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Dea, contro le stesse squadre un punto più dell’anno scorso

Dea, contro le stesse squadre un punto più dell’anno scorso
Atalanta 11 Ottobre 2014 ore 10:38

I numeri, difficilmente mentono. L’Atalanta è ferma a quota 4 punti in classifica dopo 6 giornate di campionato, si è discusso parecchio sulla difficoltà di arrivare al tiro e sulle pochissime reti segnate ma c’è un dettaglio assolutamente determinante che ribalta completamente tutte le valutazioni. Sentite qui: contro le stesse avversarie, sugli stessi campi, l’Atalanta di oggi ha fatto un punto in più rispetto alla scorsa stagione.

Cagliari, Inter e Sampdoria in trasferta, Verona, Fiorentina e Juventus in casa fruttarono nella passata stagione solo 3 punti: arrivarono dalla vittoria esterna sul campo dell’Inter grazie alla doppietta di Bonaventura che fissò il 2-1 finale. Contro Cagliari (2-1), Sampdoria (1-0), Verona (2-1), Fiorentina (2-0) e Juventus (4-1) maturarono 5 sconfitte, il conteggio totale recita 5 gol fatti e 9 subiti.

In questa stagione la Dea ha vinto con il Cagliari (2-1) e pareggiato con il Verona (0-0) subendo 4 sconfitte contro Fiorentina (1-0), Inter (2-0), Juventus (3-0) e Sampdoria (1-0). Solo 2 gol realizzati e 8 subiti per un parziale che racconta di come si sia segnato il 60% in meno e subito il 12% di gol in meno.

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La valutazione non è affatto secondaria e rimette pesantemente in gioco il calendario. L’Atalanta ha concentrato 4 sconfitte in 6 partite e la percezione generale è quella di una squadra in crisi di risultati. Tutto vero, ma i nerazzurri hanno conquistato addirittura un punto in più rispetto al campionato scorso contro gli stessi avversari e sugli stessi campi. A Milano s’è perso, ma s’è vinto a Cagliari e con lo 0-0 guadagnato alla prima giornata contro il Verona il saldo è positivo.

Due di queste sfide si sono giocate ad inizio stagione (Cagliari e Fiorentina), quindi in condizioni simili a quelle attuali. Le altre gare si sono disputate in momenti molto diversi, condizioni di forma e motivazioni erano indubbiamente altre (a Milano la Dea era lanciata nel sogno europeo, contro il Verona si giocò praticamente senza obiettivi) e, anche se la differenza di uomini è un altro fattore determinante, è giusto cercare di guardare il bicchiere mezzo pieno per ritrovare fiducia.

L’Atalanta avrà la possibilità di conquistare punti importanti da qui alla fine, provando a fare la stessa analisi anche sulle sfide in programma da qui alla prossima sosta il risultato è incredibile: contro il Parma e il Napoli a Bergamo, Udinese, Torino e Sassuolo in trasferta nella passata stagione furono conquistati solo 4 punti. Ripetersi, oggi, sarebbe da allarme rosso. Segno evidente di un calendario decisamente insidioso.

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Dal punto di vista della propulsione offensiva, l’analisi dei dati del campionato scorso regala ulteriori conferme. Nello specchio della porta l’Atalanta riuscì ad indirizzare il pallone 23 volte (contro le 18 attuali, quasi 1 tiro in più a partita) mentre nel computo totale è andata meglio in queste prime sei giornate: 72 tiri totali contro i 68 precedenti. Un tiro in meno a partita in media, non 3 o 5 o 10.

Nessun trionfalismo, piena cognizione di come sia necessario vincere al cospetto dei ducali (gara insidiosa, l’anno scorso a Bergamo finì con un incredibile 0-4 a favore degli ospiti), ma nemmeno la tragica convizione che vada tutto male e che la squadra sia in totale difficoltà. Perché 4 sconfitte hanno un peso psicologico diverso se arrivano in 4 partite o in 16 pur portando sempre gli stessi punti: l’anno scorso la Dea uscì senza punti dal campo in ben 18 occasioni (praticamente la metà delle gare disputate) a fronte di 15 vittorie e 5 pareggi.

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