Freuler, l’arma in più della Dea Faccia d’angelo e piedi buoni

Freuler, l’arma in più della Dea Faccia d’angelo e piedi buoni
07 Ottobre 2016 ore 09:59

Gian Piero Gasperini nella conferenza stampa post Napoli ha detto: «Lui è un regista». La dichiarazione si è un po’ persa nel mare di complimenti nerazzurri degli ultimi giorni, ma il segnale che Remo Freuler ha dato a tutto l’ambiente è forte e chiaro. E le parole del tecnico, di fatto, lo incoronano. «Lui è un regista», detto di uno che corre per tre e che alla prima giornata di campionato si era seduto addirittura in tribuna, fa un certo effetto. Soprattutto perché dopo Cigarini sembrava che questa squadra fosse piena di portatori d’acqua ma priva di un faro dai piedi di fata.

 

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Remo Robot faccia d’angelo. Diciamoci la verità, se dai giovani ci si poteva aspettare una sventagliata di entusiasmo in grado di colpire dritto al cuore, è stato stupefacente vedere come anche Remo Freuler sia stato, per Gasperini, un cardine della formazione titolare. Nei giorni del giudizio (e del rischio esonero), il condottiero di Grugliasco ha preso la “guardia svizzera” del centrocampo orobico e lo ha mandato in trincea chiedendogli sostanzialmente di fare il tuttocampista. Il ragazzo classe 1992 è arrivato a gennaio dal Lucerna dopo una prima parte di campionato elvetico dove non aveva saltato nemmeno un minuto ufficiale. Con quella faccia pulita e l’occhio azzurro tipico degli angeli delle fiabe, Freuler ha imparato il nostro calcio senza mai andare sopra le righe e quando è stato chiamato in causa ha dato il suo contributo. La crescita, negli ultimi 180 minuti, è netta e vederlo battagliare alla pari con gente come Zielinski, Hamsik e Jorginho ha fatto un certo effetto. Dal punto di vista atletico, non è abituato a dare strappi potenti al gioco ma dove serve lui c’è. Dove c’è bisogno di un piede per la giocata o per fermare un’azione pericolosa, arriva il numero 11 di Ennenda.

 

Crotone's Raffaele Palladino (S) and Atalanta's Remo Freuler (R) in action during the Italian Serie A soccer match FC Crotone vs Atalanta Bergamasca Calcio at Adriatico G. Cornacchia stadium in Pescara, Italy, 26 September 2016. ANSA/CLAUDIO LATTANZIO

 

Dalla tribuna al cuore del gioco. Eppure la stagione di Freuler era iniziata in maniera ben diversa. Durante il ritiro, il ragazzo è stato utilizzato come esterno alto d’attacco, poi come laterale destro e in generale non è mai sembrato essere al pienamente nelle grazie di Gasperini. A dire il vero, dopo un’amichevole il tecnico confessò di essere rimasto piacevolmente colpito dalle doti di Freuler, ma i casi sono due: o il tecnico aveva già capito che anche per lui era necessario fare un percorso gerarchico come per Petagna, oppure il campo ha cementato convinzioni agostane un po’ fragili. Freuler, nella prima partita di campionato contro la Lazio, è rimasto addirittura in tribuna. Sembrava un segnale di cessione imminente e invece, controllando i tabellini, si scopre come Freuler ha poi giocato in tutte e tre le partite vinte dalla Dea: 62’ minuti con il Torino e gara intera contro Crotone e Napoli. Più uno spezzone contro il Palermo (56’ minuti) in cui la squadra era comunque sul risultato di pareggio. Uscito lui, i rosanero han preso campo e poi hanno vinto.

 

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Kessie via in Coppa D’Africa? C’è Remo. A Firenze, nel prossimo turno di campionato, vedremo se Gasperini punterà sulla coppia Kessie-Freuler tenendo in caldo Gagliardini, Carmona e Migliaccio, ma l’aspetto più interessante di questa nuova situazione di abbondanza è che a gennaio, la Dea, non sarà poi così tanto in difficoltà pensando alla Coppa D’Africa. Il giovane talento Kessie partirà per il Gabon insieme alla sua nazionale (Costa d’Avorio) e perderà dalle 3 alle 6 partite. Nel caso migliore, non ci sarà contro Chievo, Lazio e Sampdoria, mentre se la sua squadra dovesse arrivare in finale potrebbe mancare anche contro Torino, Cagliari e Palermo. Tra gennaio e il 12 febbraio (giorno della finalissima) i tifosi atalantini potrebbero dunque dover fare a meno di Kessie, ma con questo Freuler le alternative sono diventate improvvisamente di livello. Domenica scorsa con il Napoli hanno giocato lo svizzero e Gagliardini, la soluzione Carmona è sempre attuabile e in caso di estrema necessità potrebbe anche giocare Migliaccio con addirittura Kurtic (ormai proiettato alla zona d’attacco) alternativa di lusso. Insomma, l’onda lunga di Atalanta-Napoli non si è ancora arrestata e le certezze, per il gruppo, spuntano un po’ da tutte le parti.

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