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Davanti non si segna: Mister, servono soluzioni

Davanti non si segna: Mister, servono soluzioni
Atalanta 29 Settembre 2014 ore 10:17

È passata la nottata, è passata la domenica e Atalanta – Juventus è già finita negli archivi. La sconfitta per 3-0 rimediata dalla formazione di Colantuono è certamente pesante, arriva al termine di un trittico che si pensava difficile, ma che forse in pochi pronosticavano completamente senza gol fatti. Contro Fiorentina, Inter e Juventus sono arrivati 6 gol subiti e nessuno realizzato.

Iniziamo subito chiarendo un concetto fondamentale: non è ancora il tempo di farsi prendere dal panico, assolutamente. Siamo solo alla quinta giornata, per giunta in 5 gare la Dea ha già affrontato 3 big e il fatto che siano arrivate solo sconfitte fa certamente male. L’anno scorso, alla quinta giornata arrivò l’incredibile 4-3 di Parma che mise Colantuono al centro delle polemiche e la squadra passò da un discorso forte ma costruttivo del Presidente Percassi a Zingonia prima di battere l’Udinese per 2-0 e tornare a respirare.

Nel complesso, i precedenti 4 campionati dell’Atalanta in serie A con Colantuono hanno fatto registrare bottini diversi. La passata stagione regalò solo 3 punti in 5 partite: sconfitte con Cagliari, Napoli, Fiorentina e Parma e successo interno contro il Torino. Nel 2012-2013 e nel 2011-2012, stagioni condizionate dalla partenza con penalizzazione, la squadra raccolse rispettivamente 7 e 10 punti mentre nel 2006-2007 il bottino si fermò a quota 6.

Il dato che però deve far riflettere più di tutti è quello legato ai gol segnati. L’Atalanta, in questa stagione, ha messo il pallone alle spalle del portiere avversario solo sul campo del Cagliari nella seconda giornata. Due reti di Estigarribia e Boakye, decisive per il risultato, che sono rimaste le uniche del campionato. Nelle altre quattro gare, contro Verona, Fiorentina, Inter e Juventus, lo 0 alla voce gol fatti ha fatto parecchio rumore.

Ci sono certamente tante attenuanti, contro la Fiorentina le occasioni non sono mancate e solo un pizzico di sfortuna ha detto di no con i due pali colpiti da Boakye. E’ un dato oggettivo, però, che contro Verona ed Inter la sterilità offensiva si sia palesata senza ombre e al cospetto della Juve (contro cui era difficilissimo) non è andata affatto meglio. Denis, Maxi e Bianchi sono ancora a bocca asciutta.

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La sensazione è che tutto ruoti intorno a German Denis, come è sempre stato in serie A nella gestione Percassi e come è giusto che sia perché nessuno nella rosa può vantare 44 gol in 3 anni. Sempre in doppia cifra. Proprio per questo motivo, però, il rigore fallito contro la Juventus rischia di essere un macigno pesantissimo di cui liberarsi per il numero 19 argentino in un momento in cui non arrivano gol e gli altri uomini d’attacco non la buttano dentro. Esterni compresi.

Boakye deve giocare sempre in appoggio di Denis, la coppia pare ben assortita e anche contro la Juventus si sono visti buonissimi movimenti però il supporto importante deve essere garantito dalle fasce e da Luca Cigarini. Il metronomo emiliano, quando ha tre alternative di passaggio, sceglie sempre la soluzione migliore, ma se dalle fasce non arrivano sbocchi e davanti è tutto chiuso i problemi sono evidenti.

In preparazione, Colantuono provò spessissimo il cambio di campo con la palla lunga per l’uomo di fascia che aspetta il terzino e punta la porta. Nelle ultime due gare questa giocata non si è quasi mai vista, Baselli addirittura ha ridotto al minimo le giocate in verticale e l’Atalanta è risultata molto sterile dalle parti di Buffon. Ovviamente il banco di prova era di altissimo livello, però la prestazione e le scelte di gioco sono lì da vedere e un po’ di preoccupazione rimane.

Abbiamo detto di German Denis e del suo momento nero. Volontà e sostegno della manovra, contro la Juve, non sono mancati. Anzi, fino al rigore si può parlare forse della sua miglior prestazione stagionale. Però l’episodio è grave e il gol adesso manca un sacco. L’anno scorso Denis segnò proprio alla quinta giornata sul campo del Parma, mai era capitato che non riuscisse a trovare la via della porta per così tanto tempo: due anni or sono segnò a Cagliari alla seconda giornata, nell’anno del -6 furono addirittura 4 in 5 giornate le reti del bomber argentino che fruttarono due successi contro Palermo e Lecce (inutile quello di Roma).

In questo momento serve tanto lavoro a Zingonia per ritrovare automatismi e serenità in un momento difficile che però si può superare solo stando uniti. Il Tanque argentino è sicuramente il primo a soffrire di questa situazione, dopo il rigore fallito contro la Juve è praticamente uscito di scena ma l’Atalanta, in avanti, dipende ancora da lui. Quindi va sostenuto, al massimo, in ogni partita.