Il settore giovanile di Costanzi avrà come orizzonte il mondo

Il settore giovanile di Costanzi avrà come orizzonte il mondo
Atalanta 09 Giugno 2015 ore 10:54

Il settore giovanile dell'Atalanta avrà un nuovo responsabile: Maurizio Costanzi, classe 1957, è un ex allenatore del Chievo Verona che dopo 16 anni passati in riva all'Adige (di cui 15 a capo del settore giovanile) è arrivato a Bergamo nello scorso mese di luglio. Inizialmente il suo compito era quello di capo dell'area scouting del settore giovanile, ma dopo un anno di lavoro il presidente Percassi e la società hanno deciso di affidargli il ruolo di punta del vivaio al posto di Mino Favini.

L'impostazione globale. Il cambiamento che ci sarà con Maurizio Costanzi non sarà radicale, ma verranno di fatto allargati gli orizzonti del settore giovanile. Con Mino Favini l'Atalanta dal 1991 ad oggi ha sempre avuto una impostazione orientata ai ragazzi del territorio, alla loro crescita e al loro arrivo tra i professionisti. A parte qualche società satellite italiana (il Margine Coperta, ad esempio, è stato il riferimento toscano da cui sono arrivati giocatori come Pazzini, Bonaventura e Pisani) l'impostazione che in questi anni l'Atalanta ha avuto è sempre stata di chiaro stampo nazionale.

Da Bergamo al mondo. Maurizio Costanzi è un uomo di mondo: vede tantissime partite, in Italia e fuori, con frequenti viaggi in Europa ma anche in Sudamerica e in Africa. Il suo progetto sarà una sorta di evoluzione del "modello Favini". Non verranno abbandonate le attuali modalità di lavoro ma si cercherà di aumentare sempre di più il controllo internazionale del calcio giovanile, alla ricerca di talenti in erba a prezzi accessibili. L'Atalanta, attualmente, investe tra i 4 e i 5 milioni l'anno per scovare e allevare giovani promesse sui campi di Zingonia. L'occhio di Costanzi servirà per trovare nomi e ragazzi fino ad oggi impensabili, allargando gli orizzonti da Bergamo al mondo e cercando di essere sempre più tempestivi.

A che punto siamo in Italia. Nel nostro Paese un'impostazione di lavoro così è ancora lontana dall'essere completa e competitiva. Per "produrre" un calciatore, termine sicuramente brutto ma molto concreto per spiegare il concetto, non basta trovare un talento. Bisogna avere strutture dove farlo crescere, scuole e ambienti per seguire la sua educazione, così da formare calciatori e uomini a tutto tondo. In altre realtà europee come Spagna, Germania, Portogallo, Olanda e Francia una simile cultura del lavoro è molto diffusa e i risultati si vedono in modo molto chiaro. A Bergamo ci sono strutture di altissimo livello, una dirigenza lungimirante che non ha mai smesso di investire nei settore giovanile e una cultura del lavoro definita: da questo punto di vista, il nuovo modello "globale" può certamente dare grandi soddisfazioni.

 

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Come lavora Maurizio Costanzi. Il nuovo responsabile del settore giovanile è un personaggio molto schivo, ama poco parlare ma ha grande cultura del lavoro ed è costantemente in giro. Per l'Italia e per il mondo. In nove mesi a Bergamo ha percorso oltre 60mila chilometri con la macchina, le partite viste hanno superato quota 300, tra Europa, Africa e Sudamerica. In particolare, Costanzi ha riferimenti importanti nel continente africano, dove presto tornerà.

Primo obbiettivo, la discrezione. Il modus operandi è ormai rodato: Costanzi si muove da solo o con altri collaboratori e l'obiettivo primario è sempre la massima discrezione. È importante non far sapere mai dove si è diretti e per vedere chi, in questo modo si lavora sotto traccia e aumentano le possibilità di scovare grandi opportunità. I ragazzi che vengono seguiti sono quelli della fascia che va dai 13-14 anni fino ai 18. Per chi è più piccolo si continuerà a cercare nel territorio, anche perché le norme italiane e internazionali non permettono di chiudere operazioni con i bambini. Il maestro Bonifaccio, per fare un esempio, continuerà a lavorare come osservatore dei più piccoli.

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Kresic, Kessie e i diamanti grezzi. Le prime due operazioni targate Costanzi in questa stagione hanno riguardato i giovani Anton Kresic (croato, classe 1996) e Frank Kessie (ivoriano, classe 1996). I due sono centrali difensivi, possono giocare anche in mezzo al campo e in questa stagione si sono fatti notare con la Primavera. Kresic ha segnato gol importanti sia al Viareggio che in campionato, Kessie si è allenato spesso con la prima squadra e chi lo ha visto da vicino conferma: dal punto di vista tecnico-tattico deve crescere, ma ha potenza e tenuta fisica. Oltre a questi giocatori, ce ne sarebbero altri che potrebbero arrivare a Bergamo nei prossimi mesi, diamanti grezzi scovati da Costanzi nelle miniere africane. Niente nomi o dettagli ulteriori, si starebbe facendo il massimo per superare gli scogli burocratici ma chi li ha visti parla di ragazzi veramente davvero interessanti.