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Doppia cifra stagionale per Gosens, come l’anno scorso. Ma con ben 12 partite in meno

Altra prestazione di alto livello dell'esterno tedesco contro il Crotone. Ormai non è più una sorpresa

Doppia cifra stagionale per Gosens, come l’anno scorso. Ma con ben 12 partite in meno
Atalanta 04 Marzo 2021 ore 00:51

di Fabio Gennari

Ha fatto gol di destro e di sinistro, di testa e pure in spaccata, anticipando il diretto avversario e tagliando in area di rigore con un movimento da attaccante puro. Robin Gosens, terzino dell’Atalanta e della Nazionale tedesca classe 1994, è senza dubbio il laterale mancino più forte della Seria A e, probabilmente, tra i migliori del continente nel suo ruolo.

Grazie alla rete segnata contro il Crotone, Gosens è arrivato a quota dieci gol stagionali (nove in campionato e uno in Champions League) ed è clamoroso come non si tratti di una novità: l’anno passato il numero complessivo di gol segnati è stato lo stesso, con però ben 43 partite ufficiali giocate in tutte le competizioni della stagione. La presenza di ieri sera è per lui la numero 31 nell’Atalanta 2020/21 e lo score dice che il ragazzo segna una rete ogni tre partite giocate.

Dopo essere arrivato a Bergamo come terzino nella difesa a quattro, Gosens ha lavorato duramente con Gasperini e ora è un giocatore di livello mondiale, che può giocare indifferentemente da esterno a tutta fascia o da laterale basso. Intelligenza tattica e polmoni d’acciaio fanno di lui un elemento cardine dell’Atalanta di Gasperini, le doti tecniche sono indiscutibili e considerare oggi il numero 8 della Dea come un pilastro della squadra è il minimo che si possa fare.

Gli occhi di tante squadre sono inevitabilmente puntati su di lui, chiaramente il suo valore è altissimo e la contrazione economica dovuta alla pandemia non favorisce certo chi, eventualmente, si sta interessando al suo acquisto. Grazie al lavoro con l’Atalanta, Gosens ha conquistato prima la possibilità di giocare in Champions League da protagonista e poi la Germania. Difficile dire quanto ancora può crescere, anche perché a un ragazzo come lui, se si provano a mettere dei limiti, il rischio è che presto ci si trova a doverli spostare un po’ più in là.

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