Xavier Jacobelli

Il dentista Gasp ha fatto male alla Juve. Meravigliosa Dea

Il dentista Gasp ha fatto male alla Juve. Meravigliosa Dea
12 Luglio 2020 ore 00:42

di Xavier Jacobelli

Sarri aveva visto giusto, citando Guardiola prima di vedere la Dea: «Affrontare l’Atalanta è come andare dal dentista: ne puoi uscire bene, ma ti può fare male”. E’ andata proprio così e la capolista l’ha scampata bella, grazie a Ronaldo.

Il primo tempo dei nerazzurri è stato spettacoloso: raramente, allo Stadium, si era vista la Juve rimanere così in balia degli avversari. Quei tre minuti durante i quali i nerazzurri hanno mantenuto il controllo del pallone, quel 71 per cento di possesso registrato al 21’ sono stati gli indici più evidenti della supremazia nerazzurra, suggellata dal gol di Zapata.

Sorretta da una condizione atletica brillante e da uno spavaldo atteggiamento tattico, la Dea ha evidenziato le insicurezze della capolista che, però, ha cambiato passo nella ripresa. Evidentemente, durante l’intervallo Sarri si è fatto sentire e il pareggio su rigore di Ronaldo ha risvegliato i bianconeri. Involontario il fallo di mano di de Roon, punito però dalla regola che tante discussioni ha sollevato.

Il meglio, però, per i bergamaschi doveva ancora venire. Gasperini ha azzeccato tutti i cambi, Sarri no. E mentre Gollini si è confermato portiere da nazionale (l’intervento sulla splendida esecuzione di Ronaldo è stato strepitoso), Malinovskyi è salito in cattedra. Quando calcia dal limite dell’area, l’ucraino è devastante: il suo raddoppio è scaturito da un’azione degna del manuale Gasperini. Poi, la maledetta regola del fallo di mano, da punire sempre e comunque (51 i rigori fischiati dall’inizio della stagione rispetto ai 16 di quattro anni fa) ha rovinato l’impresa e Ronaldo ha segnato ancora, salvando la Juve dalla sconfitta e portandola a +8 sulla Lazio a sei giornate dalla fine.

Gasp non ha mai digerito la famigerata regola sul fallo di mano in area e davanti alle telecamere di Dazn si è capito quanto gli stia sullo stomaco. Ma sia orgoglioso Gian Piero, della sua Atalanta che a Torino ha giocato da spellarsi le mani. Ancora 5 punti  e la seconda, consecutiva qualificazione alla Champions sarà aritmetica. Aspettando il 12 agosto (Atalanta-Psg).

Allons enfants, c’est merveilleux.

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