Gioiello nerazzurro

La stella di Traore brilla tra i migliori talenti Under 18 d’Europa secondo L’Equipe

Un talento cristallino, che a soli 17 anni ha già debuttato in prima squadra e ha anche realizzato un gol (all'Udinese) in Serie A

La stella di Traore brilla tra i migliori talenti Under 18 d’Europa secondo L’Equipe
Bergamo, 03 Aprile 2020 ore 17:52

di Andrea Licenziato

Noi che seguiamo il settore giovanile da diversi anni vi abbiamo raccontato il percorso di crescita delle giovani promesse atalantine, dal loro approdo nella fascia agonistica (dall’Under 15 per intenderci) fino alla Primavera. Volutamente non ho citato l’approdo in prima squadra, perché si contano sulle dita di una mano i talenti che riescono a fare il salto direttamente dall’Under 19 approdando alla corte di Gasperini. La maggior parte viene ceduto in prestito in cadetteria per fare esperienza. La storia del predestinato Diallo Amad Traore però è straordinaria e va al di là di ogni logica.

Che il gioiellino ivoriano classe 2002 avesse qualcosa di speciale è sotto gli occhi di tutti. Se a dirlo è anche L’Equipe, uno dei quotidiani francesi più autorevoli, ne abbiamo l’assoluta conferma. Nella classifica dei migliori calciatori U18 d’Europa che si stanno mettendo in mostra in questa stagione, figura anche il nome di Traore. Il fantasista africano è entrato di diritto nella storia della Serie A il 27 ottobre 2019, quando, chiamato a fare il suo ingresso in campo al 77’ minuto di gioco della sfida contro l’Udinese, è stato in grado di realizzare il suo primo gol tra i professionisti. Sono bastati sei giri di lancette al funambolo 17enne per scoccare un mancino dal limite dell’area imparabile per Musso. L’esultanza sotto la Curva Nord e l’abbraccio caloroso del popolo nerazzurro hanno reso indimenticabile l’esordio con gol di una delle stelle nascenti del nostro calcio.

Foto Atalanta.it

Già dal suo approdo a Bergamo nel 2014 ha impressionato gli addetti ai lavori grazie alle sue qualità fuori dalla norma. Per portarlo a Zingonia, Mino Favini dovette vincere la concorrenza dei maggiori club italiani, tra cui Inter e Juventus. A lui, poi, è servito pochissimo tempo per dimostrare di che pasta è fatto: l’anno successivo è stato subito aggregato ai ragazzi più grandi di un anno. Rapidità di gambe, abilità nel dribbling e tocco di palla fuori dal normale erano qualità troppo spiccate per giocare coi coetanei. Le sue serpentine con la sfera incollata ai piedi hanno fatto innamorare i tifosi, che hanno potuto apprezzarlo su palcoscenici importanti a livello giovanile come la Youth League e il campionato Primavera 1.

Nelle ultime due stagioni agli ordini di Brambilla è diventato un esterno d’attacco completo, un giocatore letale in fase offensiva e capace di ripiegare per dare una mano quando la palla ce l’hanno gli avversari. Partendo da destra può vantare diverse soluzioni di qualità per scardinare le difese avversarie: rientrare sul mancino, calciare dalla distanza con una forza e una precisione disarmanti oppure conquistare il fondo in velocità utilizzando l’ottimo destro per premiare i compagni.

Chi conosce il ragazzo sa che è un giovane con la testa sulle spalle a cui sono state donate delle doti invidiabili. In Italia solo Sebastiano Esposito dell’Inter e Andrea Papetti del Brescia sono stati inseriti nella classifica stilata da L’Equipe dei migliori talenti Under 18 visti all’opera nei maggiori campionati europei. Tra i giocatori stranieri, invece, figurano future stelle del calibro di Ansu Fati del Barcellona e Rayan Cherki, che con il suo Lione ha eliminato proprio l’Atalanta dalla Youth League. Una bella soddisfazione per Diallo Traore, sperando che sia solo la prima di una lunga serie di traguardi.

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