Francesco Olivieri, classe 2010, e Diego Perillo, classe 2009. Due ragazzi di cui si dice un gran bene, su cui c’erano tantissimi interessi (compresi quelli di Inter e Juventus) ma che alla fine sono venuti a Bergamo. Non per giocare subito in prima squadra, ma per completare un percorso.
Quella dell’Atalanta è stata un’operazione guidata da Cristiano Giuntoli in prima persona, con il coinvolgimento convinto e diretto dell’ad Luca Percassi e la piena soddisfazione di tutti i vertici, presidente Antonio Percassi in primis senza dimenticare la completa condivisione con le figure di riferimento ai vertici del settore giovanile, ovvero Roberto Samaden e Michele Sbravati. Non è un caso che, nonostante si parli di due giovanissimi, il club abbia deciso di annunciare il loro acquisto con addirittura un comunicato sul sito.
Ma perché si tratta di un’operazione speciale? Parliamo di due ragazzi che gli addetti ai lavori considerano tra i più bravi d’Italia. Campioni Under 17 con l’Empoli – e, nel caso di Perillo, protagonista anche all’Europeo di categoria -, il loro acquisto rappresenta una novità importante perché mai l’Atalanta aveva speso una cifra del genere (tra i 4 e i 5 milioni di euro) per calciatori così giovani. Farlo adesso, con il nuovo corso che inizia, significa mandare un segnale: ora la Dea mette sul tavolo cifre importanti anche per chi nel calcio dei grandi deve ancora arrivarci.
L’arrivo di Olivieri e Perillo va a braccetto con l’uscita di Palestra. È la fotografia di una filosofia: a Zingonia si pensa al presente, ma anche e soprattutto al futuro. Di giocatori pronti ne arriveranno, servono due o tre centrocampisti e c’è da sfoltire un po’ la rosa, ma l’Atalanta non dimentica le sue radici e il nuovo team di lavoro ha tutta l’intenzione di fare grandi cose. Per il settore giovanile e per la prima squadra.