Le parole dopo lo 0-0

Gasperini, il pari con lo Spezia non è un dramma. E punge le Nazionali: «Ho rivisto dei giocatori solo ieri»

«Le rappresentative ho sempre pensato che facessero bene, fossero uno stimolo, un onore e una valorizzazione. Ma così è strano...»

Gasperini, il pari con lo Spezia non è un dramma. E punge le Nazionali: «Ho rivisto dei giocatori solo ieri»
21 Novembre 2020 ore 21:01

di Giordano Signorelli

L’Atalanta torna da Cesena solamente con un punto, ma Gasperini non è amareggiato più di tanto: «Queste non sono partite facili, lo Spezia era in condizione e l’ha preparata bene. Noi siamo stati attenti in difesa, abbiamo costruito diverse situazioni pericolose, ma non abbiamo concretizzato. Credo che la squadra abbia fatto la prestazione, anche se non benissimo dal punto di vista tecnico».

Sulla rosa ampia poi aggiunge: «Ampliamento rosa non significa rinforzarla, ma allargare gli undici. Il nostro è un percorso buono, è un campionato impegnativo, abbiamo bisogno di recuperare al meglio i punti certi della squadra. Stiamo inserendo i nuovi, purtroppo Depaoli è uscito, Piccini ha esordito e per il momento va bene così. L’Atalanta non ha cambiato target, cerca giocatori che abbiano prospettiva. Turnover? Oggi c’erano tutti. C’è distorsione nella comunicazione sull’Atalanta. Si parla di cose così, per me il turnover non esiste. Chi  va in campo è sempre un giocatore dell’Atalanta, non esistono solo gli undici. Va sempre in campo la miglior formazione disponibile in quel momento».

Poi solleva qualche perplessità sui tanti impegni delle Nazionali: «Ho sempre pensato che facessero bene, fossero uno stimolo, un onore e una valorizzazione. Ma non è mai successo che i giocatori tornassero al venerdì e il sabato giochino. Ho visto otto giocatori ieri da dopo l’Inter e oggi quattro han giocato e quattro sono a casa. Li ho visti alle 14 di ieri perché arrivati la notte prima».

Novembre nero per Gasperini? Lui la vede così: «Questo è un anno strano. Non c’è stato precampionato, ci sono interruzioni. Ora i giocatori vanno via, arrivano all’ultimo. Abbiamo sempre avuto nazionali, siamo sempre stati in pochi, ma mai sono tornati così tardi. Chiaro che questo non è piacevole per noi come per altre squadre, ma ci dobbiamo adattare. Novembre nero (19 vittorie su 69 gare disputate a novembre, ndr)? Probabilmente se c’è questa statistica c’è qualcosa che si ripete. Quest’anno è diverso dagli altri, ma faccio fatica a trovare spiegazioni».

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