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Ecco Toloi: «I miei modelli? Thiago Silva e David Luiz»

Ecco Toloi: «I miei modelli? Thiago Silva e David Luiz»
Atalanta 27 Agosto 2015 ore 15:04

È stato il giorno di Rafael Toloi al Centro Bortolotti di Zingonia. Il difensore brasiliano si è presentato alla stampa, per maggiore sicurezza ha espresso i suoi concetti in portoghese ma ha confermato di capire già molto bene l’italiano grazie soprattutto ai sei mesi trascorsi in Italia. A fare gli onori di casa, il direttore tecnico dell’Atalanta Giovanni Sartori, che ha raccontato dettagli importanti sull’ingaggio dell’ormai ex centrale del San Paolo.

Full-immersion sudamericana. «Siamo contenti e orgogliosi – ha dichiarato Sartori - di presentare Rafel Toloi. Si tratta di un giocatore che conoscevamo perché è stato alla Roma, ma che abbiamo rivisto almeno 4-5 volte dal vivo nell’ultimo mese e mezzo. Dopo la fine del campionato, ci siamo organizzati per seguire quei tornei che negli ultimi 40-50 giorni hanno continuato a proporre partite. Siamo stati in Brasile, in Argentina, in Uruguay e in Colombia e abbiamo visionato moltissimi giocatori. Abbiamo scelto lui perché è un buon giocatore, ha il passaporto italiano e ha già una conoscenza del nostro campionato: la Roma voleva riscattarlo, ma non ha trovato un accordo con la società brasiliana. Non bisogna dimenticare infine che parliamo di un ragazzo che ha giocato ben 41 partite in Coppa Libertadores».

La trattativa. Le parole di Sartori hanno raccontato di una manovra di accerchiamento e valutazione che è molto simile a quella messa in atto con l’olandese de Roon. Valutazioni tecniche ma anche personali. «Lo abbiamo osservato in campo ma abbiamo cercato di avere tutte le informazioni possibili anche sulla sua vita privata, sul suo essere atleta. Più persone lo hanno visto dal vivo e tutti hanno concluso che fosse la pedina giusta per la nostra difesa. C’è un particolare curioso: per una quindicina di giorni, una nostra persona è stata con lui anche dopo gli allenamenti, lo ha conosciuto molto bene e ha completato il quadro di informazioni che cercavamo. Abbiamo preso informazioni anche a Roma, tutti ce ne hanno parlato bene».

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Volontà decisiva, 3 anni + 1 di contratto. La concorrenza non è mancata ma, come sempre capita in questi casi, la volontà del giocatore è stata decisiva. «Rafael Toloi – ha continuato Sartori - ha voluto fortemente tornare in Italia. Con lui è stato molto veloce l’accordo economico, mentre con il San Paolo è stato più complicato. Ma alla fine siamo contenti dell’investimento fatto. Si tratta di uno sforzo importante per la società, arriva a titolo definitivo con un contratto di 3 anni (scadenza 2018) ed una opzione per un eventuale quarto anno a Bergamo. Lo volevano in molti, c’erano possibilità di tornare in Europa ma il ragazzo ha voluto l’Italia e ha scelto l’Atalanta. Sapevamo di avere concorrenza, ma lui voleva tornare in Italia e quindi siamo sempre stati tranquilli. Era il nostro primo obiettivo».

In attesa del transfer. Il giocatore si allena a Zingonia, la società aspetta solo il transfer e poi Toloi sarà a disposizione di Reja. «Abbiamo già inviato tutta la documentazione necessaria, se non succede nulla di particolare ci aspettiamo in giornata o al massimo domani l’ok definitivo. Il giocatore, a quel punto, sarebbe convocabile da Reja: le scelte spettano all’allenatore, lui ha già giocato parecchie partite in patria, quindi dal punto di vista della forma è a posto. Vedremo se il tecnico lo manderà subito in campo».

Le prime parole di Toloi. Sguardo deciso, viso rilassato e tanta voglia di andare subito in campo. Eccole, quindi, le prime parole di Toloi: «Sono pronto, finora nel 2015 ho giocato circa 30 partite e mi metto a disposizione dell’allenatore. Se Reja deciderà di impiegarmi, io sono pronto. Penso che serva solo poco tempo per adattarmi al calcio italiano, lo conosco essendo stato 6 mesi in Italia. Quella parentesi alla Roma, per me e la mia famiglia, è stata veramente molto importante. Nelle scorse settimane avevo proposte anche da altre società di altri paesi dell’Europa ma, come ha ricordato il direttore, la mia priorità era quella di tornare in Italia. Quando ho sentito la proposta dell’Atalanta sono rimasto molto soddisfatto, ho trovato un club molto serio e con ottime strutture. Adesso penso solo a fare il massimo per giocare e a farlo molto bene».

Voleva tornare in Italia. Il classe 1990 brasiliano ha confermato le parole di Sartori specificando come la Serie A era il suo obiettivo. «La prospettiva di tornare in Serie A è stata determinante nella scelta. È un campionato molto diverso da quello brasiliano. Da casa ho continuato a seguire le partite, ho una grande voglia di ritornare in campo e giocarmela. Si tratta di una nuova esperienza di cui ho parlato molto anche con la mia famiglia, sono felicissimo che tutto sia andato per il verso giusto. Sapevo che mi stavano seguendo da vicino, al San Paolo giocavo con una formazione tra le più importanti del Brasile, con compagni molto forti. Ho sempre e solo pensato al campo e a fare il massimo in campo. Senza mai tirarmi indietro».

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Da Roma e San Paolo all’Atalanta. Dopo esperienze ai vertici con Roma e San Paolo, ecco una squadra che lotta per la salvezza. «La scelta dell’Atalanta di prendermi a titolo definitivo è stato molto importante. Decisiva. Tutto questo mi permette di lavorare al meglio e con grande serenità. Adesso quello che conta di più è mettersi a disposizione dell’allenatore e lavorare per fare il massimo con la squadra». Che stagione sarà per la Dea? «Penso solo a fare una buona stagione con i compagni, sono qui da poco ma ho già iniziato a vedere buone cose e credo ci sia un gruppo di valore. Possiamo fare certamente meglio dell’anno scorso».

A chi si ispira. I modelli di Toloi? Due giocatori di livello mondiale, magari si avvicinasse loro almeno un po’. «Thiago Silva e David Luiz sono grandi giocatori, da piccolo ammiravo Paolo Maldini ma in Italia ci sono stati grandi difensori e la mia speranza è quella di diventare un giocatore di livello del campionato di serie A nella zona difensiva. Conosco Paletta, è un giocatore che è nel giro della Nazionale italiana e rappresenta sicuramente un elemento valido. Ma ci tengo a ribadire che dobbiamo ragionare di squadra e tutti possono dare il proprio contributo». Le ultime battute di Rafael Toloi raccontano alcune curiosità. «Ho 2 o 3 tatuaggi – spiega - come tanti giocatori. Ho una moglie e una bambina piccola di un anno, mi piace molto stare in famiglia e infatti il mio prossimo obiettivo a brevissimo è quello di trovare una casa perché ho già nostalgia dei miei affetti più cari. Ho scelto il 22, in carriera ho sempre cercato di indossare il numero 2 ma visto che qui all’Atalanta è occupato (da Stendardo, ndr) ho pensato al doppio numero 2».

Mercato chiuso, o forse no. Prima di chiudere con alcune considerazioni sul mercato, il direttore tecnico Giovanni Sartori ha spiegato come mai la trattativa con il San Paolo è stata così difficile. «La trattativa è stata lunga perché siamo a migliaia di chilometri, con 5 ore di fuso orario di mezzo e dopo giornate di fuoco tra campo e mercato italiano ci trovavamo spesso a lavorare la notte con i dirigenti del San Paolo. Anche il fatto di non poter interagire con la società direttamente non è stato un vantaggio. Intermediari? Noi abbiamo sempre avuto contatti solo con la società, la gestione della proprietà è stata gestita da loro in modo autonomo. L’avvocato del San Paolo, oggi presente, è stato un osso molto duro ma alla fine ci siamo messi d’accordo. Il San Paolo chiedeva molto, è normale in Sudamerica. Pian piano scendono, avessimo aspettato magari si poteva avere ancora qualcosa di sconto ma siamo contenti di quello che è stato fatto». Mercato chiuso? «Noi volevamo 2 difensori centrali, li abbiamo presi e siamo vigili ma il più è fatto. Può sempre capitare un’occasione, oppure può arrivare una richiesta irrinunciabile per qualcuno dei giocatori più importanti. È ovvio che più passa il tempo più diventa difficile privarsi di uomini chiave ma, ripeto, siamo vigili e pronti ad ogni evenienza. In linea generale, entra qualcuno solo se esce qualcuno e non abbiamo intenzione di cambiare. Sportiello? Parecchie alternative si sono già piazzate, sicuramente se dovesse arrivare una richiesta che ci metterebbe in difficoltà diremmo di no». A breve potrebbe uscire Boakye e forse manca un terzino? «Per Boakye abbiamo un incontro con il Paok Salonicco venerdì, abbiamo tempo di valutare per bene le cose ed eventualmente anche per rifiutare. Un nuovo terzino destro? Io un paio di giorni fa ho fatto una battuta che tutti hanno cavalcato. Lo ammetto, ho voluto depistare. A destra abbiamo elementi validi: da oggi, Masiello è ufficialmente da considerare terzino. Al centro ci sono 4 giocatori di grande valore, non dimentichiamo che Stendardo e Cherubin a Milano si sono comportati molto bene».

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