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Il punto sull’attacco della Dea(oggi che arriva Pinilla)

Il punto sull’attacco della Dea(oggi che arriva Pinilla)
Atalanta 29 Dicembre 2014 ore 10:34

L’Atalanta abbraccerà in giornata Mauricio Pinilla, nuovo attaccante a disposizione di Stefano Colantuono. Del puntero cileno abbiamo già raccontato praticamente tutto, in attesa di vederlo all’opera sul campo però è bene mettere un po’ d’ordine e provare a ragionare con un minimo di raziocinio sugli altri attaccanti a disposizione di Colantuono. Questo perché, non si capisce come mai, da quando l’arrivo di Pinilla è diventato praticamente ufficiale è partito il toto-cessione sulle punte nerazzurre. Con Denis e Maxi indiziati principali secondo addetti ai lavori e popolo del web.

Due dritte anti-ansia. Il mercato di riparazione parte ufficialmente il 5 gennaio. In questi giorni di sosta le voci sono incontrollate e nessuno si tira indietro se c’è da buttare un nome sul tavolo. A caso o a ragion veduta, poco importa. Abbiamo scritto spesso di come sia importante leggere tutto, ma ponderare bene ogni notizia tenendo presente che i dirigenti atalantini normalmente sono abilissimi a lavorare nell’ombra più completa.

A Novembre il nuovo attaccante doveva essere Kramaric (talento del Rijeka) con tanto di conferme di PierPaolo Marino («Il giocatore ci interessa, lo abbiamo seguito») date in pasto ai giornali. A Dicembre doveva essere Gilardino, praticamente preso prima della gara con il Cesena. Risultato? Arriva PInilla, contattato e trattato nel giro di 7-10 giorni e il cui nome è uscito quando era praticamente tutto fatto.

In attesa dell’esterno e di qualche altro colpo, dunque, calma e gesso. Le voci in entrata quando arrivano in edicola sono quasi sempre boutade giornalistiche o nomi messi ad arte in circolazione per tenere nascosti i veri obiettivi. In caso di cessioni, invece, ci sono molte probabilità che ogni dichiarazione di incedibilità risponda al vero. Perché ha una logica dietro.

Denis resta o parte? Con l’arrivo di Pinilla, tutti si sono concentrati su Denis. Parte o resta? Il Presidente Percassi e lo stesso giocatore non hanno dato alcun segnale di cessione, quello che si è letto sui giornali riguarda esclusivamente altre squadre che sono interessate a Denis: Torino, Fiorentina e Roma le più gettonate. Ma cosa c’è di vero? Quante sono le possibilità che Denis parta davvero? Per l’Atalanta sarebbe un affare o un azzardo?

Innanzitutto, dipende dal giocatore. Con Pinilla l’Atalanta ha inserito in organico un giocatore in grado di giocare da solo in attacco come riferimento centrale, proprio il ruolo che Denis ha avuto nelle ultime 3 stagioni. Annate in cui, nonostante qualche calo, ha sempre segnato più di 10 gol. In totale, 44 in 3 stagioni. Quest’anno il Tanque è in difficoltà. La doppietta contro il Palermo non cancella un girone di andata finora clamorosamente deludente sia sotto il profilo realizzativo che, soprattutto, sotto quello della manovra.

Il Denis visto per lunghi tratti da settembre ad oggi serve pochissimo alla squadra. Adesso che c’è un sostituto come Pinilla, il suo posto non è più sicuro. Ecco la chiave di volta: se Denis riesce a giocare con Pinilla, l’Atalanta centra il bersaglio grosso perché ci sono tantissime possibilità che il Tanque torni a segnare secondo i suoi standard. Se Denis subisce la concorrenza e chiede la cessione, da qui a fine gennaio può succedere di tutto.

L’Atalanta ovviamente spera che si avveri la prima condizione, un attaccante con i numeri di Denis a gennaio si compra, non si vende. Ma se la situazione dovesse precipitare, a Bergamo con Denis si sarebbe ottenuto il massimo: 3,5 milioni di investimento totale pagati all’Udinese, contratto al 2017 allungato l’anno scorso e 47 reti realizzate in 122 presenze in serie A. Costo ammortizzato con ottimi benefici tecnici e, in caso di cessione, possibilità concreta di incassare soldi importanti.

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Maxi e l’Argentina. il secondo nome, caldissimo, è quello di Maxi Moralez. Si legge da più parti di un’offerta concreta del Racing di Milito per una cifra di circa 5 milioni di euro pagabili in due tranche. Il piccolo argentino è stato pagato 5,5 milioni di euro nell’estate 2011, ha il contratto in scadenza nel 2017 ed è più giovane di 6 anni rispetto a Denis. Tecnicamente parlando ha dimostrato più volte di essere imprescindibile per Colantuono, sia come esterno di sinistra che come seconda punta. Aspettando Papu Gomez, è fondamentale.

Dal punto di vista economico, l’operazione con la squadra argentina rappresenta però un rischio non da poco per la società nerazzurra. Si vocifera che in caso di cessione di un giocatore ad un club argentino, il pagamento di quanto pattuito possa trovare alcuni ostacoli per via dell’intervento del governo che non permette l’uscita di denaro dal paese. Il rischio di vedere il giocatore ceduto e i pagamenti bloccati, dunque, è concreto.

Boakye e Bianchi: uno dei due saluta. Restano Boakye e Bianchi. Dal punto di vista realizzativo, il ghanese ha segnato 4 reti tra campionato e Coppa Italia, mentre il centravanti di Albano Sant’Alessandro è ancora a secco. Boakye è arrivato a Bergamo dopo l’acquisto da parte dei dirigenti orobici della metà dal Genoa per una cifra di 1,3 milioni di euro, mentre l’altra proprietaria del 50% del cartellino è la Juventus. Bianchi a Bergamo è arrivato in prestito dal Bologna che aveva bisogno di liberarsi dei circa 700mila euro di stipendio dopo la retrocessione e la crisi societaria.

Numeri tecnici e valori economici alla mano, è ovvio che l’indiziato numero uno a lasciare Bergamo è Rolando Bianchi. Dal punto di vista tattico,poi, le doti di contropiedista di Boakye sono abbastanza uniche in organico, mentre Pinilla può tranquillamente sostituire l’attaccante di Albano nello scacchiere di Colantuono. Nei prossimi giorni certamente ne sapremo di più, ma nessuno si faccia prendere dall’ansia: dalle parti di Zingonia nessuno vuole regalare giocatori, darli a dirette concorrenti e indebolire la squadra. Nel modo più assoluto.

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