Di pari in pari la Dea cresce I progressi della gestione Reja

Di pari in pari la Dea cresce I progressi della gestione Reja
04 Maggio 2015 ore 16:12

«Si poteva anche perdere, sarei stato comunque contento. Ho rivisto la mia Atalanta». Non sono le parole di un giocatore, del mister o di un dirigente. Arrivano da un semplice tifoso, incrociato fuori dal Comunale come accade ogni domenica al fischio finale. Nella zona degli spogliatoi si incontrano ragazzini alla ricerca di fotografie e autografi e un gruppo di appassionati che, a caldo, commenta quanto si è appena visto. E in un momento della stagione in cui l’Atalanta si gioca la salvezza, quando manca la matematica per sancire la permanenza in serie A, è significativo registrare certe parole. Soprattutto, perché in passato è capitato di sentire dalle stesse persone commenti negativi dopo una vittoria. Si parlava di fortuna ma di timori legati ad una squadra che non era quella che ci si aspettava.

Reja ha convinto tutti. Il protagonista principale di questa mutazione degli umori è certamente Edy Reja. Sotto al sua gestione la Dea ha conquistato 8 risultati utili in 9 partite. La sconfitta contro il Torino è l’unico bollino rosso di una squadra che ha vinto solo una volta (con il Sassuolo) ma ha avuto il grandissimo merito di fare sempre dei passi in avanti. Piccoli, magari, ma sempre in avanti. Lo 0-0 di Parma, brutto e preoccupante, è solo un pessimo ricordo. Quel giorno Reja guidava un gruppo di giocatori, oggi l’Atalanta è una squadra vera che scende in campo senza mai mollare e strappa punti a tutti. Lo ha fatto a Napoli, a Roma, a Cesena e in casa con la Lazio. È successo anche contro altre squadre ma è indubbio che queste quattro partite siano pesate parecchio nella costruzione del profilo psicologico della nuova Dea. Quella di oggi è una squadra matura e consapevole dei propri mezzi, la paura per la classifica sembra aver lasciato il posto alla certezza che giocandosi le partite a viso aperto e senza timori ci siano tutti i mezzi per fare risultato. Contro il Cesena, sotto per 2-1, ha risolto la giocata di un campione ma la squadra non si è mai disunita. Contro la Lazio, avanti per 1-0, la squadra non ha abbassato troppo il baricentro cercando di allungarsi in contropiede nonostante le gambe pesanti.

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Uomini veri. Una delle indicazioni più forti arrivata dalla sfida alla Lazio riguarda lo spessore umano di alcuni giocatori, tutti per altro abbastanza stagionati. Giulio Migliaccio è tornato titolare e ha giocato come se non ci fosse un domani. Cristiano Del Grosso ha visto il campo per la prima volta dopo settimane e per 96 minuti consecutivi. Gian Paolo Bellini ha annullato Felipe Anderson. Giuseppe Biava ha addirittura trovato la seconda rete stagionale. Per un motivo o per l’altro, questi uomini potevano andare incontro ad una domenica difficile e invece sono stati le colonne portanti del successo che si stava costruendo. E che è sfumato solo per la gran giocata di Parolo. Vicino a loro, sono scesi in campo giocatori di valore che non hanno avuto nessuna paura di dare il massimo per la causa. Anche con un modulo scelto e comunicato a due ore dal match: Reja, evidentemente, sapeva perfettamente che i suoi avrebbero risposto alla grande. Luca Cigarini ha disegnato calcio come sa fare, Carlos Carmona si è mosso da incursore puro mentre Papu Gome e Pinilla hanno offerto una delle migliori prestazioni stagionali. Il numero 10 argentino ha sciorinato alcune giocate da campione, la sua continuità di azione è stata una bella sorpresa e nella ripresa ha addirittura trovato il tempo per ubriacare Felipe Anderson con un paio di finte da funambolo, prima di chiedere scusa per l’irriverenza. In questi dettagli, con queste dimostrazioni, un giocatore dimostra di avere tanta voglia e di cercare sempre la giocata decisiva.

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Pinilla e D’Alessandro. Se a Cesena tutti hanno sottolineato la gran rovesciata del numero 51 che ha siglato il 2-2, durante Atalanta-Lazio l’attaccante cileno ha dimostrato di essere un giocatore molto importante per altre doti. Spirito di sacrificio e voglia di lottare non mancano mai, vederlo rovesciare sulla linea di fondo per salvare un calcio d’angolo o vedergli fare un paio di aperture di 40 metri per liberare il compagno dall’altra parte del campo è qualcosa di estremamente positivo. Il suo assist per Cigarini poteva valere il 2-0, non è arrivato il gol ma resta la grande giocata di un centravanti che segna e fa giocare bene i compagni. Marco D’Alessandro è tornato a dare segnali positivi dal primo minuto dopo tantissimi mesi. Probabilmente, solo contro la Fiorentina nella partita di andata si era vista una prestazione simile dal numero 7 ex-Cesena. Per tutto il match, la voglia di giocare ha portato D’Alessandro a puntare gli avversari senza nessun timore e i risultati sono stati ottimi. Nella valutazione del gruppo futuro, queste partite pesano molto: uno dei migliori giocatori della scorsa serie B (acquistato dalla Roma per la cifra importante di oltre 2 milioni) non può essere diventato improvvisamente brocco.

A Palermo senza Sportiello. Chiusa la parentesi Lazio, i nerazzurri godranno di due giorni di riposo e la ripresa degli allenamenti è fissata per mercoledì pomeriggio a Zingonia. Saranno da valutare le condizioni di Cigarini, Migliaccio, Carmona, Bianchi e Pinilla che sono usciti malconci dai tre incontri in una settimana. Ma soprattutto sarà la prima settimana in cui la Dea dovrà preparare la gara di campionato senza Marco Sportiello. Il portiere nerazzurro, autentica rivelazione della stagione, mancherà per squalifica proprio nel giorno del suo compleanno. Al Barbera dovrebbe giocare Avramov ma chissà che Reja non pensi a qualche altra soluzione, magari con il portiere della Primavera Merelli promosso titolare. Ad oggi l’opzione è certamente difficile da ipotizzare ma nel caso in cui il Cagliari resti a debita distanza potrebbe trovare applicazione un concetto che lo stesso tecnico aveva ribadito qualche settimana fa: «Ci sono ragazzi interessanti anche in Primavera, con una classifica migliore si sarebbero già potuti provare», aveva detto Reja. A quattro partite dalla fine e con un vantaggio su Cagliari e Cesena che è significativo, non è detto che non possa  giocare il giovane Merelli.

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