Denis, un leone in gabbia La panchina soffoca il Tanque

Denis, un leone in gabbia La panchina soffoca il Tanque
10 Marzo 2015 ore 09:54

German Denis sembrava destinato ad una maglia da titolare. Contro il Parma, il Tanque, doveva giocare al centro dell’attacco. Almeno così lasciavano pensare le prime prove tattiche, le parole di Reja durante la presentazione sembravano incoronare il numero 19 argentino come l’uomo giusto per dare una svolta all’asfittico reparto avanzato della Dea. E invece nulla: al termine di una domenica incolore per l’Atalanta, German Denis ha giocato solo una manciata di minuti dopo un secondo tempo passato a pochi passi dal campo.

 

SPO,CALCIO Atalanta Stagione 2014-2015

 

La settimana del TanqueContro la Sampdoria, German Denis è entrato al 65esimo al posto di Pinilla. La sua prestazione non è stata all’altezza, il gol sbagliato pochi minuti dopo il pareggio di Muriel ha strozzato in gola a tutti l’urlo della vittoria e quando Okaka ha segnato il 2-1 la notte è calata sull’Atalanta: al fischio finale, di fatto, Stefano Colantuono è stato esonerato.

L’arrivo di Reja. Mercoledì è iniziata l’avventura di Edy Reja a Zingonia. Il primo allenamento, andato in scena nel pomeriggio, ha regalato subito spunti molto interessanti. Il 4-3-3, Cigarini con Baselli ma soprattutto il tridente con German Denis al centro. Pinilla, insieme a Bianchi e Boakye, è finito in quella che a molti è parsa la formazione delle seconde scelte.

4 foto Sfoglia la gallery

«Serve fiducia». Giovedì alle 13, a Zingonia, il presidente Antonio Percassi ha presentato alla stampa il nuovo allenatore. Davanti ad una sala conferenze stracolma, proprio Reja ha parlato di Denis e del suo rapporto con il centravanti argentino. «Denis – ha detto – è stato molto importante per l’Atalanta. E’ un ragazzo che ha bisogno di sentire attorno grandissima fiducia e sono sicuro che ci darà ancora una grossa mano. Lì davanti abbiamo bisogno di uno che la butta dentro, lui lo ha sempre fatto e quindi sono fiducioso». Parole che non hanno bisogno di troppi chiarimenti, concetti diretti che sembravano regalare una maglia dal primo minuto nella sfida di Parma. Sembravano, appunto: sabato pomeriggio, durante la rifinitura, German Denis ha capito che avrebbe giocato Mauricio Pinilla e la sua partita contro i ducali è iniziata seduto in panchina.

Un tempo ad aspettare di entrare. Con il figlio Matias nel settore ospiti, Denis ha seguito il primo tempo in panchina senza troppi sussulti. Al fischio finale del primo tempo, il numero 19 si è alzato e ha parlottato per una decina di minuti con un componente dello staff del Parma mentre D’Alessandro si preparava ad entrare al posto di Boakye. Puntuale, al ritorno in campo delle squadre, il numero 7 romano ha fatto il suo ingresso sul terreno di gioco bruciando la prima sostituzione.

L’attesa per entrare. Il riscaldamento di Denis è iniziato praticamente subito nella ripresa: mentre l’Atalanta in campo faticava un sacco ad organizzare una manovra degna di questo nome, lui scattava nella lingua di terreno tra la panchina di Reja e la gradinata sud del Tardini. Denis, Gomez e Del Grosso. Poi Baselli e Grassi, tutti impegnati pensando di entrare. Al 50esimo, invece, ecco il secondo cambio (forzato) per Edy Reja. Benalouane si infortuna, Cherubin deve subito tornare tra i protagonisti e la Dea si trova con solo una sostituzione ancora a disposizione e circa 40 minuti da giocare. Denis, imperterrito, continua a riscaldarsi sotto gli occhi di Scaloni (praticamente un allenatore aggiunto) ma con il passare dei minuti la preoccupazione di vivere in panchina una gara brutta e mal giocata lo assale.

 

F

 

Ultimo cambio. Al 64esimo il direttore di gara Di Bello manda Reja negli spogliatoi, le immagini mostrano come Denis sia ad un passo dalla panchina forse pronto alla chiamata. E invece nulla. Passano altri minuti, l’Atalanta ha Sergio Porrini a guidare le operazioni (fino a una settimana prima era al timone degli Allievi Nazionali) ma, fino a quando non spunta Reja alle spalle della panchina, l’ultimo cambio non diventa realtà. Denis parlotta con Gomez a due passi dal mister in seconda, il suo sguardo è rassegnato e alla fine sono davvero pochi i minuti a disposizione: nemmeno 10 in tutto, qualche scatto vicino a Pinilla ma nulla più in un finale di gara che non ha regalato nessun sussulto e si è chiuso con lo 0-0 e qualche fischio proveniente dal settore ospiti. Lui, German Denis, ha lasciato il campo a testa bassa. Quasi sconsolato, certamente non contento.

I suoi gol per la salvezza. «Ho scelto Pinilla perché lavora molto a supporto della squadra, spalle alla porta. German è più finalizzatore». Con queste parole, Edy Reja ha spiegato nel dopo partita la scelta di Pinilla dal primo minuto. A giudicare dal risultato, considerando ovviamente che non è colpa di un singolo una prestazione simile, il problema dell’Atalanta a Parma è stato proprio quello di non finalizzare mai.

E domenica c’è l’Udinese. Domenica prossima a Bergamo arriva l’Udinese, ci sono grandi possibilità che rientri dal primo minuto axi Moralez e indipendentemente dal Modulo, German Denis sarà molto utile: se è un finalizzatore – e a Bergamo nessuno mette in dubbio questo – lo vedremo dal primo minuto. Un’altra esclusione, altri spiccioli di partita come avvenuto a Parma rischiano di buttare definitivamente a terra il morale di uno che, per stessa ammissione del suo allenatore, ha bisogno di sentire grande fiducia per rendere al massimo. «Vamos German», non ti abbattere: l’Atalanta ha bisogno di te.

 

Turismo 2020
Top news
Glocal News
Video più visti
Foto più viste
Il mondo che vorrei
Gite in treno
Curiosità
ANCI Lombardia