Quanto corre Remo Freuler? «Bergamo ottimo ambiente»

Quanto corre Remo Freuler? «Bergamo ottimo ambiente»
Atalanta 09 Febbraio 2016 ore 09:37

Qualcuno lo chiama già “svizzerino”, è giovane e non ha un fisico da granatiere. Ma dietro a quel viso gentile (e due occhi che sicuramente hanno già colpito tante tifose bergamasche), Remo Freuler nasconde l’ardore di chi ha voglia di giocare ed essere protagonista anche nel campionato italiano. Domenica contro l’Empoli ha disputato i suoi primi minuti ufficiali con la maglia dell’Atalanta, spedito in campo da titolare nella cerniera di mezzo con de Roon e Kurtic. Classe 1992, il ragazzo prelevato dal Lucerna ha subito destato una buonissima impressione ed è rimasto a battagliare fino al fischio finale. Nella sua prima intervista post partita (finora aveva parlato solo il giorno della presentazione) Freuler comunica in inglese ma confida che dopo sole due settimane capisce già qualcosa di italiano e sta lavorando forte per parlarlo il più in fretta possibile. «Very happy» e «Very good» sono le espressioni che usa più spesso, e non soltanto per definire la sua prima gara da titolare.

 

Soccer: Serie A; Atalanta-Empoli

 

Esordio positivo, ottime sensazioni. «Sono molto felice di aver fatto il mio esordio con la maglia dell’Atalanta, per me è stato un grande piacere», spiega Freuler a Bergamopost. «Allo stadio c’era un’atmosfera particolare, i tifosi ci hanno dato una mano ma non siamo riusciti a centrare la vittoria. Credo che nel primo tempo la squadra abbia creato molto e abbia disputato un’ottima partita, in generale sono almeno 4 o 5 le occasioni da rete che abbiamo costruito: sarebbe bastato passare in vantaggio per rendere la vita molto difficile all’Empoli. Nella ripresa i nostri avversari hanno fatto meglio, alla fine un punto è sicuramente meglio che una sconfitta, ma l’Atalanta avrebbe meritato di vincere. Guardiamo avanti e cerchiamo di prepararci al meglio per ottenere i 3 punti nella prossima sfida».

12,5 km di corsa. Numero 11 sulle spalle, il centrocampista svizzero si è spesso notato sia in fase di copertura che di ripartenza. Alla fine, le statistiche hanno registrato ben 12,5 km di corsa sotto la pioggia: un dato che sorprende tutti, eccetto lo stesso giocatore. «Per me non è una cosa nuova, sono abituato a correre tantissimo per il gruppo e per tutti i compagni che sono in campo. In Svizzera ho sempre giocato con continuità, non ho saltato nemmeno un minuto e sono felice perché la mia condizione generale è decisamente buona. Spero di continuare su questa strada e di correre ancora tanti chilometri per questa squadra».

 

Soccer: Serie A; Atalanta-Empoli

 

A Bergamo da due settimane. Come per tutti i nuovi acquisti, anche le prime settimane di Freuler a Bergamo sono state zeppe di studio dell’ambiente. Le sue sensazioni non potrebbero essere migliori e la sua soddisfazione è netta. A 360 gradi. «Sono sincero, sta andando tutto molto bene. La società e la squadra sono ottime, il centro di allenamento è fantastico: ci sono tante persone che lavorano per noi calciatori, non ci fanno mancare niente e ci permettono di pensare solo al campo e ad allenarci al massimo. La città è piccola ma molto vivibile, abito in centro e sono spesso in giro con l’altro svizzero Djimsiti, viviamo sia la parte bassa che Città Alta. Il rapporto con i tifosi per ora è molto buono, credo che questo sia un passaggio importante per la mia crescita e ho trovato un ambiente davvero molto bello».

Casoncelli o polenta. Al campo tutto bene e in città pure. Ma questo ragazzo catapultato in Italia da un Cantone svizzero, come si trova quando è a tavola? «Mamma mia, che buono il cibo di Bergamo. Ogni sera sono al ristorante, sono in giro spesso da solo ma molte volte anche con Djimsiti, arriviamo entrambi dal campionato elvetico e abbiamo giocato insieme nella nazionale Under 21: siamo amici, sono contento che ci siamo trovati qui a Bergamo compagni di squadra. Tornando al cibo, abbiamo già provato almeno 5-6 ristoranti tra il centro e Città Alta e i miei preferiti sono i Giardini e la Trattoria Sole. Ho assaggiato molte cose, tutto veramente buono. Tra casoncelli e polenta? Preferisco la polenta, è davvero ottima».

 

Presentazione Freuler Djimsiti

 

L’Italiano e il bergamasco. Come detto, Freuler per ora parla prevalentemente in inglese ma come tutti gli stranieri giovani che arrivano nel nostro campionato sta lavorando sulla lingua per velocizzare il suo ambientamento. «Mi sto dando da fare, già capisco quando mi parlano in italiano e un poco lo parlo anche. Sto prendendo lezioni, sono molto attento e voglio impararlo velocemente, ma sono passate solo due settimane ed è ancora un po’ difficile per me. Il bergamasco? È molto diverso dall’italiano, per quello ancora non seguo delle lezioni ma nel gruppo c’è chi può darmi una mano: ad esempio Raimondi lo parla benissimo, chissà che non me lo possa insegnare un po’ lui (ride, ndr)».

Calcio italiano e svizzero. Tornando al campo, quali sono le prime differenze che ha notato tra il calcio italiano e quello svizzero? «In Italia ci sono più qualità, più tecnica e molta più tattica rispetto a quanto si trova in Svizzera. Forse nel campionato elvetico si gioca un po’ più aperti, il livello è buono ma non è paragonabile a quello del calcio italiano. Sono qui da poco e mi sto ambientando, però mi sembra di poter dire che si presta molta attenzione alla fase di copertura, si cerca di non prendere gol e poi si organizzano le manovre di attacco. Il mio sogno è la Nazionale maggiore della Svizzera, credo che sia normale. Però sono consapevole che prima di tutto devo fare bene con l’Atalanta, passa tutto da buone gare con i nerazzurri e poi non mi resta che sperare».

Domenica si va a Genova. Ultima battuta, secca e senza appello: l’Atalanta andrà a Genova per vincere? «Speriamo. Non conosco molto della Sampdoria e nemmeno dei suoi giocatori, vedremo dei video e ci prepareremo tutti assieme sul campo. Però di una cosa sono sicuro: domenica puntiamo al successo».

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