Conti alla mano, per salvarsi servono 20 punti al giro di boa

Conti alla mano, per salvarsi servono 20 punti al giro di boa
Atalanta 04 Novembre 2014 ore 10:47

Si parla tanto del momento dell’Atalanta, si dibatte dell’impostazione tattica e ci si preoccupa del gioco troppo rinunciatario messo in campo nelle ultime due gare contro Napoli e Torino da cui sono arrivati 2 punti in classifica. Se dal punto di vista estetico e della qualità dello spettacolo offerto lo spazio per il dibattito è ampio ed è sacrosanto discutere di come vengano affrontate le gare, a questo punto della stagione è bene fare anche un ragionamento molto più pratico e diretto. L’Atalanta, dopo 10 giornate, ha messo in cascina 9 punti: quanti ne servono nella seconda metà del girone di andata per veleggiare senza patemi verso quota 40? Contro chi andranno conquistati? Come è andata nelle passate stagioni?

Iniziamo dall’aspetto matematico. Per arrivare a quota 40 a fine stagione, servono circa 20 punti al giro di boa. La tranquillità, secondo gli addetti ai lavori più autorevoli, si attesta sui 23-24 punti. Alla Dea, dunque, mancherebbero tra gli 11 e i 14-15 punti per considerare centrato l’obiettivo di mezzo della stagione. Tradotto in parole povere, nelle prossime 9 partite servono 4 vittorie per stare tranquilli dal punto di vista prettamente pratico.

Ma, calendario alla mano, i 12 punti che sembrano obiettivo minimo per non farsi assalire dalle preoccupazioni contro chi si possono ottenere? Il calendario prevede 5 trasferte e 4 gare casalinghe. Sabato la Dea scenderà in campo a Sassuolo, dopo la sosta arriva la Roma sabato 22 novembre e fino al 18 di gennaio ci saranno le gare contro Empoli, Lazio, Genoa e Milan lontano da Bergamo mentre allo stadio Comunale faranno visita Cesena, Palermo e Chievo. Classifica alla mano, tre avversarie su nove (Empoli, Cesena e Chievo) stanno oggi dietro alla formazione nerazzurra mentre considerando solo la parte destra della graduatoria nel conteggio salgono a cinque gli scontri che si possono definire alla portata dell’Atalanta.

Attenzione, alla portata non significa né che si tratta di partite facili né che sarà possibile prepararle con meno attenzione ma è innegabile che i valori sul campo sono diversi se si affrontano il Sassuolo, l’Empoli o il Cesena piuttosto che Roma e Lazio. Tra l’altro, dopo la sosta è presumibile che Stefano Colantuono abbia a disposizione più risorse visto l’imminente rientro del Papu Gomez e la squalifica di Cigarini che potrebbe essere ridotta.

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Con questo scenario, anche il pareggio è ovviamente un risultato da prendere con favore e, se per accettarlo serve turarsi il naso, forse è il caso di ricordarsi cosa accadde solo 12 mesi fa alla squadra poi capace di fare il record di 6 vittorie consecutive in campionato. L’impresa, mai riuscita a nessuna Atalanta, ha emozionato nel girone di ritorno ma non bisogna dimenticare come il girone di andata dei nerazzurri vide Denis e compagni conquistare 21 punti in classifica. Non 25, 30 o più. Ma solo 21 punti in classifica: in piena media salvezza.

E in questi 21 punti ci sono anche i 3 conquistati contro il Bologna in pieno recupero grazie al gol di Livaja con papera di Curci, i 3 conquistati contro il Torino in casa dopo una gara che i granata giocarono molto meglio della squadra di Colantuono, quello regalato dal portiere della Roma De Sanctis con la papera sulla punizione di Brivio e quello strappato a Genova al 94’ grazie al guizzo di De Luca. Quindi 8 punti su 21 non sono arrivati grazie a prestazioni da urlo, ma con episodi favorevoli.

Bisogna sempre cercare di migliorare, è giusto chiedere un gioco diverso e magari farlo perché il gruppo è migliorato, ma non va mai persa di vista la realtà, non bisogna dimenticarsi che si parla dell’Atalanta e che è nel dna orobico dover soffrire per conquistare i punti salvezza.

Sempre facendo un parallelo con la stagione scorsa, nelle prime 10 giornate l’Atalanta aveva 13 punti ottenuti grazie a 4 vittorie (Torino, Udinese e Lazio a Bergamo, Chievo in trasferta) e un pareggio (Inter a Bergamo). Le sconfitte furono 5 come quelle maturate in questa stagione ed arrivarono contro Cagliari, Napoli, Parma e Sampdoria in trasferta e Fiorentina in casa.

Ciò che veramente va cambiato per ottenere i 12 punti che mancano a quota 21 è lo score di gol all’attivo. Con sole 4 reti realizzate, l’Atalanta ha il peggior attacco della serie A ed è anche per questo che la ricerca del pareggio senza rischiare troppo è una strada intelligente in un momento dove davanti si segna pochissimo. Sempre ragionando sui 12 punti, anche 3 vittorie e 3 pareggi sarebbero funzionali alla causa della classifica fermo restando che una squadra che deve salvarsi non può che puntare al bottino pieno quando a Bergamo arriveranno Cesena, Palermo e Chievo piuttosto che in trasferta si giocherà contro Sassuolo o Empoli.

Nessuna tabella, nessun ragionamento troppo avanti nel tempo, ma la consapevolezza che rispetto alle previsioni bisogna far fatica. E, dunque, è giusto stringersi attorno ai ragazzi per dare una mano nello sforzo da profondere. Perché è nella storia dell’Atalanta dover soffrire in serie A per ottenere la salvezza e stagioni come quella del -6 (29 punti nel girone di andata) e del -2 (24 punti nella prima metà del campionato) rappresentano qualcosa di particolare visto che cancellare velocemente l’handicap serviva a tutti per tornare a respirare sereni. Oggi non siamo con l’acqua alla gola, bisogna lavorare e soffrire puntando a vincerne 4 delle prossime 9: calendario alla mano, non è affatto un’impresa impossibile.

 

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