Reja tra Parigi e il Torino «Riprendiamoci la serenità»

Reja tra Parigi e il Torino «Riprendiamoci la serenità»
21 Novembre 2015 ore 09:15

Dopo quello che è successo a Parigi e quel che ne è seguito, compreso l’annullamento di Germania-Olanda per rischio attentato, c’è voglia di girar pagina e tornare a parlare di calcio. L’Atalanta oggi pomeriggio ospiterà i granata di Ventura e in conferenza stampa Edy Reja sfoggia la consueta saggezza e prova a guardare avanti. Con ottimismo, nonostante tutto.

Giocare per dimenticare. «Mi piacerebbe che l’attenzione si spostasse dagli attentati alla felicità del vivere. Lo sport e il calcio in particolare possono dare un contributo importante. Il momento è particolare per tutto il mondo. La democrazia ci permette di vivere sereni, nel pieno rispetto del pensiero altrui. Ma se qualcuno si permette di togliere la vita altrui non gli si può perdonare niente. Chi uccide va condannato».

Come con il Milan. «Bisogna ripetere la bella prova vista contro il Milan, sono fiducioso perché durante la sosta abbiamo lavorato bene: siamo in salute e il morale è alto. L’importante è che la squadra giochi come sa, tenendo i ritmi elevati per creare qualche sorpresa a un avversario di solito ben organizzato come il Toro. Per quanto hanno fatto vedere finora meriterebbero almeno 4 punti in più. Dovremo giocare con sicurezza e attenzione per riuscire a fare risultato».

Ventura, il caro nemico. «Credo che il nostro segreto sia semplicemente la passione, che resta intatta nonostante il passare del tempo. Ci gratifica migliorare il gruppo e lanciare qualche giovane. Ventura ha appena rinnovato il contratto fino al 2018 e gli faccio i complimenti, il suo lavoro è importante. L’età avanzata non impedisce di dare un buon contributo al club. Anche a me piace restare ancora sul campo, non mi ci vedo dietro una scrivania».

Dubbi in fascia. Il Toro è squadra prestante, dovrò prendere le contromisure adeguate. Il modulo comunque sarà lo stesso, ormai siamo abituati a giocare con il 4-3-3. Toloi non ci sarà (potrebbe giocare Cherubin). Devo anche decidere chi schierare a destra tra Raimondi e Masiello, ma tengo in considerazione pure Conti: in nazionale ha sempre fornito buone prestazioni. A sinistra sceglierò fra Bellini e Brivio. In attacco non c’è Pinilla, perciò gioca Denis. L’importante è che stiano bene Gomez e Maxi Moralez: se giocano ai livelli visti ultimamente là davanti arrivano sempre palloni buoni. Ci sarà anche Estigarribia, potrebbe giocare uno spezzone. Ma anche D’Alessandro è una valida alternativa».

 

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Il dubbio tra gli appassionati. Reja ha le sue certezze, prosegue serenamente il suo cammino e i risultati gli danno ragione. Tra gli appassionati, tuttavia, ha cominciato a farsi largo un dubbio sul reparto avanzato: meglio Denis o Monachello quando Pinilla è squalificato? Finora la scelta è sempre caduta sul Tanque, il cui ultimo – e unico gol in questa stagione – risale ad Atalanta-Sampdoria del 28 settembre: in quell’occasione Pinilla si fece male dopo pochi minuti, l’argentino entrò e chiuse il match in pieno recupero, siglando il momentaneo 2-0 (diventato 2-1 con il gol di Soriano). Complessivamente Denis ha giocato in questa stagione quattro partite da titolare – sempre sostituito -, e due subentrando a gara in corso. Le sue prestazioni però finora non hanno mai convinto. E così si arriva a Monachello. Proprio il giovane under 21 è quello che incuriosisce di più, semplicemente perché pochi lo conoscono davvero.

Le reti con l’Under 21. Il ragazzo di Agrigento finora ha giocato in campionato la miseria di 48 minuti (spiccioli di gara contro Sassuolo in trasferta e Verona in casa). Però, lo stesso Monachello è una delle primissime scelte di Di Biagio in Nazionale Under 21. In maglia azzurra, 4 presenze condite da 2 reti a 1 assist certificano che l’Atalanta ha in rosa uno dei migliori attaccanti giovani del panorama nazionale.

 

gaetano monachello

 

Scelta difficile. Le implicazioni tecniche, tattiche e mentali della scelta che anche in futuro attenderà Edy Reja sono parecchie. Scegliere Denis significa dargli ancora una volta fiducia più per meriti acquisiti in passato che, forse, alla luce delle prestazioni di questa stagione. Se trova il gol, l’Atalanta potrà contare ancora su di lui, ma se dovesse giocare ancora male il rischio è di perderlo nel vortice della sfiducia. Allo stesso tempo, se in futuro dovesse giocare Monachello, Denis potrebbe ritrovarsi di colpo al terzo posto delle gerarchie dopo una vita atalantina passata sotto i riflettori. Gaetano Monachello scalpita: fisicamente è recuperato dopo il  problema al ginocchio e ha giocato dall’inizio contro la Lituania in settimana. In area, le doti di Denis si conoscono mentre forse l’imprevedibilità e il sinistro di Monachello sono armi tutte da scoprire. E non è detto che alla fine Edy Reja valuti già col Torino una staffetta fra i due.

 

monachello

 

Mercato: uno, nessuno o tutti e due? Dopo il match col Torino ci sono Roma, Udinese in Coppa Italia, Palermo, Chievo e Napoli prima di Natale: 6 gare che saranno determinanti anche per capire proprio questo: chi può essere la vera alternativa a Pinilla. Denis si ritroverà o per lui è arrivato il momento di pensare seriamente al ritorno in Argentina? Monachello potrà dire la sua anche in Serie A dopo le ottime prestazioni in Under 21? In alternativa, viene da pensare alle contromosse che la società sceglierà di adottare, inevitabilmente affidandosi al mercato.

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