D’Alessandro diventa papà «Ma prima segno a Palermo»

D’Alessandro diventa papà «Ma prima segno a Palermo»
09 Maggio 2015 ore 09:49

Il cuore di Marco D’Alessandro è in subbuglio, spaccato a metà tra calcio e vita personale. Domani c’è la gara col Palermo, ma in testa al centrocampista atalantino c’è anche il pensiero per Mattia, il piccolo che la sua compagna Corinne sta per dare alla luce. La speranza del giocatore romano è che suo figlio aspetti almeno fino a lunedì per nascere, per dargli il tempo di tornare dalla Sicilia ed essere accanto alla sua fidanzata. Intanto, l’ex-cesenate prova a tranquillizzarsi un attimo, facendo il punto sulla situazione della Dea, quando alla fine del campionato mancano solo quattro partite.

L’ostacolo Palermo. «Credo che l’Atalanta debba seguire la sua strada, è tutto in mano a noi. Dobbiamo pensare alla nostra prestazione, a quello che dovremo fare a Palermo e ad ottenere il massimo sul campo. Se facciamo quello che è nelle nostre possibilità, i risultati del Cagliari contano poco. Va detto che comunque la loro partita sul campo della Juventus non sarà per niente facile, sono i Campioni D’Italia e venderanno carissima la pelle». Il numero 7 nerazzurro racconta così la situazione che si vive in casa orobica. Il successo del Cagliari sul Parma ha messo un po’ di pressione ma per lui è cambiato poco o nulla: «Sapevamo che il discorso non era chiuso, fino a quando la matematica non dirà che siamo salvi senza alcuna possibilità di smentita dobbiamo spingere, perché Cagliari e Cesena sono lì pronte a mangiarci punti. I sardi lo hanno fatto battendo il Parma, a noi resta comunque un’ottima prestazione con la Lazio e quindi andiamo a Palermo con la massima fiducia».

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Una stagione così così. Tutto questo arriva al termine di un’annata poco esaltante per D’Alessandro. Che però è umile, e non si fa problemi a fare bilanci. «Ho vissuto una stagione tosta, senza dubbio. È stata la mia prima annata vera in serie A, ho imparato a soffrire e dal punto di vista tecnico-tattico e credo di essere cresciuto molto. A me, ma credo a tutti, sarebbe piaciuto rivedere e rivivere un’annata simile a quella della passata stagione con la maglia del Cesena. Avrei voluto giocare di più e quando sono sceso in campo avrei potuto fare di più. Non ho rimpianti, guardo avanti e penso al futuro. Quello immediato e quello relativo alla prossima stagione».

Un gol per Mattia. Il domani immediato si gioca al Barbera, ma per uno come lui che va veloce, il pensiero più importante dal punto di vista personale riguarda qualcosa che, spera, proceda lentamente. «Un gol domenica sarebbe davvero un regalo stupendo. Sto vivendo giornate di grandissima attesa, manca ormai pochissimo alla nascita del mio primo figlio, e la preoccupazione più grande che ho è di non riuscire a seguire la nascita. La mia compagna Corinne è a Roma, ci sono mia madre e sua madre che le stanno dando una grossa mano. Spero che il lieto evento arrivi lunedì: voglio esserci, è un momento di grande emozione». 

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Colantuono e Reja. Nella prima vera stagione di serie A, Marco D’Alessandro ha avuto due allenatori tanto diversi quanto importanti: Colantuono e Reja. Cosa gli hanno lasciato? «Sia Colantuono che Reja vanno ringraziati perché il lavoro con loro mi ha permesso e mi permette di crescere e imparare cose della serie A che non conoscevo. Sia dal punto di vista tattico che da quello caratteriale sono due allenatori di grande livello: ogni insegnamento cerco di farlo mio e di sfruttarlo al meglio. Devo essere più lucido davanti alla porta, tatticamente qualcosa devo correggere. Sono un destro e la mia piccola preferenza è per la fascia sinistra ma non ci sono davvero problemi: l’importante è giocare, dove mi mettono cerco di dare il massimo». 

Uno sguardo ai compagni. Dei compagni, chi può essere quello decisivo per la permanenza in serie A? «Mi viene da dire Mauricio Pinilla. Tutto il gruppo è importante ma, soprattutto ora che siamo senza Denis squalificato, penso che lui abbia delle giocate nel suo repertorio che possano fare la differenza in ogni momento. A Palermo, in casa con il Genoa o quando sarà salvezza matematica non saprei: giochiamo gara dopo gara e non facciamo troppi calcoli». 

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Maxi e Zappacosta. Le ultime battute di Marco D’Alessandro sono per due compagni che, durante la stagione, lo hanno colpito molto. «Chi mi ha stupito è Maxi Moralez. Non lo conoscevo, dopo un anno ho imparato ad apprezzare tantissimo le sue doti: è un uomo preziosissimo. Un altro che sta facendo una stagione al top è Zappacosta: da Roma qualche amico mi ha chiesto informazioni su di lui, soprattutto dal punto di vista caratteriale dato che tecnicamente lo conoscono tutti: non ho potuto far altro che parlarne bene, è davvero un bravo ragazzo. Se in futuro andasse alla Roma, mi toccherà anche un po’ tifare per lui». 

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