Marco D’Alessandro che piace all’Atalanta

Marco D’Alessandro che piace all’Atalanta
12 Giugno 2014 ore 17:51

Marco D’Alessandro è il nome nuovo per il mercato dell’Atalanta. Nato a Roma il 17 febbraio 1991, è un furetto d’attacco capace di giocare sia a destra che a sinistra, sulla linea degli attaccanti come su quella dei centrocampisti. Statura e peso sono quelle della tipica ala italiana (1,73 mt x 71 kg), il ragazzo è reduce da due buonissime stagioni con la maglia del Cesena e il suo futuro sembra quello di un predestinato.

Il giovanissimo D’Alessandro arrivò al grande calcio dal settore giovanile della Roma ma nella sua carriera la prima maglia importante è stata quella della Lazio (due stagioni, dal 2003 al 2005). Successivamente, il guru del settore giovanile giallorosso Bruno Conti credette fermamente in lui e nel giro di quattro stagioni ecco la chiamata di Spalletti e l’esordio in serie A. Era il 21 marzo del 2009, a 18 anni e 34 giorni l’ingresso in campo al minuto 82’ di Roma –Juventus (terminata 1-4) al posto di Menez segnò la sua prima volta tra i grandi. In quel finale di stagione, il tecnico toscano regalò al talentino altre due presenze contro Fiorentina e Torino.

«La Roma è tutto per me. Sono quello che sono grazie alla Roma. Personalmente mi colpivano i consigli continui di Totti e De Rossi, due che avendo sognato come me, ed essendoci riusciti, non ti lesinavano parole, indicazioni. Grandi campioni. Sono molto realista e so che si vive step by step. Un passo alla volta. Prima della Roma, oltre la Roma potrà esserci altro. La Roma non è per tutti». Con queste parole l’esterno numero 7  del Cesena  ha commentato poche settimane fa il suo futuro. A 23 anni e con oltre 150 presenze tra i professionisti (Roma, Grosseto, Bari, Livorno, Verona e Cesena le sue squadre) condite da 7 reti sembra ormai giunto il momento per il definitivo salto di qualità.

Il direttore sportivo del Cesena Foschi lo ha definito “un giocatore alla Iturbe”, il paragone con il grande talento del Verona non pare affatto azzardato: facilità di corsa, spunto deciso e buona padronanza tecnica con entrambi i piedi garantiscono imprevedibilità e duttilità ad un giocatore  molto prezioso sia nel 4-4-2 che in un 4-3-3. D’Alessandro ha dimostrato di saper puntare l’avversario per rientrare sull’interno e cercare il calcio in porta ma anche di saper arrivare sul fondo per cercare il cross decisivo: la trafila con tutte la Nazionali giovanili è un ulteriore motivo di interesse, i consigli di Totti e De Rossi probabilmente la ciliegina sulla torta di un talento vero del calcio italiano.

 

 

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