Cambio della guardia

Finita l’era Costanzi, inizia quella di Samaden alla guida del vivaio nerazzurro

Novità importanti al vertice del settore giovanile: l'ex Chievo lascia dopo 9 anni e al suo posto arriva l'ex Inter

Finita l’era Costanzi, inizia quella di Samaden alla guida del vivaio nerazzurro
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di Fabio Gennari

Quattro Scudetti (due con la Primavera, uno con l’U17 e uno con l’U15) e tre Supercoppe (due con la Primavera e una con l’U17). Nove anni di rapporto, tanto lavoro al servizio del settore giovanile e una stagione, l’ultima, in cui la Primavera si è salvata per il rotto della cuffia che non può comunque cancellare un percorso importante che si è chiuso ieri con la scadenza del suo contratto.

Maurizio Costanzi non è più il responsabile del settore giovanile nerazzurro, da oggi il testimone passerà nelle mani di Roberto Samaden (ex Inter) e dopo l’addio di Giovanni Sartori della passata stagione si conclude anche con il numero uno della “cantera” orobica il rapporto con gli ex Chievo Verona.

Da Favini a Costanzi ci sono stati dei cambiamenti e ora si va avanti con Samaden, che deve ancora essere ufficializzato e presentato ma che sarà al timone del settore giovanile per le prossime stagioni e che si separa dal settore giovanile dell’Inter dopo ben 33 anni. Samaden nelle ultime dieci stagioni è stato direttore e sotto la sua gestione sono arrivati 19 titoli nazionali, con quattro scudetti Primavera, una Coppa Italia, 3 Viareggio Cup, 5 Supercoppe Italiane e una NextGen Series.

Salvo cambi di scenario, Roberto Samaden resterà anche  responsabile della sezione per lo Sviluppo del Calcio Giovanile del Settore Tecnico della Figc e membro del Consiglio direttivo del settore per l’Attività Giovanile e Scolastica in rappresentanza della Lega Serie A. Classe 1966 e docente universitario, Samaden in alcune interviste del passato ha parlato di come «tra i ragazzi dagli 8 ai 13 anni si guarda soprattutto la tecnica» e del fatto che «per tutti i tecnici di settore giovanile vale una regola, bisogna avere adeguate qualità morali»: due spunti importanti per cercare di inquadrare il modo di lavorare dell’uomo nuovo alla guida del settore giovanile nerazzurro.