Vedere vincere una Coppa Italia Primavera come successo ieri (29 aprile) all’Arena Civica di Milano, con la rete dell’1-1 che ha mandato ai calci di rigore Atalanta e Juventus arrivata a 10 secondi dalla fine del recupero e poi i nerazzurri protagonisti assoluti dal dischetto (e tra i pali), è un segnale importante di come il lavoro, anche nel settore giovanile orobico, non lasci nulla al caso.
Se aggiungiamo al piatto della valutazione che nelle ultime tre stagioni la formazione Under 23 (nata, appunto, tre anni addietro) si è sempre qualificata ai play-off di Serie C, diventa chiaro che si sta compiendo un percorso che può anche riscrivere il futuro dell’Atalanta.
Facendo un salto tra i grandi, al netto delle valutazioni sulla posizione in classifica e in attesa dei verdetti definitivi di fine stagione, appare evidente che diversi giocatori hanno reso sotto gli standard attesi e che il prossimo mercato sarà un momento di cambiamento. In quest’ottica, l’ipotesi di puntare sulla crescita di qualche ragazzo già in casa portandolo alla corte di Palladino non appare affato folle.
Palestra e Bernasconi sono due elementi arrivati dall’U23 e ora protagonisti in Serie A. Va detto che in questo momento non paiono esserci giocatori pronti per fare questo salto, né nel gruppo di Bocchetti né in quello di Bosi, ma è altrettanto chiaro che il concetto di “pronti” forse è il caso di relativizzarlo un po’. Basta saperli aspettare, i giovani. Volerli aspettare.
Non tutti i ragazzi che hanno vinto la Coppa Italia Primavera nel 2003 sono arrivati ai massimi livelli, ma ogni squadra e ogni giocatore fa storia a sé. Al netto di quello che si farà o dirà il mercato, è bello pensare che anche da “dentro”, dal vivaio di Zingonia, qualche giovanotto possa arrivare all’esordio in Serie A vestendo la maglia nerazzurra.