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L'Atalanta in Champions è un esempio. Lo dimostrano ranking, bilanci e... difesa a tre

Si parla molto della Dea e dei suoi meriti, ma arrivare così in alto non è stato semplice. Eppure c'è chi ancora storce il naso...

L'Atalanta in Champions è un esempio. Lo dimostrano ranking, bilanci e... difesa a tre
Atalanta 28 Aprile 2021 ore 09:00

di Fabio Gennari

Nelle ultime settimane, complici la Super Lega, i bilanci in profondo rosso delle big del calcio mondiale e quello clamorosamente in positivo dell'Atalanta, si sono sprecate considerazioni, illazioni e fantasiose teorie che hanno un minimo comun denominatore: smontare la magia di quanto ha fatto, sta facendo e farà l'Atalanta. In Europa quello nerazzurro è un modello unico, ma qualcuno pare dimenticarselo. Allora rinfreschiamo un po' la memoria perché tutto sia più chiaro.

Per prima cosa, il ranking. Dal 2017 in avanti, l'Italia ha ottenuto nuovamente la possibilità di qualificare quattro squadre alla Champions League. A parte che l'Atalanta è stata l'ultima "quarta di Serie A" che è entrata "solo" in Europa League, per la conquista dei quattro posti nel torneo più importante del continente sono stati importanti i risultati ottenuti negli anni precedenti dalle altre italiane. Tutto vero. Il dettaglio? L'Atalanta non è mai entrata in Champions da quarta. I ragazzi di Gasperini sono infatti arrivati per due volte al terzo posto e prima del 2017 avrebbero comunque fatto i preliminari.

Secondariamente, i bilanci e le plusvalenze. I nerazzurri, da sempre, hanno nel "player trading" una delle voci più importanti di introito del bilancio. Si prendono giocatori a poco o si allevano in casa e poi si cedono per fare margine e investire. Se chi compra può o meno permetterselo è un problema che finisce nel momento in cui l'acquisto viene garantito da fidejussione: se un domani questo meccanismo cambierà, l'Atalanta non cederà i suoi gioielli a peso d'oro.

Ultimo aspetto, la difesa a tre. Gasperini ha usato questo schieramento a più riprese e spesso è stato anche contestato: giocare in quel modo non paga a certi livelli, dicevano. Eppure tante altre squadre hanno poi usato la stessa tattica e nella semifinale giocata ieri sera (27 aprile) a Madrid sia il Real che il Chelsea (1-1 il risultato finale) si sono sistemate in campo con il 3-5-2 (gli spagnoli) e il 3-4-2-1 (gli inglesi).