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Guardate il punto, non il Chievo Il calcio è un’eterna sorpresa

Guardate il punto, non il Chievo Il calcio è un’eterna sorpresa
Atalanta 19 Marzo 2019 ore 08:30

«Fabio, è semplicissimo: guarda l’Inter e capirai».

Arrivo al bar con il sangue che mi bolle e dopo aver finito praticamente tutto il calendario con una serie di moccoli per il pareggio contro il Chievo e il Bepo mi parla dell’Inter.

«Bepo, io ti voglio bene ma ti sei bevuto il cervello?».

«Fabio, non sei lucido. Guarda il punto, non la squadra. Valuta la partita, non le aspettative».

«Ok Bepo, hai iniziato a fare uso di qualche sostanza? Posso aiutarti, conosco tanti dottori. Se un amico, ti voglio bene».

«Fabiooooooooooooooo!!! Usa la testa!».

«Ok, spiegami. Non sto capendo».

«Il calcio non ha nessuna logica. Guarda l’Inter: tre giorni prima sono degli zombie contro il Francoforte (mia ol Barcellona) e poi nel derby scendono in campo che sono trasformati».

«Bepo, ma paregiàt contra una squadra de ciòc (abbiamo pareggiato contro una squadra raffazzonata)».

«Verissimo, la stessa che ha fermato Napoli e Roma e ne ha pareggiate complessivamente undici. È la specialità della casa».

«Quindi? Dovrei essere contento?».

«So mia scemo, anche a me girano le eliche per questo 1-1. Ma ti dico che è un punto meno inutile di quanto sembri. Se di punti così “inutili” ne facevamo anche a Empoli, in casa con il Cagliari e con la Sampdoria adesso stavamo sopra la Roma. I conti si fanno alla fine, i punti sono tutti uguali: quello contro il Chievo conta uno come quello contro la Juve».

«Bepo, mi hai spiazzato. Sei l’omino del cervello che ti fa riflettere, la vocina della coscienza. Brao».

«Fabio, non credere: domenica al fischio finale ho tirato giù di tutto. Poi però l’esperienza mi fa dire che abbiamo fatto un passo, non un salto ma comunque un passo. E passo dopo passo possiamo arrivare in alto».

 

 

«Adesso Parma diventa fondamentale…».

«No Fabio, Parma è un altro passaggio importante: fondamentale è arrivare a 63-65 punti».

«Quindi tu non corri sull’avversario o la posizione, ma corri sul punteggio. Geniale».

«Matematico, non geniale. Se ci sono tante squadre che lottano, diventi matto a valutare tutte le combinazioni. E allora puntiamo una quota, fondamentale è arrivare in finale di Coppa Italia».

«Arrivare in finale? Vincere vorrai dire…».

«No, arrivare in finale: scoltem! (ascoltami!)».

«Bepo, non alterarti. Arrivare in finale significa far fuori la Fiorentina e restare dentro con Milan o Lazio, due che sono nei quartieri alti: tutto per allungare di un posto la possibilità europea. Corretto?».

«Ta edet che quanda ta sa agitet mia ta ragiunet? (vedi che quando non ti agiti riesci a ragionare?)».

«Preciso…».

«Adesso siamo sesti-settimi, il quinto posto della Roma è vicino e ci sono un sacco di partite. Può succedere di tutto».

«E pensiamo solo all’Europa League, vero Bepo?».

«Probabilmente sì, è stato bello sognare in grande ma proviamo a ragionare solo sulla quota: 63-65 per l’Europa League, 70-72 per la Champions».

«Quindi 20 punti per l’Europa League, con in mezzo anche la finale di Coppa Italia. Abbiamo un sacco di roba da vedere ancora. Bepo, hai ragione…».

«Vedi che stai già dimenticando il pareggio col Chievo?».