il ritornello affinché entri bene nella testa dei suoi: «Continuità, ci serve continuità. Ce lo aspettiamo tutti, tornare a casa con un un risultato positivo significherebbe che siamo vicini alla maturità che serve».

 

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Osso duro Chievo. «A Verona però non sarà facile, il Chievo tenterà di toglierci gli spazi in tutti i modi: loro sono molto organizzati, ripiegano bene. Paloschi e Meggiorini sono i primi difensori, accorciano e ripartono. Maran cura molto bene l’assetto tattico e ha un pregio: sa far rendere al meglio i giocatori di qualità. Sarà una partita molto intensa, vedrete, e molto complicata: credo che saranno gli attacchi a decidere. Prevarrà chi sarà più in forma».

Arrivederci Carlos. «Sarebbe bello segnare e dedicare il gol a Carmona. L’intervento è perfettamente riuscito, siamo contenti. Ha attraversato un periodo difficile, era condizionato da questo problema all’anca e non riusciva ad esprimersi al meglio. Mi piacerebbe vederlo tornare alla grande, sono sicuro che la sua carriera non ne risentirà. Lo aspetto tra quattro mesi. Tornare sul mercato? Non so, adesso pensiamo a finire bene. C’è il Chievo, poi il Napoli. Poi vedremo».

 

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Bergamaschi come i friulani. «Conquistare i bergamaschi non era facile. Conoscendoli, sono un po’ come i friulani: non esprimono facilmente i loro sentimenti. Prima di manifestarsi vogliono vedere e sapere. Ma se le cose vanno bene non è solo merito mio: c’è uno staff eccezionale che lavora con me ogni giorno. E poi è merito dei giocatori: se hai a disposizione dei bravi professionisti è tutto più semplice».

Aspettando Pinilla. «Dovrebbe esser pronto già alla ripresa degli allenamenti dopo la sosta natalizia. Conto di averlo in campo già il 6 o il 10 al massimo. Si è sottoposto a questo leggero intervento dunque non ci dovrebbero essere problemi particolari. Meglio curarsi qui? Tu puoi dare indicazioni, ma poi alla fine è sempre il ragazzo che decide. Ed è giusto avallare la scelta che lo fa sentire più sicuro».

Denis è tornato. «Con il Palermo è tornato a giocare ai suoi livelli, ma non è una sorpresa. Lui ha il potenziale per fare grandi cose. E poi adesso sta bene fisicamente e mentalmente, grazie anche al record di gol centrato a Roma (con 54 gol, diventati 55 con il Palermo, è il miglior marcatore straniero della storia atalantina, ndr). La testa fa sempre la differenza, lui ha grandi motivazioni e questo lo aiuta tantissimo».

 

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Formazione confermata. «Non è facile scegliere, quelli a disposizione stanno tutti bene. In difesa non cambierò nulla: Cherubin ha giocato bene con il Palermo e ha fatto anche gol, giusto confermarlo. A centrocampo rientra Grassi, che affiancherà de Roon. Per l’altro posto sceglierò tra Cigarini e Kurtic. In attacco i soliti tre, Maxi, Denis e Gomez. Masiello scomparso? No. Sono contento di lui, se gli preferisco Raimondi è perché in fase offensiva mi garantisce maggior velocità e cambio di passo. Ma dipende anche dagli avversari, Masiello è più marcatore e torna utile soprattutto contro chi utilizza il tridente».

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