La Dea ha l’asso nella manica Sui calci piazzati sa far male

La Dea ha l’asso nella manica Sui calci piazzati sa far male
09 Marzo 2017 ore 11:44

L’Atalanta gioca certamente un bel calcio, i 46 gol segnati hanno tanti padroni e le azioni che hanno permesso di arrivare a questo risultato con altre undici giornate da giocare sono tutte da rivedere. Ma c’è un fondamentale in cui la Dea di questa stagione è diventata particolarmente pericolosa: i calci piazzati. Non ci sono esperti capaci di segnare direttamente da fuori area come facevano Baggio, Platini o pochi altri, ma sugli sviluppi di azioni da palla ferma i nerazzurri hanno hanno già segnato parecchie volte.

 

 

Tutti i gol da calcio piazzato. Analizzando le 27 giornata fin qui disputate sono nove le gare in cui l’Atalanta ha trovato la via del gol grazie ad un cross su punizione, ad un calcio d’angolo girato direttamente in porta o ribattuto dopo un intervento difensivo. La prima volta successe a Genova con la Sampdoria (gol di Kessie su ribattuta della difesa), poi in casa con il Torino fu Masiello ad insaccare un angolo di Gomez dando il via alla rimonta, e ancora a Crotone una perfetta esecuzione dalla bandierina mandò il pallone a sbattere sul petto di Kurtic per il gol del raddoppio. In casa con l’Inter (Masiello su ponte di Kurtic), a Pescara (Caldara), a Sassuolo (Conti dal limite dopo ribattuta), a Bologna due volte (Masiello e Kurtic) e ancora in casa con l’Udinese (Kurtic) prima di Napoli (gol del vantaggio di Caldara): la squadra di Gasperini ha dimostrato che anche questo tipo di conclusione rappresenta una risorsa importante contro parecchie squadre del nostro torneo.

Gomez e Freuler, maestri dal piede caldo. Tralasciando i calci di rigore per cui Kessie ha già ampiamente dimostrato di essere una garanzia assoluta, sono normalmente Gomez e Freuler i giocatori che si occupano di battere i calci piazzati. Se nelle ultime giornate è quasi sempre toccato al Papu, durante la stagione è spesso successo che fosse lo svizzero a calciare (soprattutto dalla bandierina) e i risultati sono stati spesso molto interessanti. Entrambi i calciatori a disposizione di Gasperini cercano la palla forte e tagliata sul primo palo, dove il taglio di qualche compagno (solitamente tocca a Kurtic) diventa determinante sia per la conclusione immediata che per il prolungamento alle spalle a favore di qualcuno che arriva a rimorchio. Lo stesso Kurtic, in casa con l’Inter, ha prolungato per Masiello che sul secondo palo ha segnato il gol del vantaggio, a Pescara con il Crotone ha fatto gol e a Bologna (sempre dal primo palo) ha insaccato sotto l’incrocio il gol del 2-0.

 

 

Perché sono i dettagli a fare la differenza. Ora, qualcuno potrebbe anche chiedersi: come mai un focus sui gol segnati da calcio piazzato se non ne insacchiamo mai uno da punizione diretta? La risposta è semplice: più andiamo avanti e più i dettagli diventano determinanti. Nella partita contro il Napoli, i giocatori atalantini (Gomez in particolare) hanno calciato molto bene quasi tutti i tiri da fermo. Non è detto che questo significhi sempre arrivare ad una conclusione, ma riuscirci significa tenere costantemente sotto pressione gli avversari. Domenica scorsa, con la Fiorentina, è successo l’esatto opposto e in area di rigore l’Atalanta non ha quasi mai dato la sensazione di poter passare in vantaggio pur avendo tanti giocatori che sanno farsi valere. Come detto, siamo veramente all’analisi dei dettagli ma è importante sottolineare che pure se la condizione fisica e la stanchezza durante la gara prende il sopravvento, quei secondi di concentrazione che servono per raccogliere le forze e colpire bene un calcio di punizione o un tiro dalla bandierina a favore di un compagno possono veramente diventare decisivi.

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