Gasp-Ilicic, bega da spogliatoio ma lo sloveno ha poco da dire

Gasp-Ilicic, bega da spogliatoio ma lo sloveno ha poco da dire
Atalanta 10 Ottobre 2018 ore 09:13

Josip Ilicic e il tecnico Gasperini hanno avuto una discussione al termine della partita di domenica scorsa persa dalla Dea contro la Sampdoria. Ne ha dato notizia martedì L’Eco di Bergamo e nel giro di qualche ora i contorni della vicenda sono parsi molto più chiari e il tutto va derubricato a semplice “roba da spogliatoio”. Certo, i toni non sono stati pacati e dopo una partita da vincere, che si è invece chiusa con una sconfitta, è pure comprensibile, ma non c’è nulla di particolare da segnalare. Piuttosto, il fatto avvenuto, fa sorgere un paio di domande mica da poco e sono tutte per Josip Ilicic.

 

 

Prima domanda: perché discutere col mister? Da quello che si è letto, Gasperini a fine gara ha parlato subito alla squadra e i tre subentrati sono stati al centro del confronto. Prestazioni alla mano, di certo nessuno tra Mancini, Barrow e Ilicic ha brillato per un rendimento scintillante da quando ha messo piede in campo (con colpe e responsabilità diverse, ma sempre insufficienti) eppure i toni si sono alzati soprattutto con lo sloveno. La situazione, già così, è paradossale, perché parliamo di un giocatore che fino a questo momento ha dato poco o nulla alla causa.

Il problema ai denti che lo ha afflitto durante la preparazione non è imputabile all’Atalanta o all’allenatore, il giocatore si è fatto curare da un professionista di sua fiducia ed è arrivata l’infezione. Nessuno dei protagonisti nerazzurri ha colpa, compreso lo sloveno. Eppure il tecnico, da quando Ilicic è tornato, ha già provato in diverse occasioni a mandarlo in campo pur dichiarando (e i fatti lo dimostrano) che la sua condizione è ampiamente insufficiente. Perché, alla luce di tanta considerazione e tali aperture di credito, portare un semplice confronto post partita nella pericolosa palude del contraddittorio? Soprattutto a caldo, non è mai una scelta giusta mettersi a discutere della partita. Ancor di più se s’è perso.

 

 

Seconda domanda: perché rispondere alla convocazione? L’altro grande tema da affrontare è l’opportunità da parte del giocatore sloveno di rispondere alla convocazione della sua nazionale. Il numero 72 nerazzurro ha collezionato cinquanta presenze in carriera con la Slovenia, la sua figura è importante per il gruppo e per tutto l’ambiente, ma lo stesso giocatore ha dichiarato che in questo momento non può fare molto in campo: «Ho passato un brutto periodo – riporta il sito della federazione slovena – ma ora è tutto passato. Fortunatamente i batteri si sono fermati ai linfonodi, adesso sto seguendo un programma specifico, ma sono qui per dare una mano anche se sul campo non posso fare molto».

Dalle parole di Ilicic si capisce che la nazionale slovena attraversa un brutto momento e lui ha scelto di accettare la convocazione per contribuire a superarlo, ma ragionando in modo distaccato sarebbe forse stato meglio per tutti che fosse rimasto a Zingonia. In nazionale non può seguire il programma di lavoro che mira a ricostruire la preparazione fisica con la Dea, dovesse pure scendere in campo rischia anche di giocare male contro Norvegia o Cipro (le gambe non girano, è palese…) e intanto il tempo passa. Non era meglio parlare con il ct e spiegare candidamente che non è in condizione di dare davvero una mano?

 

 

Morale della favola: lavoro, lavoro, lavoro! Lo spogliatoio dell’Atalanta è unito e quello che è successo tra Ilicic e Gasperini non merita davvero troppe righe di commento in più. In passato ci sono stati altri episodi che sono sempre rimasti nel semplice solco della “vita da spogliatoio” e quindi non ci si devono aspettare strascichi. Adesso è il momento di lavorare forte, a Zingonia si ricomincia oggi ed era meglio ci fosse anche Ilicic: non c’è, pazienza, e guardiamo avanti.

Gasperini ha tutto quello che serve per ripartire con i suoi ragazzi e rimettersi in corsa verso la ripresa del campionato, gli uomini importanti non mancano e in attesa di capire come stanno Zapata (meglio) e Masiello (peggio) non va dimenticato un aspetto: conta solo il bene dell’Atalanta. Quindi anche dopo la sosta, se ci sarà bisogno di ilicic il tecnico lo chiamerà in causa e il ragazzo scenderà in campo. Con Gasperini che sarà sempre indemoniato in panchina alla ricerca di risultati importanti. Non c’è molto da aggiungere, bisogna solo lavorare forte.

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