Le due scelte per la difesa sperando che Mancini decolli

Le due scelte per la difesa sperando che Mancini decolli
19 Ottobre 2018 ore 09:10

La sostituzione di Masiello, per Gasperini, non è cosa da poco. Le opzioni concrete sul tavolo sono sostanzialmente due, poi c’è anche l’idea di una difesa a quattro ma la storia del mister dice che dal terzetto a protezione del portiere non ci si sposta quasi mai, se non durante le gare con particolari condizioni di risultato. Insomma, tutti gli indizi portano al nome di Mancini nella speranza che il giovane cresciuto nella Fiorentina inizi davvero a fare il salto di qualità tanto atteso.

 

 

Perché ci si aspetta molto da Mancini. Acquistato a gennaio 2017 dal Perugia, Mancini è arrivato a Bergamo al termine della stagione dei record di Gasperini (2016/2017 e ha fatto il suo esordio in serie A proprio sul campo di quella Fiorentina che lo ha allevato fin dal 2011. Che le qualità del ragazzo fossero importanti lo abbiamo visto subito alla prima da titolare: il 4 febbraio 2018 è suo il gol decisivo (passato anche dal filtro del Var) contro il Chievo e l’1-0 interno che ha regalato i tre punti alla Dea rimane forse il momento più felice del ragazzo a Bergamo.

Dopo la partenza di Caldara, tutti hanno identificato in Mancini l’erede naturale per quel ruolo. Buona tecnica e visione di gioco che hanno portato Gasperini a ipotizzare perfino un suo schieramento a centrocampo. Mancini in avvio di questa stagione non ha però confermato i suoi progressi e la scelta tra lui e Palomino come titolare tra Toloi e Masiello ha presto visto l’argentino avere la meglio. Mancini si è comunque rimesso sotto a lavorare e già in altre occasioni ha giocato come difensore laterale nello schieramento a tre: anche a Verona dovrebbe toccare a lui.

 

 

L’alternativa per Gasp: Djimsiti con Palomino a sinistra. L’unica vera alternativa a disposizione di mister Gasperini è il difensore albanese Djimsiti con spostamento di Palomino nella zona sinistra della difesa. Considerando il valore del Chievo in avanti, i rischi sarebbero contenuti a favore di centimetri e forza fisica in mezzo all’area, ma più che la scelta di Djimsiti in mezzo sarebbe da valutare bene lo spostamento di Palomino, visto che anche il diretto interessato ha recentemente fatto capire che per uno come lui è meglio avere continuità nella posizione.

A onor del vero, va ricordato come Djimsiti è passato da oggetto misterioso a valida alternativa proprio per scelta di Gasperini, sia con il Frosinone che a Roma. Con la squadra giallorossa è toccato al centrale albanese, l’anno scorso in prestito al Benevento, guidare la difesa nerazzurra e nel gruppo sono diversi i giocatori che lo apprezzano per lo spirito con cui si allena e per come cerca di applicarsi durante le sedute tattiche del mister.

 

 

L’idea di molti: difesa a quattro che però non vedremo. Senza Masiello, molti tifosi hanno ipotizzato una difesa a quattro con Toloi e Palomino in mezzo e due esterni a fare i terzini puri, ma questa scelta, almeno dall’inizio, va esclusa proprio per la storia di Gasperini. Il tecnico della Dea ama giocare a tutto campo uno contro uno e fin dal primo allenamento il suo lavoro è stato improntato sulla difesa a tre. A memoria, il mister ha addirittura scelto Raimondi come terzo centrale in una delle prime uscite della squadra: pur non avendo a disposizione un elemento in quel ruolo aveva optato per un esterno adattato invece che cambiare modulo.

Per settimane lo stesso tecnico ha ribadito che non c’è l’intenzione di snaturare la squadra alla ricerca del risultato; l’Atalanta ha una sua precisa identità e da quella non si prescinde perché il gioco e le prestazioni confermano che la strada è quella giusta. Tra l’altro, contro Chievo e Parma e poi a Bologna la squadra orobica si troverà di fronte avversari certamente alla portata, che non giustificano stravolgimenti tattici ma necessitano unicamente di maggior attenzione in difesa e precisione in attacco.

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