Dove si può crescere?

Il segreto per sognare? Le alternative. Se crescono, ci divertiamo davvero fino alla fine

Se il tecnico nerazzurro trova conferme anche in ragazzi come Miranchuk e Malinovskyi, allora c'è davvero la possibilità di fare qualcosa di grande

Il segreto per sognare? Le alternative. Se crescono, ci divertiamo davvero fino alla fine
Atalanta 25 Gennaio 2021 ore 10:00

di Fabio Gennari

L’Atalanta che ha dominato in lungo e in largo il Milan in casa sua è parsa una squadra semplicemente ingiocabile. Per larghi tratti, de Roon e compagni hanno tenuto in scacco la prima della classe con una semplicità e una superiorità che hanno fatto stropicciare gli occhi a tifosi e addetti ai lavori. La prestazione ha confermato che, con le primissime scelte di Gasperini in campo, la squadra è tra le migliori del torneo. Da qui in avanti, quindi, sarà fondamentale una crescita costante nelle partite decisive da parte delle prime alternative.

Gollini in porta, Toloi con Djimsiti vicino a Romero, Hateboer e Gosens esterni con de Roon e Freuler in mezzo oltre a Pessina e in avanti Ilicic a supporto di Zapata rappresentano le certezze granitiche per Gasperini. Per meglio spiegare il concetto, a oggi è questa la formazione che tra un mese si potrebbe vedere di fronte al Real Madrid nella gara di andata degli ottavi di Champions League. Quindi si tratta del “comfort team” del tecnico di Grugliasco.

Dietro ai titolarissimi, l’Atalanta ha alternative di assoluto livello, come Palomino in difesa, Maehle sugli esterni e Muriel in attacco. Quando tornerà al cento per cento, anche Pasalic rappresenta un elemento di sicuro affidamento e lo stesso si può dire di Caldara in difesa. La conta dei titolari di movimento dice quindi 14 uomini per 10 posti, che possono diventare potenzialmente 16 con Malinovskyi e Miranchuk. Ed è proprio questa la chiave di volta per un futuro radioso nella seconda parte del torneo.

L’ucraino è certamente più avanti rispetto al compagno russo, ha avuto più possibilità di mettersi in mostra, però non ha ancora fatto quel salto di qualità rispetto al livello che abbiamo imparato a conoscere nella passata stagione. Paradossalmente, sono di più le buone partite giocate rispetto a quelle in cui è stato decisivo (al tiro o nell’assist). Mirachuk sta collezionando ora quelle gare da titolare, occasioni che gli servono per imparare alla svelta il nostro calcio, ma ancora non sembra completamente calato nella Serie A.

Alla fine del mercato manca una settimana, giusto restare vigili fino al gong di chiusura dell’1 febbraio, ma a meno di clamorose occasioni l’Atalanta ormai è fatta. Con Gomez al Siviglia (a ore la fumata bianca) e nessun altro elemento in arrivo, l’onere della crescita è tutto sulle spalle di Miranchuk e Malinovskyi. Non servono venti partite di rendimento assoluto, ma quelle dieci, quindici presenze (dall’inizio o a gara in corso) che non facciano rimpiangere i compagni che riposano. Se Gasperini riesce a trovare il bandolo della matassa anche con i meno impiegati, ci sarà da spellarsi davvero le mani.

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