Dopo la sosta, per la Dea un mini campionato da vincere per arrivare in Champions
Attualmente gli orobici sono più lontani dal primo posto, ma conservano un bel margine sul quinto, il primo degli esclusi dalla qualificazione Champions

di Fabio Gennari
Tecnicamente, la corsa al titolo non è ancora finita. Però bisogna essere pragmatici e ragionare in modo molto concreto su quello che, nell'ultima parte di stagione l'Atalanta, può senza dubbio conquistare (con pienissimo merito) e che renderebbe l'annata comunque da applausi. Anche se non ci sarà un tricolore da cucire sul petto per la prossima avventura.
Alla sosta di marzo, l'ultima del campionato, i bergamaschi sono terzi in classifica a -6 dall'Inter (prima), a -3 dal Napoli (seconda), ma ancora a +5 dal Bologna (che deve ancora venire a giocare a Bergamo ed è quarto) e a +6 - che vale più 7 per gli scontri diretti - dalla Juventus, attuale quinta in graduatoria.
Considerando che l'Italia, con (quasi) ogni probabilità, avrà solo quattro posti in Champions League nel 2025/26, questo è il parametro da tenere in considerazione: due partite di vantaggio su nove da disputare.
Guardare ai prossimi impegni da questa prospettiva aiuta a dare la giusta misura della situazione. Chiaro che l'addio al sogno scudetto, nettamente messo in un angolo dalla sconfitta con l'Inter, farà passare una sosta meno dolce di quanto avrebbe potuto essere, ma guai a perdere di vista la realtà. L'Atalanta, per un posto in Champions che significherebbe lecite ambizioni di restare ai vertici e continuare a vivere grandi emozioni, ha un vantaggio importante su chi insegue. E manca una giornata in meno alla fine.