Le parole del mister

Gasperini rompe gli indugi: «Sono un allenatore legato all'Atalanta e lo sarò ancora»

Dopo la bella vittoria sul Torino, il tecnico conferma la notizia di ieri: resterà a Bergamo anche la prossima stagione

Gasperini rompe gli indugi: «Sono un allenatore legato all'Atalanta e lo sarò ancora»
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di Giambattista Gherardi

Il 3-0 è ormai la specialità della casa: dopo quelli contro Napoli, Liverpool, Marsiglia e Bayer Leverkusen, è arrivato anche quello contro il Torino dell'ex Zapata, utile a mettere in cassaforte il quarto posto (con possibilità del terzo vincendo con la Viola).

Gasperini (definito da Juric «il miglior allenatore europeo») arriva ai microfoni di Sky dopo il giro di campo, il bagno di folla, i salti con la Curva e la coppa dell'Europa League alzata con Antonio Percassi. Sul volto del mister un sorriso senza confini: «È una soddisfazione enorme - sottolinea - festeggiare nel nostro stadio e farlo con una vittoria importante».

La concentrazione è stata massima, sia dei giocatori in campo, sia da parte sua in panchina.

«Forse ho una doppia personalità: in campo l'adrenalina fa di me una persona tosta, fuori dal campo sono una persona normale, credo molti possano confermarlo. Basti pensare la pazienza di questi mesi alle solite domande (ride, ndr)».

Un pensiero per l'offerta arrivata dal Napoli?

«Sono sempre stato sulle partite, ed erano tante: due finali di coppa e la zona Champions da conquistare. Le richieste del Napoli hanno fatto piacere, ma alla fine ero nei loro pensieri con tanti altri allenatori. Io sono un allenatore legato all'Atalanta e lo sarò ancora».

La conferma è ovviamente la notizia, che induce a guardare avanti. Quali giocatori, sul mercato, sono "da Atalanta" e, soprattutto, da Gasperini?

«Ho allenato tanti giocatori in questi anni e quindi i prototipi sono tanti, sia fisicamente che tecnicamente. Magari prediligo alcuni rispetto ad altri. Lo stesso Juric è stato un prototipo importante, a Crotone. Era anche richiesto, ma per farlo restare dissi al direttore sportivo di non rivelargli le richieste pervenute. Lo esclusi contro il Catanzaro perché se ne voleva andare, ma poi diventammo grandi amici».

Ora c'è ancora il recupero con la Fiorentina, ma da subito stop alle illazioni...

«In queste settimane non ho mai aperto bocca a riguardo, ho sempre detto che volevo semplicemente giocare le partite importanti. E mi pare che il bilancio sia di quelli positivi».

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