L’analisi della gara di Amsterdam, per essere efficace, deve essere disgiunta dal risultato. E partire da una premessa: dopo tre gare in cui si è segnato tanto ma si è anche subito troppo, con l’Ajax, dietro, si è concesso poco, ma davanti sono state fatte scelte completamente e costantemente sbagliate.
Questo è il centro di tutti i problemi emersi contro l’Ajax: gli olandesi sono stati tutt’altro che irresistibili, eppure la gara è rimasta aperta e poi l’hanno risolta loro solo all’87’.
La risposta sta nella percentuale delle scelte sbagliate: alla Johann Cruijff Arena i bergamaschi hanno praticamente sempre fatto le cose al contrario rispetto a come andavano fatte. Passaggi invece di tiri, tiri invece di passaggi, palloni giocati troppo avanti, troppo indietro, troppo corti, troppo lunghi o ancora scambi quando era meglio andare in verticale, palla in verticale quando era meglio fraseggiare.
Insomma, un pot-pourri di errori che alla fine hanno portato Sarri a essere incazzato perché non si stava vincendo e la squadra a perdere la partita.
Con il tecnico, va detto, l’Atalanta difenderà sempre a zona e con questo tipo di atteggiamento. Il blocco basso non è per forza una bestemmia calcistica, tutto sta a come affronti poi la ripartenza. Se sbagli quello, allora il blocco basso diventa un pericolo, perché accetti di far arrivare l’avversario a ridosso della tua area. Quindi in uscita, con i tuoi uomini migliori, bisogna fare meglio e di più. Come nelle ultime sfide, come non è avvenuto sul campo della squadra più blasonata d’Olanda.