Pagellone

Il campionato dell’Atalanta da 10 a 0: dal Papu ai rimpianti che non dobbiamo avere

Invece che dare i voti a tutti i giocatori, abbiamo pensato di esprimere dei giudizi (numerici) sulla stagione giocata dai nerazzurri nel suo complesso

Il campionato dell’Atalanta da 10 a 0: dal Papu ai rimpianti che non dobbiamo avere
07 Agosto 2020 ore 12:31

di Fabio Gennari

Una cavalcata incredibile. Un campionato infinito, che si è chiuso il 2 agosto 2020 a quasi un anno esatto di distanza dal suo avvio (era il 24 agosto 2019). L’Atalanta si è confermata al terzo posto, ha scavalcato la Lazio recuperando 14 punti nelle ultime tredici giornate (chissà se Lotito pensa ancora che i play-off sarebbero stati una cattiva idea…) e ha regalato al popolo nerazzurro, purtroppo costretto a restare fuori dallo stadio come tutti i tifosi del calcio italiano ed europeo, emozioni importanti in un momento davvero difficile. Questo è il nostro pagellone, dal 10 allo 0 con tanti voti (alti) e tanti numeri (bassi) che meritano di essere ricordati.

Papu Gomez: 10 (e lode)

Votato come miglior centrocampista del campionato dalla Lega di Serie A, il capitano dell’Atalanta è senza dubbio il miglior giocatore della stagione nerazzurra in campionato. Con un torneo lungo 38 giornate, che è diventato addirittura infinito per colpa del coronavirus, il Papu ha tenuto un rendimento formidabile, che difficilmente si può misurare soltanto con gol o assist. Di lui si ricordano i “lustrini” (l’ultimo è arrivato a Parma con il tunnel su Kurtic e la sassata mancina che ha regalato la vittoria), ma pure le fatiche (un paio di recuperi difensivi contro il Napoli e il Bologna meritano davvero applausi).

Gian Piero Gasperini: 9

Il tecnico della Dea ha guidato la sua truppa alla seconda qualificazione in Champions League consecutiva. Ha dimostrato una crescita nella gestione delle gare da applausi e non prende il massimo dei voti solo perché in questo atipico pagellone di 10 ce ne può essere uno solo. Anzi, a ben guardare è pure giusto non dargli il massimo: i margini di miglioramento ci sono, ci teniamo il voto più alto per quando vincerà lo scudetto con l’Atalanta. Un attimo dopo partirà anche il processo di beatificazione.

Attacco nerazzurro: 8

Ben 98 gol in campionato sono un risultato straordinario per chi, decennio dopo decennio, puntava forse a segnarne meno della metà nella speranza di raggiungere l’agognata salvezza. Un rendimento di altissimo livello, con reti sempre molto belle e appena due autogol a “sporcare” il lavoro di un attacco che definire atomico pare essere quasi riduttivo. Peccato davvero per il mancato raggiungimento di quota 100: da oltre settant’anni nessuno ci riesce nel nostro campionato.

Difesa nerazzurra: 7

Può sembrare un voto a sorpresa e invece è assolutamente logico. La difesa della Dea ha chiuso il campionato con 48 gol subiti (appena cinque in più della Juventus Campione d’Italia) e se rapportiamo quanto incassato con quanto riscosso (i gol fatti), il saldo non può che essere positivo: se ti difendi con 50-60 metri di campo alle spalle mentre gli altri pensano soprattutto a non prenderle (e ci riescono poco), significa che sei stato bravo.

Nessuno: 6

Nessun giocatore dell’Atalanta si merita solo la sufficienza, o addirittura meno. Perché in una rincorsa così particolare e lunga, tutti hanno dato un pezzetto del loro contributo alla causa. Tutti, nessuno escluso.

Le presenze di Ilicic dopo il lockdown: 5

Non un voto, bensì una semplice constatazione purtroppo. È il cruccio più grande, il dispiacere sincero per un ragazzo che adesso sta giocando una partita diversa in cui deve trovare dentro di sé le forze per vincere. Josip Ilicic, per come lo conosciamo noi, si è fermato a Valencia. E non è più tornato. Peccato, peccato davvero.

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