E se l’Atalanta di quest’anno fosse meglio di quella scorsa?

E se l’Atalanta di quest’anno fosse meglio di quella scorsa?
27 Dicembre 2017 ore 09:52

Dopo la vittoria di Milano e i bagordi natalizi, i tifosi atalantini si apprestano ad affrontare un periodo decisamente tosto, con tre partite di alto livello in pochi giorni. Cagliari in casa per chiudere a quota 30 il girone di andata di Serie A, Napoli in trasferta per conquistare la semifinale di Coppa Italia e Roma all’Olimpico per iniziare al meglio il girone di ritorno prima della sosta invernale dal 7 al 21 gennaio. Per prepararci a questo trittico, ci siamo fatti una domanda: la Dea, pensando ai gol segnati, è migliorata o no rispetto al passato? Lo spunto arriva al digiuno di Gomez in campionato, che dura ormai dal 22 settembre (Atalanta-Crotone 5-1); l’uomo che l’anno scorso ha trascinato la squadra con i suoi 16 gol, attualmente è fermo a quota 3 e secondo qualcuno si potrebbe già parlare di crisi. I numeri, come sempre, dicono che il Papu sta facendo in Serie A quello che ha fatto pure l’anno passato e con Cristante che ha segnato esattamente gli stessi gol di Kessiè a questo punto del campionato c’è pure la grande aggiunta di Ilicic, che con 7 reti è il capocannoniere della squadra.

 

 

Cristante meglio di Kessiè: tanti gol senza rigori. Il primo dato che emerge relativamente a questo campionato è che Gasperini ha un centrocampista che ha già segnato 6 gol. Nel passato campionato era stato Kessiè a raggiungere lo stesso risultato, grazie anche ad alcuni calci di rigore, mentre in questo primo scorcio di Serie A 2017/2018 è Bryan Cristante il protagonista. La differenza è proprio nei tiri dagli undici metri: il ragazzo classe 1995 cresciuto nel Milan non ne ha segnati (ne tirato uno a Udine, sbagliandolo) e i suoi sono gol spesso da grande opportunista. Dal punto di vista tattico, Cristante è molto meglio di Kessiè anche per la sua duttilità. Mentre l’ivoriano metteva potenza e grande propulsione, il ragazzo di San Vito al Tagliamento ha dimostrato di potersi muovere sia da interno in un centrocampo a due che da rifinitore o esterno alto in un attacco a tre. Considerando anche l’Europa League, Cristante ha giocato di più e ha pure segnato di più. Sta vivendo un periodo strabiliante per quanto riguarda le sue prestazioni.

 

 

L’impatto devastante di Ilicic sul gruppo. Detto di Kessiè adeguatamente rimpiazzato da Cristante, il secondo dato che fa pensare che l’Atalanta di oggi sia addirittura migliore di quella passata è legato al capocannoniere della squadra in campionato. Lì dove dodici mesi fa Gasperini cercava senza successo le reti di Paloschi, oggi c’è Josip Ilicic. Lo sloveno è in testa alla classifica stagionale di gol in partite ufficiali in compartecipazione con Cristante (9 reti), ma in Serie A è lui il migliore con ben 7 marcature in 1071′ minuti giocati (media di una rete ogni 153′). Del gruppo orobico, Ilicic è quello con più presenze (17 su 18), ma solo 12 volte è partito titolare (come Petagna). Primo per tiri in porta, primo per occasioni da gol al pari del Papu e primo pure per palle perse (ben 83), il numero 72 nerazzurro ha avuto un impatto devastante sul gruppo: non è continuo e questa è in parte una fortuna (se lo fosse, giocherebbe altrove), ma allo stesso tempo ai compagni garantisce gol, assist, grande sostegno in fase di copertura e colpi di genio. Con uno così, il centravanti può dedicarsi alla rifinitura (il pane di Petagna) e pensare meno alla pressione anche mediatica del gol a tutti i costi.

 

 

Gomez stesse reti, Conti-Hateboer 1-0. Analizzando alla spicciolata anche gli altri marcatori delle prime 18 giornate del passato campionato, ci sono alcuni dettagli che fanno davvero ben sperare per il futuro. Gomez, a secco da molto tempo come ormai rimarcato da tutti, l’anno scorso di questi tempi aveva segnato esattamente le stesse reti che ha segnato in campionato nella stagione attuale: solo 3. L’exploit è arrivato quasi tutto nel girone di ritorno e, a ben guardare (basta considerare anche le gare di Coppa), il rendimento del numero 10 è pure migliore di un anno fa. L’altro grande interrogativo dei tifosi riguarda gli esterni, ma basta controllare e si capisce subito che il magnifico Conti del campionato scorso, prima di Natale, aveva segnato soltanto un gol a Reggio Emilia con il Sassuolo. Hateboer, suo erede sulla corsia di destra, è ancora a secco e ovviamente quello zero alla voce gol fatti fa rumore ma non bisogna disperare, bensì attendere la crescita del ragazzo olandese. Per il resto, dove c’era Pinilla ora c’è Cornelius (miglioramento netto), con Caldara che ha segnato le stesse reti (3), mentre Masiello e Petagna (solo in campionato) sono leggermente sotto media rispetto al passato.

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