Conti scalpita in allenamento «Dura marcare Maxi e Papu»

Conti scalpita in allenamento «Dura marcare Maxi e Papu»
15 Ottobre 2015 ore 09:27

È nato a Lecco il 2 marzo del 1994, nella sua carriera ha giocato con Perugia e Lanciano e la maglia dell’Atalanta l’ha indossata solo nel settore giovanile. Si chiama Andrea Conti, dallo scorso mese di luglio è a tutti gli effetti il terzino del futuro per la formazione di Edy Reja e nonostante non sia ancora sceso in campo con la Dea dei grandi, negli ultimi giorni il suo nome è circolato parecchio grazie al doppio impegno con l’Under 21. In Slovenia e a Vicenza contro l’Irlanda, il ragazzo cresciuto nella cantera di Zingonia ha sempre giocato titolare e se consideriamo il nuovo corso targato Di Biagio per Conti ci sono soltanto sorrisi: 3 presenze in 3 partite ufficiali. Il laterale lecchese ha incontrato i tifosi all’Atalanta Store di OrioCenter, prima di dedicarsi a foto e autografi abbiamo avuto la possibilità di scambiare qualche battuta con lui per conoscerlo un po’ meglio.

Andrea Conti, per te sono i primi mesi di Serie A. Come va?

Sapevo che sarebbe stato difficile, parliamo del primo campionato nazionale. Sto facendo un passo importante, servirà del tempo e non ho ancora giocato ma non ci penso troppo e continuo a lavorare per guadagnarmi spazio. Sono tranquillo, so che arriverà la mia occasione e devo solo farmi trovare pronto.

Come è successo in Under 21? Lì sei il titolare, altro che Calabria del Milan.

Sono felice dello spazio che Di Biagio mi ha dato. Il suo è un bel segnale di fiducia ma credo che non sia casuale: il lavoro che sto facendo qui a Bergamo è importante, anche se non gioco mi alleno sempre al massimo e con la Nazionale sono riuscito a giocare due gare con buoni risultati.

 

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Come si gestisce una situazione di questo tipo? Ti alleni sempre ma non giochi mai, dev’essere parecchio complicato.

Come la gestisco? Nel miglior modo possibile, cioè lavorando. Avevamo programmato di fare un altro anno di Serie B per acquisire ancora più esperienza ed invece sono rimasto e sono all’Atalanta, in Serie A. Sono contento del mio percorso, lo dico con grande serenità. Sia in Nazionale che con la squadra orobica, ora penso solo a ritagliarmi uno spazio importante a Bergamo il prima possibile.

A Reja piacciono i terzini che spingono, il mister ti sta aspettando ma intanto in allenamento ha detto che ti fa marcare Gomez e Maxi per migliorare la fase difensiva. Come va?

Beh, due come Papu Gomez e Maxi Moralez fanno fatica a marcarli anche giocatori che sono in Serie A da parecchio tempo (sorride, ndr). È bello allenarsi e confrontarsi ogni giorno con ragazzi di questo valore, migliori per forza e lo fai direttamente sul campo. La crescita passa dalle difficoltà e da come uno cerca di superarle, cerco anche di rubare qualcosa a tutti i compagni con più esperienza. Gente come Bellini, Raimondi e Masiello sono un ottimo esempio.

Qualcuno ti ha aiutato in modo particolare?

Non ci sono storie, per noi giovani i consigli dei “vecchi” sono importantissimi. Ho la fortuna di riceverne molti, da Bellini e da Raimondi ma anche da Cherubin e da altri compagni. E non parlo solo di suggerimenti su come vivere questi momenti in cui gioco poco, ma anche e soprattutto di consigli su come migliorare dal punto di vista tecnico e tattico.

 

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Giochiamo un po’: puoi scegliere stadio e avversario per il tuo esordio… quando vorresti che accada?

Già domenica, contro il Carpi e davanti al nostro pubblico, sarebbe bellissimo. In generale non ho grandi preferenze, vanno bene tutti. Se proprio devo scegliere, dico “Juventus Stadium”: fin da bambino nutro simpatia per i colori bianconeri.

Domenica è una gara da vincere: sentite la pressione o la buona classifica aiuta?

La squadra è serena, i risultati sono dalla nostra parte anche se abbiamo perso contro la Fiorentina: era però una gara particolare giocata, secondo me, contro uno squadrone. Domenica contro il Carpi dobbiamo vincere, siamo l’Atalanta e giochiamo in casa. Sono punti salvezza molto preziosi e vogliamo conquistarli tutti e tre. Senza nessun dubbio.

Hai appena rinnovato fino al 2019: è un bel segnale di fiducia.

Sono fiero di questa firma sul rinnovo. Devo ringraziare la famiglia Percassi, credo che il prolungamento sia il frutto del lavoro fatto in ritiro, adesso penso solo a ripagare la fiducia.

Chiudiamo con qualche curiosità: che ragazzo sei fuori dal campo?

Sono un tipo molto semplice, mi piace stare con gli amici e la fidanzata. Amo andare per negozi e ho una passione per la PlayStation: ci gioco tanto, con Grassi, D’Alessandro e Sportiello ci troviamo spesso per giocare a Fifa. Non vinco spesso, sto ancora imparando. Però ci divertiamo, e questo è quello che conta. Il più forte? D’Alessandro ma lì contano gli anni di esperienza che ha alle spalle.

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